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Mondiali 2022

La Svizzera continua a vincere nonostante un finale infuocato

Dopo una prima metà convincente Malgin e compagni si complicano la vita superando diverse situazioni in inferiorità, ma arriva la quarta vittoria di fila

La Svizzera continua a vincere nonostante un finale infuocato

SVIZZERA – SLOVACCHIA

5-3

(1-1, 2-1, 2-1)

Reti: 0’52 Malgin (Suter) 1-0, 10’33 Milos (Lantosi, Liska) 1-1, 23’56 Egli (Scherwey, Bertschy) 2-1, 25’32 Slafkovsky (Kristof, Tatar) 2-2, 32’59 Meier (Suter) 3-2, 45’55 Hischier (Marti) 4-2, 49’07 Takac (Sykora, Grman) 4-3, 59’36 Herzog (Malgin, Suter) 5-3

Note: Helsinki Ice Hall, 2’504 spettatori
Arbitri: Ansons, Rekucki; Davis, Sormunen
Penalità: Svizzera 9×2′ +1×5′ + 1×20′, Slovacchia 5×2′

Assenti: Sandro AeschlimannDamien RiatMarco Miranda (sovrannumero)

HELSINKI – Dopo le prime tre prove sulla carta meno difficili per la Nazionale svizzera è arrivato il momento di confrontarsi con le principali concorrenti del Gruppo A per quel che riguarda le prime posizioni. Sulla strada dei ragazzi di Patrick Fischer si è parata la Slovacchia, che da subito si è confermata squadra dotata tecnicamente e capace di giocare un hockey molto intenso, come aveva già dimostrato anche contro Germania e soprattutto Canada.

La Svizzera era anche chiamata a riprendere il filo del gioco e della pulizia perso un po’ contro il Kazakistan, e difatti gli elvetici su quel piano sembravano aver fatto un ulteriore passo avanti, almeno fino a circa metà incontro. La squadra di Craig Ramsay è stata infatti affrontata dall’inizio con il giusto piglio, con un gruppo che ha visto i ritorni – logici – tra le proprie fila di Scherwey, Thürkauf e Genoni, con il portiere campione svizzero schierato di nuovo da titolare.

Proprio Genoni nel finale è stato l’assoluto protagonista, in quei lunghissimi minuti inferiorità numerica che Fora e Siegenthaler si sono andati a cercare per complicare la vita alla propria squadra. Certo, è da lodare lo sforzo collettivo per aver resistito a quell’assalto, ma sicuramente era preferibile gestire meglio le emozioni dopo aver ritrovato l’importantissimo doppio vantaggio con Hischier.

La Svizzera si era fatta preferire soprattutto per la capacità di creare occasioni da gioco con quattro blocchi, anche se quello di Thürkauf (con Bertschy che ha preso il posto di Kurashev, spostato nel primo) si è occupato soprattutto della fase di forecheck, peraltro attuato molto bene e con grande continuità.

Sul fronte prettamente offensivo sono state le linee di capitan Hischier e quella dello scatenato Malgin a creare i maggiori grattacapi alla difesa slovacca, che ha patito molto la capacità di rotazione del disco in velocità degli attaccanti svizzeri più tecnici, anche se da par suo Tatar e compagni hanno avuto sempre a disposizione qualche spazio per delle folate offensive, concedendo però più di un corridoio interessante agli avversari.

La Slovacchia però ha peccato soprattutto in power play, ha cozzato contro Genoni e un palo, ma soprattutto non è mai stata in grado di dare fluidità al suo gioco.

La Svizzera aveva già avuto il merito di uscire brillantemente da quella fase simile nel secondo periodo che l’ha vista per parecchio tempo in inferiorità numerica (anche doppia), quando il quartetto arbitrale ha cominciato colpevolmente a cambiare la linea di giudizio e a diventare molto fiscali sui due fronti.

In quei frangenti di gioco molto spezzettati Scherwey e compagni hanno perso di nuovo il filo conduttore, per poi riprenderlo parzialmente nel terzo periodo prima dell’infuocato finale. Si può dire che per fortuna ci sono giocatori come le star di NHL che sono in grado di ovviare a determinate difficoltà trovando la giocata risolutiva, ma in fondo loro sono lì anche per questo.

Occhio però a non chiedergli la luna a Hischier e Meier, la Svizzera vista da metà periodo in avanti deve assolutamente darsi una nuova scrollata e soprattutto evitare di perdere di nuovo la bussola. Anche se alla fine le quattro vittorie piene su quattro sono lì a cantarle a tutti dall’altro del primo posto nel Gruppo A. E vi pare poco?


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