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Il Lugano non si sporca le mani, il Rapperswil impatta la serie

La squadra di Serge Pelletier paga i numerosi errori difensivi e le poche idee in attacco. I Lakers si mostrano cinici e compatti

© Vedran Galijas | JustPictures.ch

Il Lugano non si sporca le mani, il Rapperswil impatta la serie

RAPPERSWIL – LUGANO

4-1

(2-0, 1-0, 1-1)

Reti: 1’15 Clark (Wick, Schweri) 1-0, 11’46 Lehmann 2-0, 28’59 Egli (Rowe) 3-0, 52’07 Clark (Egli, Wick) 4-0, 54’31 Arcobello (Bertaggia) 4-1

Note: SGKA Arena, porte chiuse. Arbitri Salonen, Urban; Progin, Steenstra
Penalità: Rapperswil 5×2′ + 2×10′, Lugano 6×2′ + 1×10′

Assenti: Tim Traber (infortunato), Matteo RomanenghiLoic VedovaT.J. BrennanEliot AntoniettiTimo HaussenerTroy Josephs (sovrannumero)

RAPPERSWIL – Entrare in modalità “playoff” non significa semplicemente esserci e parteciparvi, ma implica anche che tutti facciano quel passo in più nel periodo più avvincente della stagione. Può essere vero che senza pubblico la cosa si faccia più difficile – ma ormai questi sono discorsi ormai logori – ma dopo le parole devono seguire i fatti.

Il Lugano aveva sì vinto Gara 1 sul Rapperswil con un netto 6-2, ma tutti (bianconeri compresi) erano concordi nel dire che per quaranta minuti la squadra ha giocato al di sotto delle proprie possibilità. Ecco perché ancora di più ci si aspettava un altro Lugano sulla pista sangallese, non solo esaltato dalla prima vittoria ma anche convinto di dover fare subito di più per far propria questa serie.

Perché lo avevamo detto, se il Lugano gioca come sa fare allora i bianconeri possono gestire senza problemi eccessivi i sangallesi – privi ancora di Roman Cervenka – ma pur che la squadra di Tomlinson sia sfavorita non va presa alla leggera e va assolutamente rispettata.

La squadra di Serge Pelletier nel canton San Gallo è arrivata con una mentalità da regular season che non può bastare in una serie di quarti di finale contro un avversario che non ha nulla da perdere. Non inganni il divario tra i tiri delle due squadre, tra i pochi dei Rapperswil c’è stato lo stesso numero di tentativi pericolosi dei bianconeri e gli uomini di Tomlinson hanno mostrato un grande cinismo e la furbizia necessaria a sfruttare gli errori di una difesa bianconera fuori fase e in generale di una squadra distratta e colpevolmente molle.

Indicativa già la prima rete di Clark, molto chiaro il raddoppio di Lehmann che ridicolizza Wellinger e Nodari, il 4-0 ancora di Clark è un giochino nel mancato backcheck dei bianconeri, il 5-0 basta dire che è nato in un due contro zero.

E dire che comunque Arcobello e compagni hanno fatto la gran parte del gioco, ma lo hanno fatto male e con poco costrutto, sempre portati fuori dallo slot dall’ottima gabbia applicata da Tomlinson e i molti tiri dei bianconeri sono finiti sulle gambe degli avversari o non hanno mai trovato le deviazioni giuste davanti a Nyffeler, come non sono quasi mai partiti da zone pericolosissime se non in poche occasioni.

Certo, il 3-0 di Egli può essere stato una mazzata dopo aver cercato di rientrare, ma ancora una volta è arrivato su un piazzamento leggero della difesa e in quel frangente, probabilmente quello di maggior spinta, il Lugano non ha mai cercato la semplicità ma ha iniziato ad aggrapparsi alle soluzioni individuali.

Al Lugano è mancata la pazienza, che normalmente è una grande qualità dei bianconeri, e si è lasciato prendere da soluzioni poco pratiche e ancora meno concrete, tenendosi pure lontano, troppo, dai due slot, sia quello difensivo che quello offensivo. Si può dire che il Lugano ha pure lavorato, e ha anche pattinato, ma in entrambi i casi i ticinesi lo hanno fatto male e con leggerezza, arrendendosi troppo facilmente nei duelli individuali.

È anche vero che pensare di vedere il Rapperswil uscire senza vittorie da questa serie era perlomeno pretenzioso, ma che conta è anche la maniera con cui si concedono queste rivincite, perché senza mordente, senza idee e senza cattiveria allora anche questa serie rischia di allungarsi più di quello che potrebbe fare.

Sono i playoff, senza lividi e con le mani pulite non si va molto lontano.


IL PROTAGONISTA

Jeff Tomlinson: Rientrato dopo i problemi di salute, il coach del Rapperswil ha preparato alla perfezione la seconda partita di questa serie. Ha cambiato la formazione per l’assenza di Cervenka e ha rivitalizzato Moses e Clark, ha respinto il Lugano con il suo fortino nel terzo offensivo e ha colpito con la pazienza che era la virtù del suo avversario. Il suo Rapperswil ha fatto poco, ma lo ha fatto giocando come si fa nei playoff.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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