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Kaski: “Sognavo le gesta di Nummelin, vengo a Lugano per lasciare il segno”

Il difensore finlandese dei bianconeri si presenta: “Cercherò di portare a Lugano quello che hanno portato molti miei connazionali. La fuga dalla Russia? Volevamo sentirci al sicuro a casa nostra”

Con l’avvento dei sei stranieri schierabili dalla prossima stagione in National League, il Lugano è tornato a volersi dotare di un difensore d’importazione dopo la partenza di Tim Heed al termine dell’annata 2020/21.

Il prescelto del club bianconero è il finlandese Oliwer Kaski, difensore a trazione offensiva dotato di un gran tiro e fiuto del gol, specialista del power play. Il 26enne arriva a Lugano dopo aver lasciato l’Avangard Omsk in KHL e porta in dote l’eredità tecnica di papà Olli, difensore offensivo pure lui: “Possiamo chiamarli effettivamente affari di famiglia”, ammette il neo bianconero.

Oliwer Kaski, quali sono i tuoi piani per l’estate? Sai già quando raggiungerai Lugano?
“In questo momento mi trovo a casa in Finlandia, dopo un periodo di vacanza ho iniziato la preparazione individuale e tra un paio di settimane raggiungerò la squadra a Lugano”.

In Finlandia ci sei tornato all’inizio dei playoff di KHL, proprio in concomitanza con l’inizio della guerra in Ucraina. Una decisione presa per la vostra sicurezza?
“È andata esattamente così, con l’inizio della guerra in Ucraina non mi sentivo al sicuro a continuare la mia vita in Russia, così come successo a molti altri giocatori e miei connazionali. Non ci è voluto tanto a decidere, vista la situazione non abbiamo esitato molto a lasciare squadra, campionato e nazione”.

Nel mese di maggio abbiamo vissuto i Mondiali proprio in Finlandia. Nonostante le tensioni e le minacce russe la vita sembra scorrere in maniera molto tranquilla…
“La vita deve andare avanti, abbiamo percepito come tutti delle tensioni e siamo molto ben informati di quello che succede attorno a noi, ma a casa nostra ci sentiamo ancora molto sicuri e possiamo vivere con serenità”.

Immaginiamo che dopo l’oro di Bratislava e l’argento di Riga sia stata una delusione per te non fare parte della Nazionale che ha trionfato in casa propria…
“Non lo nascondo, per me è stata una delusione non poter fare parte di quella squadra, ma ho sempre accettato le scelte di ogni allenatore e anche in questo caso l’ho fatto di nuovo. Hanno costruito una squadra ben definita con ruoli precisi per ogni giocatore e alla fine hanno avuto ragione arrivando fino in fondo… E devo anche dire che nel mio ruolo di difensore offensivo c’erano giocatori veramente molto forti e completi davanti a me”.

E ora il Lugano, com’è nata la decisione di raggiungere i bianconeri?
“È stato tutto molto semplice a dire la verità. Appena ho lasciato la Russia ho pensato subito alla possibilità di un’esperienza in Svizzera e quando il Lugano si è interessato a me ci ho messo pochissimo a decidere. Fin da subito durante le discussioni con il club ho avuto ottime sensazioni e le cose sono andate molto velocemente”.

Vai ad aggiungerti al sempre più folto gruppo di finlandesi in National League. È un campionato particolarmente adatto per voi?
“Prima di tutto devo dire che conosco bene alcuni miei connazionali che da anni giocano in Svizzera, a Bienne e Langnau in particolare, e parlando con loro mi hanno sempre confermato la grande competitività del campionato così come l’alta qualità di vita nel paese. Poi è vero che anche lo stile di gioco svizzero si adatta benissimo a tanti di noi finlandesi, sicuramente è pure per questa ragione che continuiamo ad apprezzare la National League”.

E tra questi finlandesi c’è anche il portiere Mikko Koskinen, che il Lugano ha annunciato ufficialmente proprio questa settimana. Vi conoscete?
“A dire la verità io e Mikko non ci conosciamo benissimo, le nostre carriere sono sempre state piuttosto distanti, ma ho avuto modo di incontrarlo qualche volta ai camp estivi in Finlandia e ho sempre avuto l’impressione che fosse una bravissima persona e un grande atleta. Sono contento che il Lugano abbia voluto puntare su di lui, è un portiere fortissimo”.

A Lugano parlando di finlandesi vengono in mente i nomi di Nummelin, Peltonen, Hentunen, Eloranta… Giocatori che hanno scritto la storia del club.
“Ricordo molti di questi grandissimi giocatori, su tutti Petteri Nummelin, era incredibile. Ammiravo le sue capacità di pattinaggio, la classe infinita e le capacità offensive. Ho sempre sognato di poter ripetere almeno una parte di quello che lui ha mostrato anche con i colori della Nazionale finlandese, spero di poter portare almeno in piccola parte quello che ha fatto a Lugano”.

Le tue statistiche individuali sono piuttosto impressionanti per un difensore, i tifosi si aspetteranno molto dalle tue capacità…
“So che con i giocatori stranieri ci sono sempre molte aspettative, e io spero di poterli ripagare. Le mie statistiche sono tali anche grazie ai compagni di squadra che ho avuto nelle ultime stagioni e che mi hanno permesso di avere successo, ma so che anche a Lugano troverò un gruppo molto forte e competitivo”.

In febbraio un rumor d’oltreoceano ti voleva nelle mire dei Philadelphia Flyers, tu pensi ancora alla NHL?
“A dire la verità non ne so molto, cerco di non seguire queste voci e di concentrarmi solo su quello che è concreto e reale. Al momento i miei diritti NHL sono ancora nelle mani dei Carolina Hurricanes, ma non c’è più stata alcuna discussione… Come detto mi concentro sul presente, e questo significa pensare unicamente sul Lugano”.

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