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Ambrì Piotta

L’Ambrì mette nelle gambe un buon test contro il Davos

Poca concretezza offensiva per i biancoblù, che hanno però giocato con buon ritmo contro i grigionesi. Al rientro Zwerger, schierato con Müller e Nättinen

L’Ambrì mette nelle gambe un buon test contro il Davos

AMBRÌ – DAVOS

1-4

(0-1, 0-1, 1-2)

Reti: 11’32 Palushaj (Meyer) 0-1, 37’22 Ambühl (Herzog, Nygren) 0-2, 50’32 Palushaj (Meyer) 0-3, 50’51 Hischier (Lindgren, Nygren) 0-4, 59’57 Fora (Nättinen) 1-4

Penalità: Ambrì 7×2′ + 1×10′, Davos 8×2′ + 1×10′

Note: Raiffeisen BiascArena, 598 spettatori
Arbitri: Wiegand, Nikolic; Cattaneo, Schlegel

Assenti: Daniele GrassiPatrick IncirChristian Pinana (infortunati), Michael PastoriGiacomo Dal PianAlan ConceprioRobin SchwabDiego KostnerElias BianchiJosselin DufeyNoele Trisconi

BIASCA – Usciti dal ghiaccio, i giocatori biancoblù erano piuttosto soddisfatti. La sfida contro il Davos ha infatti dato indicazioni importanti all’Ambrì Piotta, ed il risultato un po’ troppo severo può essere lasciato in secondo piano se si pensa a quanto mostrato dalla squadra di Cereda in termini di ritmo e capacità di tenere il gioco contro Ambühl e compagni.

I grigionesi hanno infatti rappresentato un avversario ideale per mettersi alla prova a poco più di un mese dall’inizio del campionato, e la sempre apprezzabile velocità d’esecuzione degli ospiti ha costretto l’Ambrì a giocare ad alto regime per tutta la sfida, riuscendoci tutto sommato con buona costanza.

Ciò che ai leventinesi è mancata è stata la fase di finalizzazione offensiva, visto che il lavoro svolto non ha portato ad una grandissima quantità di occasioni da gol, ma questo è un aspetto su cui c’è ancora parecchio tempo per lavorare.

La formazione mandata in pista da Cereda ha inoltre visto alcuni cambiamenti, con il debutto stagionale di Zwerger – buona partita la sua – affiancato dal “solito” Müller e da Nättinen. Il terzetto ha trovato efficacia a corrente alternata, ma la linea ha un potenziale su cui varrà la pena di insistere.

Separati nell’occasione Flynn e D’Agostini, con il canadese impiegato nel blocco di Novotny e Rohrbach, mentre il centro statunitense ha guidato una linea dinamica e “viva” in compagnia di Horansky e Kneubuehler. In questo senso l’Ambrì ha dato prova di una certa profondità, mandando sul ghiaccio tre blocchi dal potenziale offensivo interessante ed ancora orfani dell’infortunato Grassi.

I tanti spunti d’interesse si sono un po’ “incagliati” solamente a causa di qualche penalità di troppo fischiata su ambo i fronti, che in alcuni momenti della partita hanno impedito alle squadre di far girare i propri blocchi in maniera regolare.

Il match è però sempre stato interessante e piacevole da seguire per i 598 spettatori presenti, che hanno visto il risultato sbloccarsi grazie ad una veloce incursione di Palushaj, che ha superato per la prima volta Conz dopo 11’32.

Il portiere biancoblù ha nuovamente fornito una prova solida – dopo essersi mostrato in forma già a Sursee – e dopo il raddoppio dell’immancabile Ambühl il match ha preso una piega eccessivamente severa solamente ad una decina di minuti dal termine, quando Cereda ha anche chiamato il timeout dopo che i suoi avevano incassato due gol nel giro di 19 secondi.

Sul fronte offensivo l’Ambrì ha invece continuato a scontrarsi con la guardia di Sandro Aeschlimann, il cui shutout è stato rovinato da Fora con il gol della bandiera a 3 secondi dall’ultima sirena.

È stata ad ogni modo un buon test, e se da un lato c’è l’aspetto positivo di aver tenuto bene il confronto a livello di ritmo con il Davos, dall’altro si sono evidenziati alcuni punti su cui lavorare.

La concretezza passa però anche da una certa stabilità nel lineup, ed in questo senso l’Ambrì ha ancora tanto da sperimentare e diversi giocatori che stanno lottando per conquistare un ruolo piuttosto che un altro. Il cantiere insomma è aperto e, con un mese ancora a disposizione, il preseason è solo agli inizi.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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