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L’Ajoie apre un nuovo ciclo, ma per cambiare destino servirà più di una rivoluzione

Profondi cambiamenti a Porrentruy, con Peltonen in panchina e una rosa con tante novità. I giurassiani hanno posto nuove basi, ma per evitare il sesto ultimo posto consecutivo dovranno funzionare quasi tutte le scommesse

L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


AJOIE

La rosa 2026/27

PORTIERI
Tim Wolf, Antoine Keller, Noah Patenaude

DIFENSORI
Yonas Berthoud, Gaël Christe, Kevin Fey, Anttoni Honka (🇫🇮), Julius Honka (🇫🇮), Tim Horak, Matthew Kellenberger, Thibault Martin, Valentin Pilet, Jesse Zgraggen

ATTACCANTI
Stefano Bottini, Daniel Carr (🇨🇦), Christophe Cavalleri, Livio Christen, Cole Cormier, Philip-Michaël Devos, Nolan Diem, Lorin Froidevaux, Lilian Garessus, Jeremi Gerber, Titouan Girardin, Julius Nättinen (🇫🇮), Louis Robin, Deniss Smirnovs, Kyen Sopa, Kristian Tanus (🇫🇮), Noé Tarchini, Jerry Turkulainen (🇫🇮), Jeremy Wick


(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Per cinque stagioni l’Ajoie ha vissuto la regular season con la costante consapevolezza che il momento decisivo sarebbe arrivato solamente in primavera. Il quinto ultimo posto consecutivo, però, ha lasciato ferite più profonde del solito e soprattutto ha convinto il club che continuare con semplici ritocchi non sarebbe più stato sufficiente.

La passata stagione si è chiusa con appena 42 punti, quattro in meno rispetto all’annata precedente, 105 reti segnate e 180 subite, entrambi il peggior dato di lega. Il ritardo dall’Ambrì Piotta era stato di 17 lunghezze, mentre il netto 4-0 incassato proprio contro i leventinesi nei playout aveva confermato una distanza dalle avversarie che durante l’inverno era già apparsa evidente.

Gli infortuni hanno certamente avuto un peso importante. Jerry Turkulainen ha potuto disputare solamente 24 partite, Julius Nättinen ne ha giocate 42, mentre anche Niklas Friman, Kevin Fey e altri elementi del gruppo avevano dovuto fermarsi a lungo. Per una rosa con poca profondità e fortemente dipendente dagli stranieri, ogni assenza ha avuto conseguenze amplificate.

Non si può però spiegare tutto attraverso la sfortuna. L’Ajoie ha segnato meno di qualsiasi altra squadra e, nonostante alcuni buoni periodi individuali, non è mai riuscito a costruire una vera continuità. Il miglior marcatore è stato addirittura il difensore Anttoni Honka, autore di nove reti e 36 punti, davanti ai 33 punti di Nättinen. Il terzo giocatore della graduatoria interna, Killian Mottet, si è fermato a quota 20.

Anche in porta è mancato un riferimento stabile. Sono stati utilizzati quattro estremi difensori e solamente Damiano Ciaccio ha giocato un buon numero di partite con un totale di 27, chiudendo però con l’89.7% di parate. Antoine Keller e Noah Patenaude hanno mostrato del potenziale, ma senza avere ancora il volume di partite necessario per dimostrare di poter sostenere il ruolo di titolare.

La serie contro l’Ambrì ha infine fatto crollare le ultime certezze. Dopo tre sconfitte consecutive il club aveva esonerato Greg Ireland, ma nemmeno il cambio in panchina ha provocato una reazione. L’Ajoie ha poi evitato lo spareggio solamente perché il Sierre, campione di Swiss League, non disponeva della licenza necessaria per essere promosso.

È stato il punto di rottura. Il club ha salutato oltre metà della rosa, modificato profondamente lo staff e rivisto la propria organizzazione. Per la prima volta nella sua storia è stata creata la figura di un CEO a tempo pieno, ruolo affidato a Yannick Meyer, con il compito di proseguire la professionalizzazione della società, ampliare la rete di sponsor e aumentare progressivamente un budget che rimane il più basso della National League.

