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Lugano

Il Lugano ritrova il gioco ma non le reti, bianconeri battuti 2-1

Nonostante la bella prova i ragazzi di Ireland escono sconfitti da Malley ma arrivano ottimi segnali sul piano del gioco. Boltshauser protagonista

Il Lugano ritrova il gioco ma non le reti, bianconeri battuti 2-1

LOSANNA – LUGANO

2-1

(2-1, 0-0, 0-0)

Reti: 12’55 Mitchell (Kenins, Frick) 1-0, 19’00 Genazzi (Jeffrey, Vermin) 2-0, 19’39 Hofmann (Sannitz, Chiesa) 2-1

Note: Malley 2.0, 6’446 spettatori. Arbitri Oggier, Kaukokari; Altmann, Gnemmi
Penalità: Losanna 2×2′, Lugano 2×2′

LOSANNA – Spesso la forma di una partita dice molto di più di quanto la sostanza, ossia il punteggio, possa sentenziare. È vero, solo la cifra finale a lato delle squadre in classifica fa da giudice unico al tirare delle somme ma, durante la stagione si possono trovare dei messaggi nemmeno troppo nascosti.

E di nuovo come un mese fa, a far da termometro sulla prestazione e il momento dei bianconeri è il Losanna, squadra che come il Lugano è in netta ripresa in queste ultime settimane, tanto da poter venir designata quale squadra più in forma del momento.

© Lausanne HC | Flickr

Tanto per fare mente locale, quella sofferta vittoria alla Cornèr Arena contro la squadra di Peltonen aveva di buono i tre punti ma, sul piano del gioco, delle individualità, della forma generale mentale della squadra aveva tenuto dietro la schiena delle premesse preoccupanti. Da quel momento il Lugano cadde nel suo momento buio, oltretutto aggravato dalla situazione pesante degli infortunati e qualche polemica di troppo che sembrava pesare sull’ambiente.

Oggi, da Malley, il Lugano torna con tutt’altri risultati. Non solo perché è arrivata purtroppo una sconfitta contro dei diretti rivali in classifica del momento, ma anche perché il Lugano visto sulla pista romanda è stato di tutt’altra pasta rispetto a quello zoppicante di settimane fa.

© Lausanne HC | Flickr

Una partita iniziata con tale ritmo e intensità, il Lugano che era in crisi non sarebbe nemmeno riuscito ad approcciarla, stavolta i bianconeri hanno sofferto su qualche cambio iniziale del Losanna, come di consueto partito a mille in casa propria, poi con il passare del tempo sono cresciuti sempre di più, si può dire sulla scia di quanto mostrato contro il Berna, rendendo la partita molto vivace, intensa ed emozionante.

Già il 2-0 nel primo tempo sembrava potesse mandare in tilt i bianconeri (con il raddoppio arrivato in maniera estemporanea, sul miglior momento degli ospiti) i quali hanno però subito dimostrato di essere cambiati, reagendo con la rete di Hofmann e alzando di parecchio il proprio baricentro e il pattinaggio nel terzo centrale.

Quattro linee equilibrate, tutte in grado di portare gioco e spunti offensivi, passaggi precisi e puliti in uscita dal terzo, chiusure (quasi) sempre puntuali, insomma l’impressione era che finalmente tutti sapessero cosa fare.

© Lausanne HC | Flickr

Ed è stato un crescendo anche nel periodo conclusivo, dopo che Merzlikins ha dovuto compiere un paio di interventi importanti il Losanna si è via via spento, soffocando sulla presa del terzo del Lugano, sciagurato e sfortunato davanti a un grande Boltshauser.

Il portiere di casa ha alzato le barricate, ma i bianconeri peccano ancora di imprecisione, fretta o timing impreciso davanti alla porta, così i vari Klasen, Bürgler, Hofmann, Haapala e Loeffel (anche un palo per il numero 58) hanno alzato gli occhi al cielo moltissime volte. Un vero peccato che il Lugano non sia riuscito a sfruttare un terzo tempo giocato praticamente a una porta sola, vanificando il tutto con il solito power play disastroso – ormai sta diventando un caso da studiare sui banchi di scuola – giocato nel finale, che ha portato più affanni che occasioni.

Tre punti persi per il Lugano, di consolatorio c’è che una partita del genere i bianconeri la perderebbero una volta su dieci (non che sia di aiuto…) e continuando su questa strada Chiesa e compagni non potranno che uscire dalle acque torbide prima di quanto si pensi.

Impossibile però pensare di sprecare di nuovo tanto bene offensivo come capitato a Malley, proprio il Lugano era diventato maestro di cinismo grazie alla classe dei propri attaccanti e macinare così tanto gioco senza produrre diventa un delitto.

Intanto per andare in pausa caricati arriva un’occasione d’oro alla Cornèr Arena, con gli ZSC Lions non ancora del tutto guariti dai malanni di inizio stagione. Una vittoria è d’obbligo per dimostrare che il Lugano sta tornando per davvero e che Ireland aveva ragione: di questo squadra forse non ha mai perso il controllo.


IL PROTAGONISTA

Luca BoltshauserÈ vero, tanti tentativi del Lugano sono andati fuori o bloccati dai difensori (80 tentativi totali di tiro) ma il portiere vodese ha comunque parato 36 dei 37 tiri scagliatigli addosso dai bianconeri.

In particolare nel periodo centrale e in quello conclusivo Boltshauser si è superato a più riprese con moltissimi interventi nello slot che hanno fatto disperare i vari Haapala e Hofmann, dimostrando che il weekend scorso nel quale era stato il miglior portiere del campionato non era un caso.

L’abbraccio dei suoi compagni a fine match la dice lunga su quanto sia stato decisivo per letteralmente “rubare” tre punti al Lugano quasi da solo.


HIGHLIGHTS

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