
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
GINEVRA

La rosa 2026/27
PORTIERI
Stéphane Charlin, Robert Mayer
DIFENSORI
Jérémie Bucheler, Giancarlo Chanton, Mika Henauer, Roger Karrer, Simon Le Coultre, Jan Rutta (🇨🇿), Vili Saarijärvi (🇫🇮), Dave Sutter, Ramon Untersander
ATTACCANTI
Jason Akeson, Tim Bozon, Markus Granlund (🇫🇮), Luca Hischier, Simas Ignatavicius, Josh Jooris, Johnny Kneubuehler, Tristan Lemyre, Sakari Manninen (🇫🇮), Marco Miranda, Nicolas Müller, Vincent Praplan, Jesse Puljujärvi (🇫🇮), Tanner Richard, Noah Rod, Matthew Verboon, Jimmy Vesey (🇺🇸)

(PostFinance/KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi)
Per analizzare davvero la passata stagione del Ginevra non basta guardare il terzo posto ottenuto in regular season e la qualificazione alle semifinali. Bisogna ricordare da dove è partito il percorso e quanto, durante l’autunno, fosse sembrato possibile assistere a un altro fallimento.
Dopo il dodicesimo rango dell’annata precedente, i granata erano stati costruiti per tornare immediatamente ai vertici. Il talento non mancava, il mercato aveva aggiunto giocatori di alto livello e tutti i pronostici li davano ai vertici, ma l’interrogativo principale riguardava Yorick Treille, chiamato a guidare per la prima volta dall’inizio una squadra con pressioni e aspettative da titolo.
Quella preoccupazione si è rivelata fondata. Il campionato è iniziato in maniera caotica e ha prodotto due delle sconfitte più umilianti nella storia recente del club, ovvero l’11-0 nel derby contro il Losanna e, poche settimane più tardi, l’8-0 incassato a Bienne.
Il secondo crollo era costato il posto a Treille, e così la dirigenza ha promosso Ville Peltonen, arrivato durante l’estate come assistente. Il finlandese non ha cercato soluzioni spettacolari ma rimesso ordine, chiarito le responsabilità e restituito serenità a una squadra che sembrava giocare costantemente con il peso delle due stagioni precedenti sulle spalle.
La risposta è stata quella auspicata, in linea con le potenzialità della rosa. Il Ginevra ha infatti terminato la regular season con 91 punti, venti in più rispetto all’anno precedente, passando da 141 a 162 reti segnate e riducendo quelle subite da 153 a 147. Il terzo posto ha riportato i granata direttamente nei playoff e ha garantito anche la qualificazione alla CHL.
La primavera ha poi trasformato una buona rimonta in una stagione capace di rilanciare le ambizioni dei granata. Nei quarti contro il Losanna, il Ginevra si è trovato sotto per 3-2 nella serie e per 3-0 in Gara 6 giocata alla Vaudoise Arena. In quel momento sono riemersi carattere, qualità e orgoglio, con il Servette che ha completato una rimonta straordinaria imponendosi 4-3 all’overtime, e due giorni più tardi ha dominato Gara 7 per 5-1.
La semifinale persa per 4-1 contro il Friborgo ha però impedito di considerare la rinascita un’opera già completata. Il bilancio stagionale è rimasto però ampiamente positivo, soprattutto se confrontato con il punto da cui la squadra era ripartita. Allo stesso tempo, il Ginevra non può accontentarsi di essere tornato tra le prime quattro. La rosa era già stata costruita per vincere e il nuovo staff alza ulteriormente il livello delle aspettative.
ARRIVI
Mika Henauer (D, Rapperswil)
Nicolas Müller (F, Bienne)
Ramon Untersander (D, Berna)
Tristan Lemyre (F, Minnesota State)
Jeremie Bucheler (D, Indy Fuel)
Johnny Kneubuehler (F, Bienne)
PARTENZE
Tim Berni (D, ZSC Lions)
Eric Schneller (D, Zugo)
Marc-Antoine Pouliot (F, ???)
Derick Brassard (F, ritiro)
STRANIERI
Vili Saarijärvi (D, 🇫🇮)
Jan Rutta (D, 🇨🇿)
Sakari Manninen (F, 🇫🇮)
Jesse Puljujärvi (F, 🇫🇮)
Jimmy Vesey (F, 🇺🇸)
Markus Granlund (F, 🇫🇮)

