Social Media HSHS

Mondiale 2026

La Svizzera ha la sua grande occasione, al via un Mondiale che tutti sperano sarà speciale

I rossocrociati hanno la chiara ambizione di completare il percorso dei tanti anni costruiti con Fischer. La concorrenza non mancherà e il Canada sembra l’avversaria più pericolosa, ma l’impresa è alla portata

ZURIGO – Dopo essere andata vicinissima all’oro mondiale negli ultimi due anni, la Svizzera ha ora la sua grande occasione di completare la lunga scalata iniziata con l’era Patrick Fischer, e che si spera Jan Cadieux riesca ad ultimare alla prima opportunità. Quella al via a Zurigo e Friborgo non sarà infatti solamente un’edizione casalinga del Mondiale, ma anche il possibile punto di arrivo di una crescita costruita da oltre un decennio, periodo in cui la nostra Nazionale è passata dal ruolo di pericolosa outsider a candidata consolidata alle medaglie.

Per la selezione di Cadieux il peso delle aspettative sarà giocoforza inevitabile. La Svizzera arriva infatti da un ciclo in cui ha cambiato la percezione internazionale del suo hockey. L’argento del 2013 aveva rappresentato il primo grande segnale, quello del 2018 aveva confermato che non si trattava di un caso isolato, mentre il 2024 e il 2025 hanno definitivamente portato i rossocrociati nella categoria delle squadre che possono davvero puntare al titolo. Un anno fa la Svizzera si era fermata solamente in finale, battuta dagli Stati Uniti all’overtime, in un torneo segnato anche dalle prestazioni da MVP di Leonardo Genoni e dalla fine dell’incredibile carriera di Andres Ambühl.

Il momento in cui arriva questo Mondiale casalingo è inoltre per tanti motivi irripetibile, soprattutto pensando alle fasi di carriera in cui si trovano i nostri giocatori NHL, e alla possibilità di poter ancora schierare – e presto forse non sarà più così – dei portieri con grande esperienza internazionale e capaci di fare la differenza anche a questi livelli.

La presenza più importante rimane però quella di Roman Josi, capace di cambiare la dimensione dell’intero gruppo, mentre il reparto offensivo potrà contare su coppie collaudate di altissimo livello come HischierMeier e AndrighettoMalgin. D’altronde la squadra è quella che conosciamo bene e che può vantare tante garanzie, anche se ci sono pesanti assenze come quelle di Fiala, Kurashev, Siegenthaler, Schmid, Glauser e Fora che richiederanno ad altri di dimostrarsi all’altezza.

Il punto interrogativo è semmai rappresentato dalla pressione di giocare in casa, che potrà rivelarsi positiva oppure negativa. Il debutto di venerdì sera contro gli Stati Uniti sarà subito un test significativo, anche perché gli americani – che nell’ultimo anno hanno vinto oro mondiale e olimpico – si presenteranno con una squadra molto diversa rispetto all’ultimo torneo, ma giovane e veloce. Il gruppo ha solamente tre giocatori sopra i 30 anni e sarà guidato da Matthew Tkachuk, che punta al Triple Gold Club.

Nel Gruppo A di Zurigo ci sarà anche la Finlandia, selezione che pochi mesi fa aveva eliminato la Svizzera alle Olimpiadi. La squadra nordica si presenta con tanti nomi che ben conosciamo dalla National League, e sarà guidata da Aleksander Barkov, tornato in pista recentemente dopo aver saltato tutta la stagione con i Florida Panthers. La rosa non è forse la più appariscente degli ultimi anni, ma resta una delle squadre più difficili da battere per struttura e disciplina.

Ha un certo potenziale pure la Germania, anche se i risultati più recenti non sono stati eccezionali come quelli degli anni precedenti. L’identità della squadra allenata da Harold Kreis è chiara, ma senza i propri elementi NHL di maggior talento – non ci saranno i vari Draisaitl, Stützle oppure Peterka – il potenziale quest’anno sembra limitato. Una mina vagante potrebbe invece essere la Lettonia, che ci ricordiamo capace di vincere uno storico bronzo nel 2023 e che porta sul ghiaccio una squadra dall’identità molto forte. La rosa non ha molta profondità ma spesso al Mondiale riesce a trasformare le partite in battaglie aperte con gli avversari, dunque non bisognerà sottovalutarla.

(Andrea Branca | HSHS)

Austria, Ungheria e Gran Bretagna completeranno il Gruppo A, con Zwerger e compagni che sanno di poter essere competitivi – si veda il quarto conquistato l’anno scorso – mentre inglesi e ungheresi dovranno lottare per riuscire a salvarsi.

Il Gruppo B di Friborgo si presenta con un livello ancora più interessante, con il Canada che si profila come una chiara pretendente all’oro. La rosa è d’altronde quella maggiormente infarcita di stelle, basti pensare a nomi come Crosby, Celebrini, Tavares, Scheifele oppure O’Reilly. Ovviamente la selezione è molto ridimensionata rispetto a Milano – e tra i pali potrebbe avere il suo vero tallone d’Achille – ma il potenziale in rapporto agli avversari rimane molto alto.

La Svezia sarà l’altra “grande” del gruppo, con coach Sam Hallam – che la prossima stagione vedremo a Ginevra – che sicuramente vorrà rifarsi dopo la cocente delusione di Stoccolma di un anno fa. I nomi di alto profilo non mancano, anche se pure in questo caso la rosa è meno attrezzata rispetto all’ultimo Mondiale, con vari elementi – Zibanejad, Nylander, Karlsson oppure Forsberg, per dirne alcuni – che questa volta hanno deciso di non aggiungersi alla selezione. Capace di confermarsi in rosa invece il biancoblù Tim Heed.

(Andrea Branca | HSHS)

In una situazione simile la Cechia, che si presenta con una rosa pericolosa ma non scintillante come in passato. All’appello mancherà David Pastrnak, che aveva condannato la Svizzera nella finale di Praga due anni fa, ma assieme ai “soliti” Cervenka e Kubalik vedremo una rosa con qualità ed esperienza, e che potrà vantare una profondità che probabilmente permetterà una produzione offensiva ben distribuita tra le linee.

Oltre a queste tre squadre, le principali candidate ad inserirsi nei quarti di finale saranno Danimarca e Slovacchia, con la prima che un anno fa avevano compiuto la vera impresa – il “miracolo di Herning” – di eliminare il Canada nei quarti di finale. Gli slovacchi vorranno invece rifarsi dopo aver mancato i quarti un anno fa e la medaglia olimpica sfiorata a Milano, e si presenteranno con una rosa giovane e con tanti elementi nell’orbita di club NHL draftati nel recente passato.

Norvegia, Slovenia e Italia partono invece chiaramente un gradino sotto e saranno coinvolte nella lotta alla salvezza, in particolare pensando alle ultime due citate. Per gli azzurri – in cui troveremo De Luca, Zanetti e Fadani – sarà un torneo duro, in cui non sarà semplice mantenere il posto nella massima categoria.

Click to comment

Altri articoli in Mondiale 2026