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Fora: “Ho trovato l’Ambrì che mi aspettavo, intenso e cambiato, ma uguale nel cuore”

L’ex capitano è tornato alla Gottardo Arena: “È stato particolare, già in mattinata ero emozionato, e al contempo contento di tornare ad Ambrì. Ero però anche sereno, sapevo che avremmo trovato una bellissima atmosfera”

AMBRÌ – Ha rispettato le attese la sfida di martedì tra Ambrì Piotta e Davos, con le due squadre che hanno dato vita ad una partita piacevole e con vari ribaltamenti di fronte, ma per i grigionesi è finita nella “solita” maniera.

Michael Fora e compagni sinora hanno infatti sempre perso ai rigori, in quella che è diventata una piccola maledizione di inizio stagione per la squadra di Wohlwend.

“Penso che sia l’immagine perfetta di quello che sarà il campionato, ovvero molto equilibrato e con tante squadre che possono vincere”, ci ha spiegato Michael Fora, tornato per la prima volta alla Gottardo Arena. “Non c’è più nessuna che ritroveremo da sola in fondo alla classifica, dunque ogni sera sarà una battaglia. Bisognerà davvero trovare intensità per 60 minuti, per darsi una chance di ottenere punti importanti”.

Avete comunque giocato una buona partita, potevate anche ottenere la posta piena con alcune chance nel finale di terzo tempo…
“Non abbiamo iniziato molto bene, ed il risultato dopo il primo tempo ha rispecchiato quello che le due squadre hanno portato sul ghiaccio. Siamo riusciti però a ritornare in pista con pazienza, non abbiamo perso la struttura del nostro sistema e questo ci ha ripagato alla distanza”.

Hai affrontato l’Ambrì per la prima volta da avversario, com’è stato?
“Ero davvero curioso di vedere come sarebbe stato affrontare la mia ex squadra da avversario, ed alla fine è stato come mi aspettavo. Hanno grande intensità, non hai tempo di pensare troppo perché i loro attaccanti arrivano subito in forecheck… Va tutto molto veloce e poi si vede che hanno una grande fame di vincere, dunque devi davvero dare il massimo perché l’Ambrì è sempre pronto a farti pagare i tuoi errori”.

Emotivamente invece com’è andata?
“È stato particolare, già in mattinata ero molto emozionato, e al contempo molto contento di tornare ad Ambrì. Ero però anche sereno, sapevo che avremmo trovato una bellissima atmosfera. Quelle tra biancoblù e Davos sono sempre delle belle partite, ed anche corrette come abbiamo visto in questa occasione. Certo, se avessimo vinto sarebbe stato ancora meglio, ma sono felice”.

Hai lasciato la Leventina solo pochi mesi fa, ma la squadra è cambiata parecchio… Come hai ritrovato l’Ambrì?
“L’ho trovato cambiato attorno, ma non nel cuore. L’identità è sempre la stessa, ma c’è un buon mix di svizzeri che lavorano come dei matti e gli stranieri mi sembrano ben integrati in squadra. Portano tanta esperienza, sono ottimi elementi e poi Juvonen fa davvero grandi cose. Penso che potranno andare lontano se riusciranno a mantenere questo ritmo”.

A livello personale a Davos hai un ruolo più difensivo, simile a quello che rivesti quando sei con la Nazionale…
“Esattamente, è proprio un ruolo che si avvicina a quello che ho quando gioco con la Svizzera. A Davos sono un giocatore un po’ più difensivo, ma allo stesso tempo cerco di ritagliarmi dei momenti in zona offensiva quando posso sganciarmi dalle retrovie. Sono contento, mi è sempre piaciuto avere dei buoni difensori davanti a me per poter imparare qualcosa, e quest’anno è proprio il caso. Voglio diventare un giocatore migliore nel complesso, non c’è limite a quanto si può progredire”.

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