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Fazzini: “È una sconfitta che mi fa malissimo, spero che tutta la squadra si senta come me”

L’attaccante dopo la sconfitta nel derby: “Nei momenti chiave non abbiamo la fiducia per fare le giocate decisive. Dobbiamo trovare gli attributi e rischiare qualcosa ogni tanto, i gol non arrivano per caso”

LUGANO – È sempre più delicata la situazione del Lugano, che stavolta non è riuscito a sfruttare il derby per ritrovare delle sensazioni positive e rilanciare un suo percorso che ora parla di 12esimo posto e tre sconfitte consecutive.

“Abbiamo iniziato bene, ma nei momenti chiave non abbiamo la fiducia per fare quelle giocate che ti fanno pareggiare o vincere le partite”, ci ha spiegato l’attaccante Luca Fazzini. “Questo penso sia abbastanza evidente, la prestazione c’è stata ma non siamo riusciti a trovare il secondo gol mentre l’Ambrì ha segnato quando doveva”.

Avete iniziato bene la partita, e poi spinto tanto anche nel terzo tempo. Vi manca però qualcosa per buttar dentro il disco, pur ammettendo che Juvonen è stato bravo…
“In questo momento purtroppo è così, mentre in altri può succedere che ti basta chiudere gli occhi ed il disco entra comunque. Abbiamo messo pressione su Juvonen ma ha tenuto in piedi l’Ambrì nel terzo tempo, ma noi dobbiamo avere gli attributi di fare le giocate e rischiare qualcosa ogni tanto. Non possiamo solo buttare il disco sulle porta sperando che entri, perché i portieri quest’anno sono forti e non si trovano i gol per caso. È una sconfitta che mi fa malissimo, e spero faccia male a tutta la squadra”.

Non vi ha inoltre aiutato colpire qualche ferro, e pure quell’episodio da rivedere sul possibile pareggio di Herburger…
“Chiaramente anche la fortuna non è dalla nostra parte, questo è evidente. Quando le cose vanno male poi anche la fortuna non ti aiuta, ma non saprei cosa aggiungere. Abbiamo perso un derby che ci poteva far rinascere, fa malissimo e spero che tutto lo spogliatoio si senta come me, perché da questa sconfitta dobbiamo uscirne più forti”.

Alla fine ora non mancano molte partite, il tempo stringe sempre di più e la classifica – che non è compromessa – impone un cambio di marcia…
“Sicuramente. Si può dire sempre che si guardano le cose partita per partita, ma alla fine c’è una classifica e sappiamo di essere molto lontani da dove volevamo essere. Per uscirne non ci sono segreti, la risposta è all’interno dello spogliatoio e dobbiamo riuscire a portare sul ghiaccio prestazioni per 60 minuti e nei momenti chiave buttarlo dentro. Ci manca la fiducia per fare le giocate importanti, un po’ come ha fatto l’Ambrì con quel powerplay nel terzo tempo che ha chiuso la partita. Tocca a noi giocatori con più esperienza o “fama”, se vogliamo usare questo termine, caricarci la squadra sulle spalle ed aiutare Gianinazzi per riuscire a fare almeno i pre-playoff”.

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