Lo staff tecnico è stato rafforzato, mentre Julien Vauclair è rimasto al centro della costruzione sportiva. La sensazione è che, finalmente, a Porrentruy si stia cercando di affrontare il divario dal resto della lega non solamente attraverso un mercato dalle possibilità molto limitate, ma intervenendo sulle fondamenta del club.


ARRIVI
Kristian Tanus (F, Tappara)
Nolan Diem (F, Kloten)
Matthew Kellenberger (D, Rapperswil)
Gael Christe (D, Bienne)
Julius Honka (D, Rapperswil)
Tim Wolf (G, Zugo)
Stefano Bottini (F, Canisius College)
Thibault Martin (D, Losanna)
Jesse Zgraggen (D, Ambrì Piotta)
Deniss Smirnovs (F, Kloten)
Jeremi Gerber (F, Friborgo)
Tim Horak (D, KalPa Kuopio)
Ludovic Hauser (G, Friborgo)
Daniel Carr (F, Milwaukee Admirals)

PARTENZE
Arno Nussbaumer (D, Langnau)
Jannik Fischer (D, ritiro)
Damiano Ciaccio (G, ???)
Niklas Friman (D, TPS)
Tarmo Reunanen (D, TPS)
Pierre-Édouard Bellemare (F, ritiro)
Frederik Gauthier (F, ???)
Emils Veckaktins (F, Sierre)
Elvis Schläpfer (F, Basilea)
Reto Schmutz (F, ???)
Thomas Thiry (D, ???)
Benjamin Conz (G, ritiro)
Jonathan Hazen (F, ???)
Bastien Pouilly (D, La Chaux-de-Fonds)
Marco Pedretti (F, ???)
Matteo Romanenghi (F, Visp, prestito)
Kevin Bozon (F, ???)

STRANIERI
Anttoni Honka (D, 🇫🇮)
Julius Honka (D, 🇫🇮)
Jerry Turkulainen (F, 🇫🇮)
Julius Nättinen (F, 🇫🇮)
Kristian Tanus (F, 🇫🇮)
Daniel Carr (F, 🇨🇦)


(JustPictures)

Il volto principale della nuova era sarà quello di Ville Peltonen, ingaggiato con un contratto biennale. Il finlandese conosce bene il campionato e ha già dimostrato di saper incidere rapidamente, portando il Losanna alla prima semifinale della sua storia e conducendo più recentemente il Ginevra – preso in mano a stagione in corso – sino al terzo posto e poi tra le migliori quattro dei playoff.

Peltonen sarà affiancato dal connazionale Samuel Tilkanen, già al suo fianco a Ginevra, e dal confermato Petteri Nummelin. Il primo compito del nuovo staff sarà dare un’identità precisa a una squadra che negli ultimi anni ha vissuto soprattutto di foga e disperazione. Ridurre le 180 reti subite non sarà solamente una questione di giocatori a disposizione, ma di gestione del disco, compattezza e capacità di restare dentro le partite dopo un episodio negativo.

In troppe occasioni l’Ajoie si è disunito alle prime difficoltà, trasformando uno svantaggio recuperabile in una serata senza possibilità. Peltonen dovrà cambiare queste abitudini e ricostruire la fiducia di un ambiente ormai assuefatto alle sconfitte. In questo senso, il suo compito sarà fondamentale e da lui dipenderà lo slancio che riuscirà a prendere il club nel suo tentativo di rilancio.

Il reparto che presenta più interrogativi rimane quello dei portieri. Tim Wolf torna a Porrentruy dopo due stagioni a Zugo e conosce perfettamente l’ambiente, essendo stato uno dei grandi protagonisti della promozione in National League. La sua ultima annata, chiusa con l’89.4% di parate in 17 presenze, non è però stata particolarmente brillante, anche se solamente un anno prima aveva raggiunto il 91.1%.