La novità più importante dell’intera estate non riguarda infatti un giocatore, bensì l’effettivo arrivo di Sam Hallam in panchina, operazione perfezionata già nella primavera del 2025 e considerato da anni uno degli allenatori più interessanti del panorama europeo.
Lo svedese ha guidato il Växjö per dieci stagioni, vincendo tre titoli nazionali e venendo premiato come miglior allenatore della SHL nel 2018. Dal 2022 ha poi diretto la Svezia, conquistando due bronzi mondiali nel 2024 e 2025. Il suo percorso più recente con la Nazionale si è chiuso con due eliminazioni ai quarti, prima alle Olimpiadi e poi al Mondiale disputato in Svizzera, risultati inferiori alle grandi aspettative create dalle ricche rose a disposizione. Le difficoltà vissute in Nazionale non cancellano però quanto costruito a livello di club, dove il suo lavoro quotidiano ha sempre avuto un impatto molto più riconoscibile.
Il cosiddetto “Hallam hockey” si basa su controllo del puck, uscite di zona pulite e su una struttura che permette alla squadra di attaccare senza concedere troppo in retrovia. Il Ginevra possiede molti giocatori adatti a questo tipo di impostazione, ma avrà bisogno di tempo per assimilarne tutti i dettagli.
Il club ha cercato di ridurre il rischio legato all’adattamento costruendo uno staff di grande spessore. Christer Olsson porta una lunga esperienza maturata tra Svezia, Austria e Svizzera, dove ha lavorato per quattro stagioni a Berna. Marco Bayer conosce perfettamente il campionato, è apprezzato per il lavoro con i giovani e nel 2025 ha condotto gli ZSC Lions alla vittoria del titolo svizzero e della CHL dopo essere subentrato durante la stagione.
Hallam sarà dunque circondato da due assistenti che hanno già occupato il ruolo di head coach e possono aiutarlo a comprendere rapidamente la lega, creando così uno staff costruito per vincere subito.
Il primo obiettivo sarà rendere la fase difensiva all’altezza dell’attacco. Le 147 reti subite nella passata regular season restano troppe per una squadra che vuole arrivare sino in fondo.

In questo senso il lavoro potrà partire da una buona base tra i pali. Stéphane Charlin non ha ripetuto l’eccezionale 94.6% ottenuto a Langnau, ma ha chiuso la regular season con il 91.5% di parate, cinque shutout e 26 vittorie. Ha confermato di poter sostenere il ruolo di titolare in una squadra ambiziosa, anche se nei playoff è sceso sotto il 90% e non è sempre riuscito a mascherare le disattenzioni commesse davanti a lui.
A 25 anni conserva ancora margini di crescita e il sistema di Hallam potrebbe aiutarlo, riducendo la qualità media delle conclusioni affrontate. Robert Mayer rimane un secondo portiere esperto e – pur essendo il portiere più “lunatico” della lega – capace di attraversare periodi di alto livello, ma a 36 anni appare destinato soprattutto a permettere una gestione ragionata del titolare.
La difesa è il reparto maggiormente ritoccato. La perdita di Tim Berni è pesante e il suo trasferimento agli ZSC Lions priva il Ginevra di un difensore di livello nel pieno della carriera, e non esiste un sostituto che ne replichi da solo tutte le caratteristiche.
La dirigenza ha risposto aumentando profondità e varietà. Ramon Untersander arriva dopo undici stagioni a Berna e rimane un giocatore dotato di buona visione, primo passaggio e tanta esperienza. A 35 anni non è però più il difensore capace di dominare alcune serate come qualche stagione fa, ed è reduce da un’annata complicata chiusa con appena 12 punti in 52 partite.
Mika Henauer offre invece un profilo più giovane e dinamico. A Rapperswil ha ottenuto 14 punti in 39 incontri e ha mostrato di poter contribuire nella costruzione del gioco, anche se deve ancora trovare la continuità necessaria per imporsi stabilmente. In un contesto più ricco di talento avrà meno pressione e potrebbe rappresentare uno degli innesti capaci di crescere maggiormente durante la stagione.
Jérémie Bucheler aggiunge invece ciò che mancava sul piano fisico. Lo svizzero-canadese misura 193 centimetri per 100 chili e rappresenta una scommessa che andrà verificata sul ghiaccio, dopo un recente passato in un contesto modesto come l’ECHL.
I nuovi arrivati si uniscono a un nucleo già completo. Vili Saarijärvi è stato il quarto miglior marcatore della squadra con 37 punti e rimane il principale motore della transizione e del powerplay. Jan Rutta ha portato solidità, leadership e 22 punti in 42 partite, chiudendo con un +13. Simon Le Coultre ha vissuto la migliore stagione realizzativa della carriera con 11 gol, mentre Roger Karrer, Dave Sutter e Giancarlo Chanton garantiscono alternative affidabili.
Sulla carta, nove difensori permettono a Hallam di comporre coppie differenti e gestire gli inevitabili infortuni. C’è però anche una tematica che riguarda l’età, visto che Rutta, Untersander e Sutter hanno rispettivamente 36, 35 e 34 anni. Il reparto possiede tanta esperienza, ma dovrà dimostrare di conservare velocità e lucidità quando il calendario si farà fitto e l’intensità aumenterà.

