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Lugano

Dallo choc alla rimonta, Lugano sconfitto all’overtime a Zugo

Bianconeri battuti dopo essere stati sotto 3-0 e 4-2 ed essersi fatti annullare due reti. Perso Schlegel il Lugano ha impiegato un tempo per ritrovare personalità

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)

Dallo choc alla rimonta, Lugano sconfitto all’overtime a Zugo

ZUGO – LUGANO

5-4

(3-1, 0-1, 1-2; 1-0)

Reti: 9’12 Suri (Kovar, Leuenberger) 1-0, 10’15 Senteler (Hansson, Genoni) 2-0, 11’54 Hansson (Suri, Allenspach) 3-0, 19’21 Thürkauf (Fazzini) 3-1, 38’00 Carr (Josephs, Riva) 3-2, 50’41 Klingberg (Zehnder, Hansson) 4-2, 52’41 Carr 4-3, 57’48 Loeffel (Arcobello, Thürkauf) 4-4, 60’14 Hansson (Kovar) 5-4

Note: Bossard Arena, 6’602 spettatori
Arbitri: Lemelin, Urban; Fuchs, Gnemmi
Penalità: Zugo 3×2′, Lugano 1×2′

Assenti: Yannick Herren (infortunato), Matteo Nodari (sovrannumero), Leland Irving (Ticino Rockets)

ZUGO – Sentimenti contrastanti dopo il 5-4 dello Zugo sul Lugano. In una partita in cui è successo di tutto è difficile fare ordine e capire dove stiano i rimpianti e le sensazioni di sollievo per il Lugano, che dalla Bossard Arena se ne va con un punto, prezioso certo, ma che è sembrato comunque arrivato con un po’ di leggerezza.

Certo che pensando al primo tempo a tutti saranno venute in mente le scoppole che i bianconeri hanno troppo spesso subito a Zugo, e quel 3-0 maturato in un attimo sembrava l’inizio dell’ennesimo naufragio di fronte ai campioni svizzeri.

C’è però da mettere in conto che l’infortunio di Schlegel e la conseguente entrata in pista di un Fatton poco pronto e ancora freddo hanno condizionato l’inizio di partita, con almeno due reti che pesano sulle spalle del giovane back up bianconero. L’uscita dopo pochi minuti di Schlegel ha sicuramente avuto il suo peso mentale anche sulla squadra di McSorley, che solo qualche minuto dopo un time out chiesto dal coach ha cercato perlomeno di raddrizzarsi, fino al 3-1 di Thürkauf nei secondi finali utile a ricaricare perlomeno il serbatoio del coraggio e della speranza. Una rete forse decisiva per ripartire dopo un primo periodo tragico per risultato parziale, gioco e avvenimenti dalla parte ticinese.

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)

E bisogna dirlo che infatti dal secondo periodo si è visto – finalmente – un altro Lugano. Chissà, quello che probabilmente McSorley si aspettava di vedere da subito, anche per i cambiamenti al line up che aveva messo in atto. Ma il cambiamento è arrivato soprattutto sul piano della personalità e dell’intensità di gioco, e se lo Zugo si è tirato un po’ indietro per gestire il vantaggio, i bianconeri sono stati bravi a spingere con costanza, trovando una sola ma importantissima rete con Carr, dopo una rete annullata a Herburger fondamentalmente per la troppa fretta degli arbitri di fischiare anticipatamente con Genoni non in controllo del disco.

Fatto sta che a quel punto la partita era già cambiata, il Lugano è riuscito a trovare ritmo e spazio per spingere lo Zugo nel proprio terzo (con sempre qualche rischio per dischi gestiti male sulla linea blu) e l’impressione è stata che prima o poi il pareggio sarebbe arrivato. L’urlo del Lugano è stato però ancora strozzato in gola per un’altra rete annullata, stavolta a Josephs e per ostruzione su Genoni dopo averla accordata in una prima video review e averla annullata nella seconda sul coaches challenge (roba da Svizzera) con la beffa del 4-2 di Klingberg arrivato dal nulla con il ritmo partita ormai addormentato.

Però gli ospiti hanno avuto il merito di giocarsela fino in fondo, arrivando finalmente al pareggio quando la sconfitta sembrava paradossalmente più vicina che mai, grazie a Carr (doppietta, in rete di nuovo dopo 6 partite) e a Loeffel. Peccato solo per la distrazione che nei primi secondi dell’overtime ha permesso ad Hansson – con Fatton ancora imperfetto – di guadagnarsi troppo in fretta i due punti, arrivati fin lì i bianconeri avrebbero dovuto fare di tutto per cercare la vittoria.

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)

Conforta la reazione, la capacità di giocarsela e il carattere che ha portato alla rimonta partendo dal secondo periodo, dove il Lugano ha cominciato sul serio a convincere. La solita “suddittanza” (?) di fronte allo Zugo e l’uscita di Schlegel avevano prodotto lo choc del 3-0 in pochissimi minuti e in molti avrebbero scommesso sull’imbarcata, ma stavolta con i leader in testa la squadra di Hansson ha saputo cambiare decisamente marcia.

Il punto, pur con il rammarico di un overtime troppo breve, rimane prezioso, ma è soprattutto la prestazione messa in pista dal 20’ che deve incoraggiare tutti, un’altra cosa rispetto alle ultime scialbe partite. Ora rimane però anche la preoccupazione per Schlegel, il cui infortunio è apparso serio. Fatton non è mai entrato in partita del tutto pur sfoderando qualche buon intervento e in vista del derby a questo punto potrebbero esserci delle sorprese.


IL PROTAGONISTA

Niklas Hansson: Due reti – tra cui il game winning goal – due assist e un bilancio di +3 per il difensore svedese che si conferma un all rounder di grande livello. Le sue capacità di pattinaggio hanno spesso scavato solchi nella difesa bianconera e molto spesso si è trovato al centro del gioco con la sua visione degli spazi e delle possibilità. Tra le tante stelle dello Zugo è quello che martedì sera ha brillato di più e con maggior costanza.


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