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Mondiali 2022

La Svizzera non si ferma e rifila sei schiaffi al Canada

I rossocrociati fanno fuori con autorità gli avversari e restano l’unica imbattuta del Mondiale. Partita spettacolare e pista caldissima nel giorno del record di Ambühl

La Svizzera non si ferma e rifila sei schiaffi al Canada

CANADA – SVIZZERA

3-6

(3-3, 0-1, 0-2)

Reti: 11’52 Johnson (Barzal, Graves) 1-0, 12’51 Fora (Meier, Kurashev) 1-1, 14’11 Lowry 2-1, 15’33 Kukan (Hischier, Corvi) 2-2, 19’03 Batherson (Barzal) 3-2, 19’51 Siegenthaler (Suter, Malgin) 3-3, 26’13 Hischier (Kukan) 3-4, 43’31 Suter (Malgin, Simion) 3-5, 58’01 Meier 3-6

Note: Helsinki Ice Hall, 5’676 spettatori (tutto esaurito)
Arbitri: Heikkinen, Ohlund; Davis, Spur
Penalità: Canada 4×2′, Svizzera 2×2′ + 1×5′

Assenti: Reto BerraChristian MartiMarco Miranda (sovrannumero)

HELSINKI – Un boato ha accompagnato la vittoria della Svizzera contro il Canada e un lungo applauso ha richiamato sul ghiaccio il recordman di presenze a un mondiale, il Signor Andres Ambühl, ormai entrato nella leggenda e premiato durante una cerimonia prima dell’ingaggio iniziale.

Un pomeriggio praticamente perfetto per la Svizzera, con il 6-3 rifilato al Canada sinonimo di primato in solitaria nel Gruppo A (e unica squadra a punteggio pieno di tutto il torneo) in un ambiente degno finalmente di un Mondiale, riscaldato dai 5’600 tifosi praticamente tutti rossocrociati che hanno colorato e riempito di cori la Helsinki Ice Hall.

E la partita è pure stata degna di questo ambiente, aperta, spettacolare, intensa e ricca di avvenimenti, con un primo tempo che ha fatto sobbalzare dai seggiolini i tifosi varie volte, con quel 3-3 dei primi venti minuti che sapeva fin troppo di pirotecnico, grazie a due squadre che hanno pensato solo a giocarsela a viso aperto.

La selezione di Patrick Fischer infatti, pur creando molto sul fronte offensivo, ha tralasciato qualche dettaglio di troppo tra la zona neutra e lo slot, permettendo al Canada di segnare tre reti fin troppo facili – una con la complicità di Genoni e una seconda in shorthand – ma si era comunque capito che con una regolata nella pausa la vittoria restava alla portata di Hischier e compagni.

Due girate al carburatore e difatti la Svizzera è tornata sul ghiaccio lasciando nello spogliatoio quei pericolosi black out, tornando a proteggere meglio Genoni e continuando comunque a proporsi con regolarità dalle parti di Thompson, che di lavoro ne ha avuto per tutto l’incontro.

Se nel primo periodo la scena, nel bene e nel male, se l’erano presa i difensori (tre reti su tre, con Fora, Kukan e Siegenthaler) dal secondo via sono stati gli attaccanti a prendere per mano la squadra, sfruttando dapprima un power play con un tiro preciso di Hischier, e poi entrando nel terzo periodo direttamente con il gol di Suter che ha indirizzato inesorabilmente la partita.

Il Canada, trovando poche soluzioni in uno slot affollatissimo e ancora meno vie di tiro in power play (che la Svizzera aveva già rintuzzato con quei brillanti cinque minuti di box play nel primo periodo), lasciandosi poi prendere dalla frustrazione e da alcuni interventi non necessari e piuttosto duri.

La Svizzera dal canto suo ha avuto il grande merito di non lasciarsi prendere da certa foga o dalla voglia di “vendetta” come nel terzo periodo contro la Slovacchia, ha mantenuto mano ferma e nervi saldi, portando brillantemente a casa questi tre importantissimi punti, che dicono molto anche all’infuori della partita stessa.

Con questa prova di forza gli elvetici sanno di essere su una strada che li può portare lontano dove non troveranno nessun avversario disposto a sottovalutarli. E se vogliono dimostrare tutta la loro maturità occorrerà tenere alta la tensione anche negli scontri a venire contro Francia e Germania, per dimostrare di essere realmente cresciuti.


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