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I nuovi volti della NLA 2022/23: il bianconero Markus Granlund

Il finlandese era inseguito in mezza Europa e a Lugano promette di portare tanta qualità. Cresciuto all’ombra del fratello Mikael, ha ritrovato se stesso in KHL

Vancouver Canucks

I nuovi volti della NLA 2022/23: il bianconero Markus Granlund

MARKUS GRANLUND


Età: 29
Posizione: C/LW
Altezza: 180 cm
Peso: 85 kg
Shoots: left

Provenienza: Salavat Yulaev Ufa (KHL)
Draft: 2011, round 2, 45esima scelta, Calgary Flames
Contratto: due anni
Nazionalità: 🇫🇮

“Granimal”, freddo combattente e attaccante totale

Il colpo del mercato dell’estate bianconera è senz’altro quello che ha portato sulle rive del Ceresio l’attaccante finlandese Markus Granlund. Fratello del più celebre Mikael Granlund (centro dei Nashville Predators) il 29enne è in grado di giocare sia all’ala che al centro (più all’ala, soprattutto negli ultimi anni) un attaccante a 360 gradi che non regala spesso fronzoli o giocate in cerca di applausi, ma è dotato di grande intelligenza di gioco, senso della posizione, aggressività e un enorme spirito competitivo coltivato negli anni allenandosi assieme al fratello.

Due caratteristiche queste ultime che lo hanno portato negli anni a farsi luce come giocatore da playoff e ad essere soprannominato “Granimal” dai compagni di squadra ai tempi dei Vancouver Canucks. Inseguito dai club dei maggiori campionati europei – tra cui gli ZSC Lions – il finlandese si è impegnato con il Lugano per due stagioni.

Sempre sulle tracce di Mikael

Sempre unito al fratello sin dalle prime pattinate, Markus Granlund è partito dalle selezioni giovanili di Oulu, arrivando assieme a Mikael all’organizzazione dell’HIFK non ancora maggiorenne. Capitano della Nazionale U18 finlandese ai Mondiali di categoria nel 2010, Granlund fa il suo esordio tra i professionisti giocando un paio di partite nella prima squadra dell’HIFK, dove Mikael si sta già imponendo al fianco di Ville Peltonen e Kimmo Kuhta.

L’estate 2011 è quella del Draft NHL, quando viene scelto al secondo turno dai Calgary Flames e nella stagione a venire si impone definitivamente anche nell’HIFK, mettendo a segno 34 punti in 47 partite di regular season giocando in linea proprio con Mikael. Dopo un’altra promettente stagione in cui si mette in luce anche ai Mondiali U20 varca infine l’oceano per approdare a Calgary.

La pressione di un cognome già pesante

In NHL, e a Calgary in particolare, le aspettative su di lui sono alte, media e tifosi fanno ogni giorno i paragoni con il fratello Mikael, il quale nel frattempo brilla già con i Minnesota Wild.

“È stata dura per Markus inizialmenteafferma a NHL.com Craig Conroy, al tempo assistente del GM dei Flames – subiva le aspettative di un confronto eterno con suo fratello, e il fatto che Mikael fosse sempre un anno e quindi un passo avanti lo ha spesso fatto sentire un po’ in disparte.”

Nel contratto di tre anni con i Flames c’è una clausola che permetterebbe a Granlund di tornare in patria entro dicembre, ma le buone prestazioni con Abbotsford in AHL lo trattengono in Canada. Inoltre per aiutarlo nell’integrazione e con la lingua troverà l’appoggio di Joni Ortio, portiere che passerà anche da Zurigo: “All’inizio era un po’ chiuso, sentiva di essere solo il ‘fratello di Mikael’ ma poi ha convinto tutti di voler mostrare che c’è un Markus Granlund oltre a Mikael, anche se con il fratello è sempre molto legato.”

Il debutto in NHL arriva finalmente il 27 febbraio 2014 contro i Kings, il primo punto (un assist) il 3 marzo di fronte ai Wild del fratello e i primi gol due giorni più tardi con una doppietta contro i Senators.

Nelle stagioni successive Granlund non riesce ad avere la crescita sperata per ritagliarsi un posto nel top six dei Flames, anche se mostra qualità non indifferenti: “Non è un tiratore di livello elitesempre Craig Conroyma ha una qualità speciale, che solo i migliori posseggono. Sa leggere in anticipo i movimenti del portiere, la testa è sempre alta e mai sul disco, per questo prende spesso le decisioni giuste al momento giusto.”

Dopo tre annate ai Flames, Granlund viene però scambiato con Hunter Shinkaruk ai Vancouver Canucks. Per la franchigia di Calgary il finlandese non ha sviluppato abbastanza la sua esplosività e la continuità di rendimento.

Troppi alti e bassi per imporsi

Con i Canucks la prima stagione intera sembra quella del rilancio definitivo: 19 reti (secondo scorer della squadra, 4 reti all’overtime) e 13 assist sono il suo miglior bottino di sempre in NHL – ottenuto con un polso infortunato e operato a fine stagione – e nel 2018 ottiene il rinnovo a 1.5 milioni di dollari per un’ulteriore stagione con la franchigia della British Columbia dopo aver passato molto tempo nel top six completando pure la prima linea dei gemelli Sedin.

Anche qui però le stagioni si tingono di chiaro-scuro e nonostante anche numeri di tutto rispetto (40 reti e 64 assist in tre anni) Granlund non riesce a trovare la collocazione giusta in squadre in pieno ed eterno rebuild.

Terminata l’avventura a Vancouver è tempo per Granlund di un’altra squadra canadese, con gli Edmonton Oilers che offrono al finnico un contratto di una stagione a 1.3 milioni di dollari. Purtroppo la scelta non va a buon fine, gli Oilers sono nel consueto caos di quegli anni e Granlund attraversa il suo periodo peggiore a livello personale da quando è in NHL, con 4 punti in 34 partite di regular season.

“Non è diventato un cattivo giocatorele parole di Esa Tikkanen a NHL.comma non puoi annunciarlo come primo sostituto del top six dietro a Draisaitl e poi pretendere che abbia lo stesso rendimento mettendolo in quarta linea.”

In Europa per rifarsi un nome

Deciso a un rilancio vero e proprio, Granlund accetta l’offerta dal Salavat Yulaev in KHL, squadra alla ricerca di un sostituto di Linus Omark, partito nel frattempo per Ginevra. Granlund si adatta subito al campionato e con Sakari Manninen e Teemu Hartikainen forma la linea più forte della lega, capace di produrre 268 punti in due stagioni, con il neo bianconero topscorer della squadra nella scorsa stagione.

Parte della Nazionale finlandese che ha vinto l’oro olimpico a febbraio, ha dovuto saltare i mondiali casalinghi di maggio a causa di un piccolo infortunio. A a Lugano intanto sperano che possa di nuovo formare un trio finlandese che faccia sognare i tifosi.

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