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Ambrì Piotta

All’Ambrì è mancato mordente, vince la solidità del Friborgo

Non è stata una prova particolarmente negativa, ma la mancanza di lucidità dei singoli e l’assenza di grinta per trovare i gol sporchi hanno segnato la serata

All’Ambrì è mancato mordente, vince la solidità del Friborgo

AMBRÌ – FRIBORGO

1-2

(1-0, 0-2, 0-0)

Reti: 1’41 Kneubuehler (Bürgler, Heim) 1-0, 27’02 Sprunger (Bertschy, Mottet) 1-1, 36’30 Jörg (Diaz, Dufner) 1-2

Note: Gottardo Arena, 6’447 spettatori
Arbitri: Dipietro, Hebeisen; Burgy, Gnemmi
Penalità: Ambrì Piotta 2×2′, Friborgo 2×2′

Assenti: Kilian ZündelJanne JuvonenLionel Marchand (sovrannumero), Zaccheo Dotti (ammalato), Stefan Müller (infortunato), Rocco PezzulloJosselin Dufey (Ticino Rockets)

AMBRÌ – Avrebbe anche potuto strapparla agli avversari questa vittoria l’Ambrì Piotta, ma a mancare è stato l’episodio giusto oppure il proverbiale rimbalzo favorevole in grado di cambiare le sorti di un’intera serata. In alcune partite i biancoblù avevano raccolto punti preziosi con i favori di questi dettagli, mentre contro il Friborgo è mancato qualcosa – precisione d’esecuzione, ma anche mordente nello slot offensivo – per riuscire ad ottenere un successo che infine è andato meritatamente ai dragoni.

Complessivamente la squadra di Cereda ha giocato una discreta partita, in cui ha saputo reggere il confronto con un Gotteron che ha imposto un gran ritmo alla sfida, ed i biancoblù in questo senso hanno saputo fornire una prova apprezzabile per intensità. Sul fronte offensivo però alcuni meccanismi funzionano attualmente solo a singhiozzo, con le linee guidate da Heim e Kostner capaci di assicurare il loro solito contributo, mentre le altre due hanno mostrato degli ingranaggi decisamente meno oliati.

Con Shore nuovamente nel lineup e Chlapik dunque nuovamente all’ala, Cereda è tornato a riproporre il lineup “canonico” già visto in diverse partite, ma venerdì non è stata una serata brillante per vari elementi. I due cechi – riuniti nel terzo tempo – si sono visti poco e nemmeno Spacek è riuscito ad avere un buon impatto con il suo gioco, mentre Pestoni e Zwerger hanno mostrato troppe sbavature per riuscire a fare la differenza con la loro tecnica.

Cereda in questo senso ha cercato di mischiare le carte nel terzo tempo, quando lo scarto di una rete accumulato sino a quel punto richiedeva un aumento degli impulsi offensivi per essere colmato. Chlapik e Pestoni si sono dunque scambiati di posizione, Virtanen ed Heed sono stati schierati in coppia nel finale, ed anche McMillan è stato promosso nella prima linea al posto di Hofer, ma il fortino eretto da Hughes – sorprendentemente bravo, soprattutto nella gestione dei rebound – ha retto senza eccessivi timori.

Non si fraintenda però. Quella andata in scena alla Gottardo Arena è stata una bella partita da seguire in senso generale, e l’Ambrì Piotta l’ha giocata sempre con l’intenzione di spingere sull’acceleratore. Non sempre ci è riuscito, anche per merito di un Friborgo davvero molto solido e rinforzato da un Victor Rask già eccezionale, ma per nessun aspetto la prestazione è stata particolarmente negativa.

Ci sono però sicuramente delle cose da migliorare, come alcuni passaggi a vuoto verificatisi in particolare nel periodo centrale, con ad esempio penalità evitabili e quella rete concessa in shorthand che si è poi rivelata decisiva. In quel frangente il gol era addirittura nell’aria nonostante l’Ambrì Piotta fosse in powerplay vista una certa mancanza di mordente nei duelli, ma bisogna sottolineare come Bürgler e compagni siano stati fermati anche da un po’ di sfortuna.

Proprio il numero 87 ha colpito un palo pieno – che si aggiunge a quello di Losanna di martedì – e in un’altra circostanza l’Ambrì è andato letteralmente ad un paio di centimetri dal trovare il secondo gol. Rete che nel primo periodo aveva ottenuto Zwerger con una bella deviazione, ma la segnatura è poi stata giustamente annullata dopo un challenge per offside provocato da McMillan.

Nel terzo tempo l’Ambrì ci ha poi provato ad ottenere il pareggio, e qualche buona occasione è anche arrivata, ma visto la serata poco ispirata degli elementi più tecnici era verosimile immaginare che solamente attraverso un’azione “sporca” si sarebbe arrivati al gol. Hughes da questo punto di vista non è però stato messo sufficientemente alla prova e si è confermato in un ottimo periodo di forma, tanto da far affiorare anche una certa frustrazione negli attaccanti leventinesi. Un esempio è stato Chlapik, innervosito nel finale per lo svolgersi degli eventi.

Non è comunque stata una brutta partita quella dell’Ambrì Piotta, ma qualche meccanismo ha perso colpi nel momento in cui si è capito che non si sarebbe riusciti a trovare quella linearità e pulizia nelle giocate viste in alcune passate uscite. A quel punto non si è riusciti a trovare delle alternative per scardinare un Friborgo solido e molto presente fisicamente, ed offensivamente questo ha rappresentato un muro.

Tanto passa dalla lucidità ed impatto dei singoli, ed anche dalla composizione di due blocchi offensivi che sembrano di tanto in tanto sollevare ancora dei dubbi, con Cereda che ha provato a tornare nel terzo tempo a quell’assetto della prima fase di stagione. Dalla trasferta di sabato a Berna arriveranno insomma nuove interessanti indicazioni, per tornare ad avere i favori dei momenti chiave della sfida.


IL PROTAGONISTA

Victor Rask: Era solamente alla sua seconda partita in Svizzera l’ex attaccante NHL, ma per quanto ha mostrato sul ghiaccio è già chiaro che il Gotteron si è assicurato un giocatore di grande spessore. La sua presenza in pista si è sentita ad ogni cambio, con un ottimo senso della posizione ed una grande velocità d’esecuzione, che spesso hanno messo in difficoltà la difesa leventinese. Non dovrebbe insomma tardare il suo primo “timbro” sul tabellino.


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