Keller ha terminato lo scorso campionato con il 90.5%, mentre Patenaude ha ottenuto il 91% in appena sette incontri. Tutti e tre possono dare il loro contributo, ma nessuno si presenta al via come un numero uno indiscusso. La concorrenza potrebbe favorire la crescita del reparto – Keller è il nome più intrigante, e infatti già seguito da altri sul mercato – oppure produrre una nuova rotazione senza gerarchie. Per una squadra destinata a concedere ancora parecchio, si tratta di un rischio significativo.

La difesa è stata profondamente rinnovata e avrà nei fratelli Anttoni e Julius Honka i suoi riferimenti tecnici. Il primo è stato il giocatore più produttivo dell’Ajoie nella passata stagione, mostrando qualità nella gestione del disco, nella costruzione e dalla linea blu. Il secondo arriva da Rapperswil dopo avere ottenuto 19 punti in 36 incontri, e pur con un rendimento poco regolare per i giurassiani è un buon innesto.

I due finlandesi possono rendere estremamente pericoloso il powerplay e aumentare la qualità delle uscite di zona, ma presentano caratteristiche piuttosto simili. Sono entrambi difensori offensivi, right e propensi a prendersi dei rischi. La loro capacità di produrre non risolve dunque automaticamente i problemi in copertura, ed anzi può rendere anche la difesa instabile in caso di troppi rischi.

Attorno a loro l’Ajoie ha aumentato quantità, fisicità e alternative. Jesse Zgraggen porta esperienza e presenza fisica, Matthew Kellenberger è un elemento affidabile, mentre Gaël Christe è diventato definitivamente un giocatore dei giurassiani dopo avere già disputato 43 incontri con questa maglia nella passata stagione.

Gli arrivi dei giovani Thibault Martin e Tim Horak guardano anche al futuro, mentre Fey, Pilet e Berthoud garantiscono continuità ma poca qualità. Nel complesso il reparto appare più profondo, ma rimane composto da molti elementi abituati a ruoli secondari o ancora da sviluppare. Peltonen dovrà trovare rapidamente gli equilibri, evitando che la voglia di costruire gioco lasci nuovamente troppo spazio alle transizioni avversarie.



Le novità più intriganti si trovano in attacco. Kristian Tanus arriva da una stagione eccezionale con il Tappara, conclusa con il titolo finlandese e 59 punti in 54 partite di regular season. È un giocatore piccolo e tecnico, capace di creare occasioni, gestire il puck e dettare i tempi del powerplay.

L’ultimo ingaggio di Daniel Carr completa invece il sestetto straniero con un profilo che mancava. Il canadese conosce già molto bene la National League e nelle sue stagioni a Lugano aveva complessivamente ottenuto 155 punti (75 gol) in 185 partite. Dopo un’annata da 31 punti in 49 incontri con i Milwaukee Admirals, torna in Svizzera con le caratteristiche ideali per completare giocatori come Tanus e Turkulainen, con il suo gioco diretto, presenza nello slot, capacità di recuperare dischi e un tiro pericoloso.

A questi si aggiunge Nättinen, che nonostante le assenze aveva segnato 19 reti in 42 partite e rimane il finalizzatore più naturale del gruppo. Sulla carta, il quartetto straniero offensivo è ben assortito e possiede abbastanza talento per alzare sensibilmente la produzione rispetto alle sole 105 reti dello scorso campionato.

Il problema è che dietro di loro permangono diverse incognite. Philip-Michaël Devos potrà finalmente essere schierato con licenza svizzera, un vantaggio importante nella costruzione della lineup, ma ha ormai 36 anni ed è reduce da una stagione da 16 punti. Kyen Sopa, arrivato a quota 19 punti, dovrà confermarsi e provare a fare un ulteriore passo avanti.

Dal mercato è arrivato anche Deniss Smirnovs, dopo solamente otto punti con il Kloten ma anche reduce da un ottimo Mondiale con la Lettonia, chiuso con nove punti in otto partite. Non è un attaccante da cui attendersi una produzione da top six, ma può portare intensità, un gioco two-way e una certa versatilità.