(PostFinance/KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi)
Se la difesa necessita di una struttura rivista, l’attacco richiede soprattutto continuità. Il Ginevra ha confermato tutti i propri stranieri e non avrebbe avuto ragioni per intervenire in maniera radicale. I primi cinque marcatori della passata regular season sono stati tutti giocatori d’importazione, un dato che racconta contemporaneamente la qualità straordinaria del reparto e la sua dipendenza dal nucleo straniero.
Markus Granlund ha dominato la classifica dei marcatori della lega con 54 punti in 49 partite. La sua intelligenza gli permette di trovare spazi con apparente semplicità, rallentare o accelerare l’azione e rendere migliori i compagni. Jesse Puljujärvi ha avuto un impatto persino superiore alle aspettative. Con la sua combinazione di stazza, pattinaggio e capacità di proteggere il disco ha ottenuto 52 punti in 52 incontri, aggiungendone nove in 12 partite di playoff. Le prestazioni al Mondiale avevano poi riaperto un certo interesse dalla NHL nei suoi confronti, ma la sua permanenza a Ginevra è stata confermata.
Sakari Manninen ha mantenuto un alto livello di produttività con 45 punti in 46 incontri ed è il giocatore più tecnico del gruppo negli spazi stretti. Jimmy Vesey, dopo una fase iniziale di adattamento, ha chiuso con 14 gol e 35 punti, mostrando nei playoff la capacità di incidere anche quando il gioco diventava più fisico. Il pacchetto di stranieri del Ginevra è insomma tra i migliori della lega, ed è già perfettamente rodato e abituato alla NL.
Per avere davvero ambizioni da titolo, però, il contributo degli attaccanti svizzeri dovrà crescere. Vincent Praplan aveva ottenuto 18 punti, mentre Tim Bozon aveva segnato 12 reti in appena 36 incontri. Josh Jooris ha aggiunto 22 punti, lavoro agli ingaggi e una grande utilità tattica. Noah Rod, Marco Miranda e Matthew Verboon portano intensità, ma nel complesso la produzione nostrana è rimasta inferiore a quella delle principali concorrenti.
Il mercato ha cercato di intervenire proprio sulla profondità. Johnny Kneubuehler arriva da una stagione da 13 gol con il Bienne e può essere utilizzato al centro o all’ala, nel forecheck e nelle situazioni speciali. Non è un giocatore da top six, ma può rendere più pericolose la terza e la quarta linea, evitando che tutto il peso offensivo ricada sui soliti nomi.
Nicolas Müller è invece reduce da un campionato limitato a 16 presenze e due reti, ma solamente un anno prima aveva raggiunto 14 punti alla prima stagione di National League. Tristan Lemyre rappresenta invece la scommessa più intrigante. Il 25enne ha chiuso la sua ultima annata in NCAA con Minnesota State ottenendo 35 punti in 40 partite, e può giocare con licenza svizzera. È alla prima esperienza professionistica, ma velocità, creatività e gioco two-way ne fanno un profilo sulla carta adatto al sistema di Hallam.
Inoltre un’ulteriore crescita potrebbe arrivare dall’interno. Simas Ignatavicius aveva ottenuto 13 punti nella sua prima stagione completa in NL, è stato premiato come miglior giovane del campionato ed è stato selezionato al secondo turno del Draft NHL dai Florida Panthers. Il fatto che rimanga alle Vernets per l’intera annata rappresenta una notizia importante. A soli 18 anni può ancora aumentare rapidamente il proprio impatto e diventare quell’attaccante svizzero che alla squadra è mancato.
Anche Jason Akeson – che non incide più sul contingente stranieri – offre sulla carta un certo potenziale, ma la sua prima stagione ginevrina si è limitata a 14 incontri e tre punti. Dovrà dimostrare di poter ancora sostenere il ritmo della lega e ritagliarsi uno spazio in un lineup molto competitivo.
Gli infortuni restano inoltre uno degli elementi da monitorare. Luca Hischier ha disputato solamente 19 partite nello scorso campionato, mentre Tanner Richard è sceso sul ghiaccio una sola volta e il suo rientro non è ancora d’attualità. La rosa è comunque abbastanza profonda per assorbire alcune assenze, ma non tutte hanno lo stesso peso.

