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Lugano

Il Lugano riparte a freddo con un punto utile contro il Bienne

Con una formazione rimaneggiata per il ritorno di Kupari, l’esordio di Valk e alcune assenze, i bianconeri cedono il passo al Bienne ai rigori

(Photobrusca & Luckyvideo)

Il Lugano riparte a freddo con un punto utile contro il Bienne

LUGANO – BIENNE

3-4

(2-1, 0-2, 1-0; 0-1)

Reti: 0’55 Valk (Thürkauf, Simion) 1-0, 10’49 Sylvegard (Andersson, Sever) 1-1, 14’14 Sanford (Dahlström, Fazzini) 2-1, 24’36 Huuhtanen (Dionicio, Neuenschwander) 2-2, 30’06 Andersson (Sylvegard, Hofer) 2-3, 56’25 Fazzini (Sekac, Sanford) 3-3

Rigori: Andersson, Sever, Fazzini

Note: Cornèr Arena, 4’922 spettatori
Arbitri: Lemelin, Ruprecht; Obwegeser, Gurtner
Penalità: Lugano 3×2 + 1 x rigore, Bienne 3×2

Assenti: Lorenzo CanonicaMirco MüllerRamon Tanner (infortunati), Nick MeileConnor CarrickBrendan Perlini (sovrannumero)

LUGANO – Il ritorno alla realtà del campionato dopo l’ingordigia da Giochi Olimpici ha restituito un punticino piccolo piccolo al Lugano ma comunque della sua utilità.

Quanto racimolato da una squadra inedita per formazione messa sul ghiaccio da Tomas Mitell contro il Bienne è servito ai bianconeri per allungare di un passo sul Ginevra e mantenere la stessa distanza dal Losanna, proteggendo il quarto posto in classifica a cinque giornate dal termine della regular season. Peccato solo per il sorpasso da parte dello ZSC, ma riuscire a mantenere il vantaggio casalingo per i playoff sarebbe comunque un ottimo affare.

Non male per il “puntesel” scaturito da una partita poco brillante da parte di Thurkauf e compagni, o meglio, abbastanza convincenti solo nel primo tempo, per poi adagiarsi di nuovo su quei difetti che hanno caratterizzato ogni ripartenza dei bianconeri dopo le pause, il che ne certifica la motorizzazione a diesel, regolare e potente ma con qualche problemino all’accensione a freddo.

(Photobrusca & Luckyvideo)

Va detto che Mitell da buon giocatore di poker ha voluto mischiare le carte – anche costretto dalle assenze forzate di Canonica e Müller – perché a poche partite dal postseason occorrono risposte rapide da tutti gli attori coinvolti e allora dentro Kupari a prendere ritmo da campionato e Valk per accrescere chimica e confidenza con la nuova realtà.

Anche questo, con l’obbligato rimescolamento dei blocchi offensivi ha avuto il suo ruolo in una partita in cui il Lugano ha fatto fatica in alcuni automatismi e nel togliersi di dosso il peso del forecheck del Bienne, soprattutto in un secondo periodo faticoso.

L’iniziale 2-1 dei padroni di casa, con prima rete al primo disco toccato da parte di Curtis Valk e immancabile timbratura di Sanford, non ha saputo lanciare il Lugano nella maniera migliore. Säteri ha tenuto in piedi il Bienne il necessario per portarlo a poter sfruttare il suo momento migliore nel secondo tempo, proprio quando il Lugano si è perso in troppi errori di primo passaggio in uscita e troppe approssimazioni nel cercare di uscire dalla pressione ospite.

Al Lugano va il merito di aver trovato le risorse per strappare il pareggio nel finale su perfetto schema da ingaggio d’attacco – con proteste del Bienne per un icing inesistente – rischiando già poi su un rigore sventato da Schlegel a tre secondi dalla fine dell’overtime prima di capitolare nei rigori veri.

(Photobrusca & Luckyvideo)

Per come la partita si era messa è sicuramente un punto prezioso quello portato a casa dai bianconeri, e se le cose andranno come la squadra di Mitell ci ha abituati a ogni ripresa di campionato, già venerdì ci potremmo aspettare cose ben diverse sul piano della concentrazione e della disciplina.

Sarà anche interessante capire se il coach svedese apporrà altri rimescolamenti tra gli stranieri, anche se Kupari ha logicamente mostrato di aver bisogno di ritmo, ma l’assenza di Müller – oltre alla scelta di lasciar fuori Carrick – si è rivelata decisamente pesante per certi automatismi.

Queste sono comunque le ultime occasioni per sperimentare e sfruttare le partite per riportare in forma chi è stato fuori a lungo, ma anche per mettere concorrenza in una rosa che avrà bisogno di tirare fuori il meglio da tutti i suoi componenti per sperare di essere protagonista da marzo via.


IL PROTAGONISTA

Lias Andersson: Giocatore non elegante ma estremamente efficace e “fastidioso” in forecheck, lo svedese è stato una vera spina nel fianco della difesa bianconera, protagonista sull’1-1 del primo tempo con il tocco per Sylvegard e poi autore di persona del 2-3. E pure nei rigori non ha mancato la sua occasione di metterci lo zampino.


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