Jeremi Gerber porterà anche lui energia, pattinaggio e l’esperienza del titolo conquistato con il Friborgo, durante un post season in cui ha alzato il proprio rendimento. Nolan Diem aggiunge affidabilità e lavoro difensivo, mentre Stefano Bottini e i diversi giovani inseriti nel gruppo rappresentano scommesse da seguire.

(Tappara)

Rispetto al passato l’Ajoie ha insomma più alternative e non dovrebbe essere costretto a spremere gli stessi uomini per tutto l’inverno. Resta però evidente la dipendenza dai sei stranieri, ad oggi senza una licenza supplementare pronta a entrare in caso di infortunio o per far rifiatare i singoli. Considerando quanto le assenze abbiano condizionato le ultime stagioni, la salute di Tanus, Carr, Nättinen, Turkulainen e dei fratelli Honka sarà determinante.

Il mercato ha inoltre portato alla fine di un’epoca. Sono partiti tanti giocatori esperti e alcuni grandi simboli della storia recente del club. Mottet era stato l’unico attaccante con licenza svizzera a raggiungere quota 20 punti, Bellemare garantiva una leadership difficilmente quantificabile e Jonathan Hazen rappresentava da oltre un decennio l’identità offensiva dell’Ajoie.

L’impressione è comunque che il club abbia scelto correttamente di voltare pagina. Confermare ancora una volta lo stesso nucleo avrebbe probabilmente significato ripetere il medesimo copione. La nuova rosa è più giovane, profonda e potenzialmente meglio assortita, anche se il livello degli elementi svizzeri rimane troppo distante da quello delle altre squadre.

Le ambizioni dichiarate sono aumentate ed è giusto che la nuova dirigenza provi a cambiare mentalità, ma il primo obiettivo concreto dovrà essere molto più semplice, ovvero evitare di perdere immediatamente contatto dalle concorrenti e arrivare alla seconda metà della regular season ancora in corsa per lasciare l’ultimo posto.

L’Ajoie può migliorare i 42 punti della passata stagione e dovrebbe diventare un avversario più organizzato e difficile da affrontare, soprattutto alla Raiffeisen Arena. Per compiere il salto necessario serviranno però un portiere capace di imporsi, una stagione relativamente sana, una produzione costante da tutti gli stranieri e un rendimento degli svizzeri superiore alle attese.

In altre parole, per pensare di lasciare il fondo della classifica troppe cose dovrebbero andare nella direzione giusta contemporaneamente. La rivoluzione ha finalmente posto delle basi interessanti, ma il divario accumulato in cinque anni non si cancella durante una sola estate. Anche questa volta l’Ajoie parte dunque alle spalle di tutti, pur con qualche argomento in più per provare a rendere il proprio destino meno scontato.


MIGLIOR INNESTO

Kristian Tanus: Il 26enne arriva dalla migliore stagione della carriera, conclusa con 59 punti in 54 partite e il titolo finlandese conquistato con il Tappara. A Porrentruy avrà libertà, responsabilità e un ruolo centrale nel powerplay. Dalla sua capacità di trasferire immediatamente la propria creatività in National League dipenderà buona parte del salto di qualità offensivo dell’Ajoie.

ADDIO DOLOROSO

Jonathan Hazen: Il suo addio chiude una delle pagine più importanti della storia recente del club. In undici stagioni ha totalizzato 317 reti e 363 assist in 544 partite, contribuendo a due titoli di Swiss League, alla vittoria della Coppa Svizzera e alla promozione. Anche se il suo rendimento era inevitabilmente calato, sostituirne il peso simbolico e umano non sarà semplice.

FATTORE X

La gerarchia in porta: Wolf porta esperienza, Keller e Patenaude hanno del potenziale, ma l’Ajoie non ha ancora un titolare indiscusso. Se uno dei tre riuscirà a imporsi e a garantire continuità, il nuovo sistema di Peltonen potrebbe ridurre sensibilmente le reti subite. In caso contrario, l’incertezza nel ruolo rischia di vanificare molti dei progressi compiuti negli altri reparti.


La classifica di HSHS

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