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Ambrì Piotta

L’Ambrì perde ancora lucidità ed arriva la seconda sconfitta filata

Contro i Tigers i biancoblù disputano la prova meno convincente. Tanti gli errori di imprecisione, mentre i Tigers sono stati più solidi e bravi nella gestione

L’Ambrì perde ancora lucidità ed arriva la seconda sconfitta filata

AMBRÌ - Considerando il livello di intensità che aveva saputo mostrare l’Ambrì Piotta nell’avvio di stagione, e con l’unica prima flessione arrivata martedì contro il Davos, il calcolo è presto fatto: la sconfitta contro il Langnau è coincisa con la peggior prestazione stagionale.

E questo non solamente a causa del passivo più netto incassato sin qui, ma piuttosto per un gioco che si è fatto più annebbiato e privato della necessaria lucidità d’esecuzione, con tanti errori di imprecisione - alcuni anche banali - che non hanno mai permesso alla squadra di Tapola di tornare ad esprimersi come in altre occasioni.

L’impressione è che dopo l’apice toccato nel derby, i biancoblù abbiano iniziato ad accusare un po’ le fatiche di un calendario che ha chiesto loro di giocare sin qui otto partite in 17 giorni, ed effettivamente all’Ambrì in questa occasione sono mancate alcune certezze che invece erano state trascinanti nell’avvio di stagione.

La prima linea ha faticato più del solito a crearsi delle opportunità pericolose, con uno Schnarr un po’ in calo in questa settimana - e con appena il 38% di ingaggi vinti, perdendo nettamente il duello con Björninen - ed uno Järventie pure lui meno trascinante e autore di solamente un tiro in porta. Un dato quest’ultimo sintomatico, considerando che martedì di SOG ne aveva fatti registrare nove e che il finlandese rimane tra i leader di lega in questa statistica.

In termini generali l'inizio non è stato sicuramente dei migliori, con poco ritmo nelle gambe e l’errore di Dario Wüthrich - sbilanciatosi in avanti - che ha favorito il contropiede con cui Julian Schmutz ha sbloccato il risultato. Il raddoppio è poi arrivato su un episodio sfortunato, con un appoggio dal lato di Nussbaumer - forse deviato da Zaccheo Dotti - che ha sorpreso Wüthrich, e così velocemente l’Ambrì si è ritrovato ad inseguire senza essere nemmeno entrato nel vivo del proprio gioco.

Il gol veramente da evitare era però il terzo, quello arrivato dopo soli 29 secondi del periodo centrale, e che ha reso davvero complicata una serata che già faticava ad ingranare. L’Ambrì a quel punto ha avuto il merito di trovare nel secondo tempo il suo miglior momento, reagendo praticamente da subito allo svantaggio e cercando di porvi rimedio, accorciando con Tim Muggli - non segnava in biancoblù dal 5 gennaio 2025 - ed andando poi vicino a riaprire davvero la sfida, con un palo dello stesso Muggli e alcuni spunti pericolosi soprattutto in powerplay.

Troppo poco però, così come non è stato sufficiente il volume delle conclusioni fatte partire verso Boltshauser, con l’Ambrì che si è spesso “incartato” volendo costruire trame forse troppo complicate, oppure ricorrendo a spunti individuali che hanno fatto percepire anche un po’ di frustrazione. Poco pericoloso in questo contesto anche Joly, mentre è sembrata più “sul pezzo” la linea guidata da Heim, mentre nel terzo periodo si è visto lo staff spostare Kodytek all’ala per cercare di scuotere la situazione.

Nel terzo tempo l’Ambrì non ha però mai dato l’impressione di poter davvero mettere sotto pressione il Langnau, capace di giocare una partita ordinata e che anche stavolta ha messo in grande difficoltà i leventinesi, che da due anni e otto mesi - ovvero nove partite filate - non riescono a strappare punti ai tigrotti.

Per la prima volta in stagione l’Ambrì ha dunque incassato due sconfitte filate, e questa è sicuramente stata la più netta e meritata in termini di gioco espresso. Nulla che ora debba preoccupare, si era ben coscienti che i biancoblù avrebbero presto dovuto affrontare delle difficoltà, ma nelle uscite settimanali è anche parso evidente che De Luca e compagni per darsi delle chance di vincere non possono permettersi di veder calare la propria lucidità. Questo è successo nelle due uscite settimanali, e le cose si sono subito fatte più difficili.


IL PROTAGONISTA

Hannes Björninen: Le sue prestazioni spesso passano sotto ai radar, ma nella serata della Gottardo Arena ha dominato i cerchi d’ingaggio vincendo il 66% dei faceoff, e specialmente con Mäenalanen ha formato una linea solida e strutturata che l’Ambrì non è riuscito a scalfire. La “battaglia dei centri” con Schnarr è insomma stata vinta da lui.


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