(JustPictures)
L’età media sfiora i 30 anni – il Servette è la squadra più “vecchia” della lega – e vari giocatori importanti hanno superato i 33. Il Ginevra è una squadra costruita per vincere ora, con tutta l’esperienza necessaria per gestire la pressione, ma anche con meno margine per sopportare cali fisici o stagioni di transizione individuale. Hallam dovrà dunque essere bravo a distribuire attentamente il minutaggio e utilizzare la profondità che la sua rosa gli mette a disposizione.
Nel complesso, gli argomenti a favore dei granata sono comunque molti. La squadra dispone di uno dei migliori portieri svizzeri, una difesa che rimane attrezzata, del blocco straniero offensivo più produttivo dello scorso campionato e di uno staff tecnico che poche squadre possono eguagliare. Soprattutto, non deve più ricostruire la fiducia smarrita, dopo un passato campionato in cui si è vista una reazione e poi una bella progressione.
Le incognite riguardano la capacità di trasformare tutto questo talento in una struttura vincente. Il Ginevra dovrà ridurre le reti subite, evitare le serate in cui perde il controllo e ottenere più gol dai suoi giocatori svizzeri. Se Hallam riuscirà a trasferire rapidamente i propri principi e Charlin compirà un ulteriore passo nei playoff, il Servette avrà tutto per essere tra le pretendenti al titolo.
MIGLIOR INNESTO

Ramon Untersander: L’ultima stagione a Berna è stata complicata e a 35 anni non potrà sostenere ogni sera le responsabilità del passato, ma il Ginevra non gli chiederà di farlo. Inserito in una difesa profonda, il tre volte campione svizzero potrà concentrarsi sulla qualità nell’uscita di zona, sul powerplay e sulla gestione dei momenti decisivi. Leadership ed esperienza possono avere un grande valore per una squadra che vuole vincere subito.
ADDIO DOLOROSO

Tim Berni: Il 26enne ha chiuso l’ultima regular season con 16 punti e un +13, portando mobilità e minuti di qualità, valsi anche la chiamata per il Mondiale. La sua partenza verso gli ZSC Lions sottrae al Ginevra un difensore nel pieno della carriera e rafforza una concorrente diretta. Gli arrivi aumentano la profondità del reparto, ma nessuno sostituisce da solo tutte le sue caratteristiche.
FATTORE X

Sam Hallam: La gran maggioranza della rosa arrivata in semifinale lo scorso anno è ancora presente, ma lo stesso gruppo aveva mostrato anche delle vulnerabilità. Il compito del coach svedese sarà trasformare un insieme ricchissimo di talento in una squadra capace di controllare le partite e leggere meglio le situazioni. Se il suo sistema verrà assimilato rapidamente, il Ginevra potrà compiere l’ultimo passo e tornare a giocarsi il titolo.
La classifica di HSHS
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GINEVRA
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AJOIE

