Social Media HSHS

Lugano

Il Lugano annienta l’orso, Berna battuto senza appello

Ottima prova dei bianconeri che controllano la partita della Postfinance Arena dall’inizio alla fine. Per la squadra di Pelletier doppiette di Heed e Bürgler

Il Lugano annienta l’orso, Berna battuto senza appello

BERNA – LUGANO

1-4

(0-2, 1-1, 0-1)

Reti: 16’48 Bürgler (Heed) 0-1, 19’27 Heed 0-2, 34’19 Heed (Arcobello) 0-3, 36’08 Olofsson (Moser) 1-3, 48’04 Bürgler (Arcobello) 1-4

Note: PostFinance Arena, porte chiuse. Arbitri Lemelin, Abegglen; Cattaneo, Duarte
Penalità: Berna 3×2′, Lugano 3×2′ + 2×10′

Assenti: Giovanni MoriniJulian Walker (infortunati), Elia RivaLoic VedovaMatteo Romanenghi (sovrannumero)

BERNA – Di certo le doppie sfide ravvicinate non rappresentano più una novità in questa stagione, facendo assomigliare un po’ di più il calendario del massimo campionato svizzero a quello della NHL, più abituato a questo genere di programmi. Il Lugano da par suo è già al terzo back-to-back di questa strana stagione, dopo i due precendenti contro il Ginevra, e stavolta è partito molto meglio rispetto alle prime partite delle accoppiate con le aquile.

Confrontato con una settimana di pausa dopo il derby vinto alla Valascia, il Lugano ha affrontato questa prima partita della Postfinance Arena sin da subito con la giusta concentrazione e la disciplina necessaria, giocando di furbizia ed esperienza, facendo uscire in maniera quasi naturale i limiti del Berna e controllando la partita dal primo ingaggio alla terza sirena.

La squadra di Kogler è sembrata a volte impotente in fase offensiva nella prima parte di partita, mentre i bianconeri trovavano invece terreno fertile davanti a Karhunen, battuto due volte verso la prima sirena da parte di Bürgler e Heed, dopo che la banda di Pelletier aveva già fatto cantare due volte la traversa.

Un doppio vantaggio che ha premiato la personalità del Lugano, che ha mostrato di volersela giocare da padrone e di non voler inseguire gli avversari, disputando finalmente una partita di personalità per sessanta minuti.

Tatticamente ben preparati, i bianconeri hanno cercato subito il controllo del match già nel secondo tempo, senza però cadere nell’errore di chiudersi totalmente come accaduto in qualche occasione e questo ha sempre tenuto la fragile difesa di casa sulle spine, con diversi attaccanti bianconeri particolarmente frizzanti a folate regolari dalle parti di Karhunen.

In fondo, dopo la rete del 3-0 di Heed (due gol per lo svedese, uno più bello dell’altro) il Lugano ha forse dubitato (ma non ne siamo così certi) solamente in quella serie di penalità costate il gol di Olofsson, ma gli ospiti avevano già mostrato di poter controllare la partita piuttosto agevolmente e hanno mantenuto il sangue freddo nonostante la rete dello svedese.

Dimostrazione della fiducia bianconera arrivata anche in un inizio di terzo periodo dove il Berna ha pigiato il piede sull’acceleratore per cercare una rimonta in maniera confusa e poco convinta, esattamente quello che aspettava il Lugano.

Sì perché con i problemi della squadra di Kogler nel mantenere un certo equilibrio sul ghiaccio, il Lugano ha solo dovuto attendere il momento giusto per chiudere la contesa, con un contropiede di Bürgler (doppietta anche per il numero 87) inventato da Arcobello con un pallonetto da lancio calcistico, 1-4 e tutti a casa, con l’interruttore del Berna spento di nuovo con prepotenza dai bianconeri.

Un Lugano che ha disputato una partita praticamente perfetta sul piano tattico e messa sui binari desiderati sin dall’inizio, portata su un comodo vantaggio e poi gestita con forza, autorità e disciplina, gestendo gioco e ritmo. Sul fronte offensivo la squadra di Pelletier ha messo sul ghiaccio una maggior capacità di manovra nello slot, facendolo saltare con le sovrapposizioni di Heed e Loeffel, andate a successo con lo svedese, ed in molte occasioni ai bianconeri è bastato aspettare che si creasse il corridoio giusto nelle maglie avversarie.

La gestione della partita ha permesso inoltre ai bianconeri di dosare perfettamente le forze in vista della seconda sfida di domenica, giocando senza particolari sforzi e sempre a quattro blocchi, altra prova che la partita è sempre stata in mano alla squadra ticinese.

Per Arcobello e compagni si tratta della quarta vittoria consecutiva, con tre punti che consolidano la posizione del Lugano verso le prime sei posizioni. Non da ultimo va sottolineata come sia stata la migliore prestazione collettiva dei bianconeri da settimane a questa parte.


IL PROTAGONISTA

Tim Heed: Solido difensivamente, letale e spettacolare in attacco con una doppietta e il sesto game winning goal stagionale. È questo il Tim Heed che si vorrebbe sempre vedere in bianconero, leader a tutta pista e capace di lasciare il segno in ogni occasione. Da diverso tempo lo svedese propone prestazioni convincenti sul piano difensivo, ma quando si scatena così davanti ai portieri è da leccarsi i baffi.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

Click to comment

Altri articoli in Lugano