ZURIGO - Se la partita in casa dei dominatori di questa stagione poteva essere vista come una “prova del nove” di quanto costruito sin qui dall’Ambrì Piotta, la squadra di Jussi Tapola ha superato il suo esame a pieni voti, e si è pure guadagnata una nota di lode quando il coach ha mostrato l’audacia di richiamare Senn in panchina per giocarsi quel powerplay nel finale a 6-contro-4.
Nello sfidare senza alcun timore gli ZSC Lions, i biancoblù hanno infatti mostrato nuovamente un’organizzazione di squadra messa a punto quasi alla perfezione, con solamente un paio di errori individuali - ad esempio l’evitabile penalità di Zaccheo Dotti ad inizio terzo tempo - e l’eccezionale qualità dei padroni di casa ad impedire all’Ambrì di espugnare la Swiss Life Arena.

(Berend Stettler)
Il match non si è però mai discostato da un generale equilibrio che ben testimonia la prova maiuscola dei biancoblù, che hanno mostrato calma e buona capacità decisionale quando si sono trovati a gestire il disco, costruendo anche buone trame che con un pizzico di precisione in più avrebbero potuto portare ad altre reti. Poi ovviamente anche i Lions hanno vissuto delle fasi in cui hanno messo gli avversari alle strette - e ci mancherebbe altro! - ma i leventinesi non si sono mai fatti prendere dal panico, hanno stretto i denti e giocato da vera squadra, meritandosi applausi e il prezioso punto portato in Leventina.
Della personalità di Schnarr e compagni si è avuta una conferma in tante circostanze, come sulle due belle reti segnate proprio dal canadese - venerdì il migliore dei suoi con tre punti complessivi e una presenza da vero leader - oppure sul 3-3 di De Luca passato proprio dal bastone del centro, sino ad arrivare a un overtime in cui il puck è stato praticamente solo sul bastone degli ospiti.

(Berend Stettler)
Una buona interpretazione della partita è poi passata anche dal saper interpretare i ritmi, tenendoli bassi e controllati in alcune fasi, soprattutto quando sono arrivati i primi campanelli d’allarme rappresentati dalla pericolosità dei Lions quando l’Ambrì ha avuto la tendenza ad allungarsi troppo. Malgin in questo senso ha nuovamente ricordato perché è da anni uno dei migliori giocatori del campionato, con un palo clamoroso a pochi secondi dalla terza sirena, e poi il rigore che ha deciso la contesa.
Ma questa sconfitta ovviamente non è come una qualsiasi altra, ed ha forse rappresentato la miglior partita della stagione in termini di intensità e capacità di interpretare i momenti adattando di conseguenza il proprio gioco.

(Berend Stettler)
In casa Ambrì si è potuto nuovamente contare su una grande prova della prima linea - tutti i gol sono arrivati dai suoi componenti, e con 21 gol totali il trio biancoblù è il più efficace dell’intera lega - ma la forza della squadra si è vista in termini complessivi, anche e soprattutto in una difesa che ha perso da subito Wüthrich per una sfortunata discata al volto mentre era in panchina. Questo ha portato grandi responsabilità a Pezzullo - ottima partita la sua - e pure ai giovani Bachmann (18 minuti) e Häfliger (14), mentre in attacco nessuno ha raggiunto i 20 minuti.
È stato insomma un ottimo Ambrì, organizzato e compatto, e che con il passare del tempo sembra maturare sempre di più queste qualità. Con un terzo di regular season ora agli archivi la prova di Zurigo è stata un bel punto esclamativo del percorso intrapreso sin qui, con un totale di 17 partite che per il gruppo di Tapola sono già bastate per passare da sorpresa positiva dell’inizio ad attuale squadra dalle fondamenta sempre più solide. Ora resta solamente da giocare il derby, prima di una pausa meritata.
IL PROTAGONISTA
Denis Malgin: Chi era attirato dai caschi gialli in pista a Zurigo ha sicuramente visto un bello spettacolo. Da un lato Järventie sembrava poter trasformare in oro ogni disco che toccava, mentre dall’altro Malgin ha nuovamente ribadito di essere un giocatore letale e capace davvero di spaccare le partite. Dal suo bastone - e pure da un pattino - sono passati tanti pericoli, con giocate eccezionali sino ad arrivare al gol decisivo ai rigori.
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