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I nuovi volti della NLA 2022/23: lo slovacco Peter Cehlarik

Arriverà dopo due brillanti stagioni tra Svezia e KHL, portando puro talento offensivo. La scalata alla NHL non è riuscita nel competitivo gruppo dei Bruins

© Brian Fluharty

I nuovi volti della NLA 2022/23: lo slovacco Peter Cehlarik

PETER CEHLARIK


Età: 26
Posizione: LW/RW
Altezza: 188 cm
Peso: 91 kg
Shoots: left
Nazionalità: 🇸🇰

Provenienza: Avangard Omsk (KHL)
Draft: 2013, round 3, 90esima scelta assoluta, Boston Bruins
Contratto: due anni

Peter Cehlarik è uno di quei nomi che ormai da un paio di anni orbitava attorno al mercato svizzero, accostato a diverse squadre è stato infine lo Zugo ad accaparrarselo. Il 26enne proviene dall’Avangard Omsk, e ai campioni svizzeri va a portare un’ottima tecnica di base, qualità sia da scorer che da playmaker e una buona stazza che ne fanno un attaccante difficile da gestire pure nello slot.

Un bagaglio abbastanza completo, anche se lo slovacco non è mai riuscito a sfruttare il suo potenziale a causa di un pattinaggio solo nella media e una certa mancanza di velocità di partenza, nonché per alcune scelte che lo hanno tagliato fuori perlomeno da una parte del palcoscenico di NHL.

Talento da plasmare

Formatosi dapprima nelle giovanili dello Zilina in Slovacchia, Cehlarik a 16 anni si trasferisce in Svezia, dove impressiona subito con la maglia del Lulea. A 17 anni, nella stagione 2012/13 esordisce in prima squadra accanto a Linus Klasen e con i suoi 3 gol e 3 assist in 8 partite di SHL diviene il marcatore più giovane della squadra in SHL.

Le sue prestazioni con il Lulea e ai Mondiali U18 con la Nazionale slovacca attirano le attenzioni degli scout e viene draftato dai Boston Bruins al terzo turno nel 2013. Lo slovacco rimane altre tre stagioni al Lulea, crescendo di anno in anno fino a quando ventenne comincia a mettere sul ghiaccio le sue qualità, vincendo con gli svedesi la Champions Hockey League e mettendosi al collo una medaglia di bronzo ai Mondiali U20.

I Bruins lo vogliono ma non aspettano

Al termine della stagione 2015/16 Cehlarik si lega ai Bruins con un contratto entry-level, e dopo venti partite in AHL con Providence esordisce in NHL l’11 febbraio 2013 contro i Vancouver Canucks, tornando in AHL per i playoff di Calder Cup dopo undici incontri con i Bruins.

L’anno successivo lo slovacco firma anche la prima rete in NHL – il 18 novembre a San José – ma non trova ancora posto fisso tra le fila dei Bruins che lo girano a Providence in AHL, dove continua a mostrare le sue ottime qualità nelle minors.

Purtroppo per lui, questi numeri non bastano, l’attaccante non è adatto per le sue qualità a un ruolo da terza o quarta linea, ma per giocare nelle prime due con continuità ha ancora grossi passi avanti da fare. In quegli anni nei Bruins si era consolidata una certa filosofia per quel che riguarda il top six, con un gruppo che ha sviluppato basi precise: “I nostri leader hanno tracciato la viaDon Sweeney, GM dei Bruins – per giocare nei Bruins ci vuole capacità di imporre il ritmo in partita e in allenamento, volontà di giocare duro più degli altri che siano avversari o compagni di squadra e aggregazione al gruppo. E se si vuole fare parte del top six occorre un pattinaggio di livello superiore, il nostro stile lo impone.”

Le parole di Sweeney non sono cadute casualmente, il talento di Cehlarik è ben chiaro a tutti, ma anche quando schierato con Charlie Coyle o con David Krejci lo slovacco non ha saputo cogliere l’opportunità, e in qualche occasione è stato fatto anche qualche appunto sulla sua capacità di spinta in allenamento.

La rottura con Boston e la ripartenza

Nelle quattro stagioni ai Bruins Cehlarik gioca 40 partite di regular season e 9 di playoff con un totale di 11 punti, mentre in AHL a Providence mette a segno 140 punti in 194 incontri. La porta per la prima squadra nella stagione 2019/20 rimane socchiusa dopo che i Bruins decidono di puntare su Anders Bjork e Karson Kuhlman piuttosto che Cehlarik e lo slovacco non la prende affatto bene, dando la spinta definitiva alla sua uscita dalla franchigia.

In un’intervista alla tv slovacca TA3 rilasciata durante la primavera l’attaccante critica apertamente il suo coach Bruce Cassidy, incolpandolo di fatto del suo insuccesso: “Non sono disposto a oltrepassare per tutta la vita i miei limiti per convincere Cassidy, a volte mi sembra che aspetti solo un mio piccolo errore per mandarmi al farm team. I Bruins hanno investito anni su di me per il mio sviluppo e ora mi trovo di fronte a scelte di un coach che semplicemente non ha fiducia in me. Io sento di avere i numeri per la NHL, ma ora ho bisogno di un nuovo inizio.”

Detto fatto, Cehlarik riparte dal Leksand in Svezia, di cui è il miglior marcatore con 20 reti, e si mette in luce anche al Mondiale 2021 quando viene premiato come il miglior attaccante del torneo. Le sue prestazioni gli valgono un contratto in KHL con l’Avangard Omsk di Bob Hartley dove, in squadra con il neo bianconero Oliwer Kaski, firma 14 reti e 23 assist in 52 incontri, prima di lasciare la Russia per raggiungere Zugo.

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