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Mondiali 2018

Occasione mancata, Svizzera battuta ai rigori dalla Cechia

La Nazionale ha ottenuto un solo punto dopo essere stata in due circostanze in doppio vantaggio. Al termine di un match strano decide di Repik

ANDRE RINGUETTE / HHOF-IIHF IMAGES

Occasione mancata, Svizzera battuta ai rigori dalla Cechia

CECHIA – SVIZZERA

5-4

(1-1, 3-3, 0-0; 1-0)

Reti: 11’13 Niederreiter (Hofmann) 0-1, 16’21 Kubalik (Nacas) 1-1, 20’47 Hofmann (Andrighetto, Diaz) 1-2, 22’07 Moser (Vermin, Müller) 1-3, 24’09 Moravcik (Hyka) 2-3, 27’21 Niederreiter (Moser, Untersander) 2-4, 27’43 Jaskin (Nnestrasil) 3-4, 34’26 Repik (Kubalik) 4-4

Rigore: Repik

Note: Royal Arena, 7’224 spettatori.
Penalità: Cechia 13×2′ + 1x rigore, Svizzera 9×2′

COPENHAGEN – Al termine di una partita quantomeno strana, la Svizzera si ritrova con un sapore amaro in bocca che non è una novità. La sconfitta incassata ai rigori contro la Repubblica Ceca è arrivata a risultato di una sfida che aveva tutti gli elementi per potersi concludere in favore dei ragazzi di Patrick Fischer, che hanno però nuovamente peccato di una certa solidità nei momenti chiave.

Una quantità impressionante di penalità fischiate nelle prime due frazioni di gioco non ha certo aiutato le due squadre ad esprimersi con un certo riguardo per la propria struttura, e ne è così nato uno spettacolo avvincente ed anche divertente, ma di dubbia qualità, soprattutto se ci si mette nei panni dei due allenatori.

La Svizzera si è ritrovata in due circostanze a gestire un doppio vantaggio, operazione che si è però rivelata difficoltosa, in particolar modo in un periodo centrale che avrebbe dovuto porre le basi per dei 20 minuti conclusivi da affrontare con l’ottica di difendere con ordine il punteggio.

L’ottimo inizio di periodo – due gol in 80 secondi a firma Hofmann e Moser – è però stato seguito da continui ribaltamenti di fronte, con le due squadre intente a rimpolpare il proprio tabellino e ad abbassare le percentuali dei due portieri in pista, bucati ad un certo punto in cinque occasioni su sei tiri fronteggiati.

Il tutto è andato in scena dopo un primo tempo in cui era stata la Svizzera a controllare il gioco, a partire dal palo di Hofmann colpito dopo pochi minuti, sino ad arrivare ad un buon quarto d’ora passato con il momentum dalla propria parte. La fase ha però prodotto unicamente il gol di Niederreiter – diverse altre chance in powerplay sono state vanificate – mentre la Cechia ha colpito praticamente alla prima opportunità, con Kubalik a firmare l’1-1 con un secco tiro dalla media distanza.

Nel periodo centrale Hofmann si è invece purtroppo reso protagonista di uno degli episodi che hanno ridato vigore ad una Cechia stordita dall’inizio di frazione centrale degli elvetici. Dopo aver rotto il bastone, il bianconero ha liberato il terzo calciando il disco ed è poi andato al cambio, lasciando i propri compagni in tre (contro quattro) e spianando la strada all’importante 2-3 di Moravcik. L’episodio ha però rappresentato l’unico errore nella sua prova, per il resto ottima per intensità ed iniziativa.

Dopo il secondo gol di serata di Niederreiter – ancora in powerplay, meno brillante la partita della sua linea a parità numerica – la Cechia è rientrata sino sul 4-4, preparando il terreno per un terzo tempo ed un overtime in cui si è fatta decisamente preferire rispetto alla Svizzera. L’unica vera occasione per vincere il match sul fronte rossocrociato è infatti da appuntare a Vermin, che ha avuto la ghiottissima chance di eseguire un rigore dopo aver costretto Sulak al fatto d’emergenza in shorthand. Il gol però non è arrivato.

Gli shootout si sono poi confermati un esercizio indigesto agli uomini di Fischer, che non sono mai riusciti a superare un Pavel Francouz apparso in alcune circostanze tutt’altro che imbattibile. Del “friborghese mancato” Repik invece l’esecuzione decisiva.

Il solo punticino ottenuto impone ora alla Svizzera di ottenere la posta piena contro la modesta Bielorussia, nel match di mercoledì che vedrà il debutto di Timo Meier ed il verosimile ritorno di Reto Berra tra i pali, dopo una prova di Genoni tra alti e bassi.

L’innesto del giovane degli Sharks andrà a delineare maggiormente la struttura del lineup di Fischer, che martedì ha faticato a trovare la giusta collocazione ad un nervoso Andrighetto, da cui ci si aspetta un impatto più marcato dopo il complicato inizio di torneo.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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