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Ambrì Piotta

L’Ambrì si conferma squadra vera, il Lugano è troppo fragile

I biancoblù con merito fanno loro il derby in un finale adrenalinico. Schnarr firma il gol decisivo dopo una penalità scellerata di Kupari, al Lugano mancano i leader

L’Ambrì si conferma squadra vera, il Lugano è troppo fragile

AMBRÌ - Il risultato del secondo derby stagionale alla fine parla di un solo gol di scarto, ottenuto peraltro quando mancavano appena 47 secondi alla terza sirena, ma quanto si può leggere nella vittoria dell’Ambrì Piotta e nella conseguente sconfitta del Lugano è ben più netto.

Arrivati alla prima pausa i leventinesi hanno infatti nuovamente confermato di essere davvero una squadra, ottimamente organizzata e trascinata da degli stranieri che sono dei veri leader. Sull’altro fronte invece i bianconeri hanno giocato un’onesta partita, consapevoli dei loro attuali limiti e improntando la sfida sul cercare di sfruttare a proprio favore gli episodi in un canonico match da trasferta, ma attualmente la squadra di Mitell ha una voragine nel proprio lineup in termini di leadership.

Se da un lato si è infatti assistito alle ennesime prestazioni trascinanti di Schnarr, Järventie e Joly, sull’altro fronte la partita dei bianconeri si è sgretolata a causa della leggerezza di Thomson in powerplay - da cui è scaturito il 2-2 di Kodytek - e della scellerata penalità di Kupari nel finale di terzo tempo, che ha spianato la strada alla vittoria leventinese.

Due episodi isolati che hanno confermato come questo Lugano sia diventato suo malgrado abbonato a delle sbavature grossolane che compromettono il lavoro di grandi fette di partite, situazioni viste più volte e che rischiano di ingigantirsi ora che manca un elemento come Thürkauf, su cui di fatto si poggiava l’intera squadra.

La situazione è ben diversa in casa Ambrì Piotta, e questo lo si è visto molto bene nell’intero weekend, con Schnarr e compagni capaci di recuperare per due volte degli svantaggi a terzo tempo inoltrato, mostrando una sicurezza nel proprio gioco che inizia quasi a fare spavento. I leventinesi sono così riusciti nuovamente a trovare la via della vittoria, questo nonostante lo svolgersi degli eventi avesse incontrato le speranze del gameplan del Lugano, che aveva saputo colpire in due circostanze ritrovandosi avanti 2-0 nonostante fossero gli avversari a dominare il gioco.

Per i primi due tempi la squadra di Tapola ha infatti dettato i ritmi e messo alla prova un bravo Schlegel, con pure diversi dischi nello slot che i biancoblù non sono riusciti a ribadire in rete, oltre ad un rigore fallito da Järventie nel primo periodo che avrebbe già potuto indirizzare il match su binari diversi. Quel secondo gol di Alatalo poteva invece fare parecchio male all’Ambrì, ma in quei frangenti sono uscite anche le fragilità del Lugano che - oltre ad essere la peggior squadra della lega nei secondi tempi - non riesce mai ad addormentare i ritmi delle partite in maniera efficace.

L’Ambrì ha così continuato a martellare, rilanciandosi con il primo gol stagionale di Heim - grande partita la sua, forse la migliore da anni a questa parte - e il pareggio di Kodytek. L’inizio di terza frazione ha invece visto un Lugano più presente, capace di riportarsi avanti con Kupari - e la complicità di Wüthrich - ma nel finale la fragilità dei bianconeri e l’imperturbabile gioco dei leventinesi hanno dato la scossa decisiva alla sfida. Significativo anche che a trovare il gol decisivo sia stato Schnarr, forse la più grande sorpresa di questo avvio di stagione con 23 punti in 18 partite, e soprattutto una personalità un po’ pazza che sta contagiando l’intero ambiente.

Il verdetto è insomma stato quello corretto e rispecchia la situazione di due squadre che - come detto in apertura - sono di fatto agli antipodi per costanza d’intensità e impatto dei leader. Ad Ambrì con Tapola in panchina la cultura voluta dal finlandese è incredibilmente già radicata dopo pochi mesi, mentre a Lugano si è sin qui proceduto un po’ a tentativi senza sinora trovare delle vere convinzioni. I recenti infortuni poi non aiutano, e l’assenza di Thürkauf lascia un vuoto enorme.

L’Ambrì Piotta può insomma andare alla pausa soddisfatto per un primo terzo di campionato eccezionale, in cui l’impatto dello staff è stato evidente nel creare una squadra capace di applicare il sistema ancora e ancora, riuscendoci in maniera sempre migliore.

A Lugano si ha ovviamente qualche pensiero in più, non tanto per una posizione che rimane relativa vista la classifica cortissima, ma piuttosto per dei meccanismi di squadra in cui troppo spesso salta un ingranaggio, anche e soprattutto per errori individuali che rendono frustrante veder sfumare delle partite nonostante il molto lavoro messo nelle prestazioni.


IL PROTAGONISTA

Nathan Schnarr: Il pubblico leventinese si sta rifacendo gli occhi con le giocate di Järventie, ma si esalta sempre di più alla presenza del canadese, che non molla mai un centimetro e trasmette con la sua personalità un’energia che non si vedeva da tempo. Quarto marcatore della lega - e secondo per GameScore solo al compagno finlandese - e capace di dominare ancora agli ingaggi, è stato nuovamente una presenza determinante.


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HIGHLIGHTS

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