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Ambrì Piotta

L’Ambrì dura un tempo, umiliazione a Berna e ultimo posto in classifica

BERNA – AMBRÌ

8-1

(1-1, 4-0, 3-0)

Reti: 4’49 Bodenmann (Blum, Plüss) 1-0, 17’55 Duca (Pesonen) 1-1, 22’03 Plüss (Moser, Untersander) 2-1, 27’39 Randegger (Hischier, Andersson) 3-1, 29’56 Scherwey (Müller, Untersander) 4-1, 39’30 Untersander (Plüss, Moser) 5-1, 44’15 Noreau (Ebbett) 6-1, 47’04 Arcobello (Moser, Gerber) 7-1, 52’29 Arcobello (Bodenmann, Kamerzin)

Note: PostFinance Arena, 16’512 spettatori. Arbitri Hebeisen, Wiegand; Küng, Obwegeser
Penalità: Berna 3×2′, Ambrì 4×2′ + 1×5′ + 1×20′ (Bianchi)

BERNA – Sembrava esserci uno spiraglio, dopo il primo tempo. Il Berna aveva sì controllato gran parte delle operazioni, ma si era anche dimostrato parecchio impreciso ed in pista con un Genoni che tra i pali non chiedeva altro che essere sollecitato con frequenza per concedere di tanto in tanto il rebound perfetto da ribadire in rete.

Un certo equilibrio l’Ambrì Piotta è però riuscito a mantenerlo solamente nel primo tempo, terminato su un 1-1 che in definitiva poteva essere giusto, anche se più per punire il Berna delle sue leggerezze che per premiare i leventinesi per le proprie iniziative.

Un gioco approssimativo ma costante nel suo incedere a lungo andare è però bastato ai campioni in carica, che nel secondo tempo hanno insaccato tre gol in meno di otto minuti, mettendo in ginocchio gli ospiti dopo la disperata mossa di Kossmann di chiamare il challenge sul 4-1 di Scherwey.

L’azione poteva essere viziata addirittura da due situazioni di offside, ma le immagini a disposizione non hanno permesso agli arbitri di averne la certezza assoluta, ed hanno così giustamente confermato la loro prima decisione. 4-1 e fine dello spettacolo.

La partita è terminata in ogni suo aspetto alla mezz’ora, e tutto ciò che è seguito nella seconda metà di gara non ha fatto altro che mettere l’accento sull’incapacità dell’Ambrì di rappresentare una vera sfida per un avversario che – pur non essendo in grande serata – è apparso addirittura di una categoria superiore.

Zurkirchen non ha vissuto una grande partita, avendo sulla coscienza il gol d’apertura firmato dalla distanza da Bodenmann, così come quel 4-1 consegnato a Scherwey con un brutto rebound. L’ultimo periodo lo ha così giocato Descloux, ritrovatosi a sorreggere una squadra oramai con l’encefalogramma piatto e che attendeva solamente il suono della terza sirena. Verosimilmente lo rivedremo in pista sabato sera.

Dopo quella quarta rete Kossmann ha provato a ridare vita ai suoi, rivoluzionando praticamente tutte le linee nel tentativo di dare una scossa a qualche individualità, ma nessuno venerdì sera ha saputo scrollarsi di dosso l’anonimato… Tendenza questa che ha coinvolto anche il Berna in senso opposto, a segno con sette giocatori diversi e senza che nessuno dei suoi uomini di punta si sia reso protagonista di una partita particolarmente spettacolare.

Il risultato ha poi assunto proporzioni umilianti. Il severissimo 8-1 finale va a punire un Ambrì inferiore ma anche poco motivato e convinto dei propri mezzi, ad immagine di un forecheck talmente timido da fare solamente il solletico al Berna, e che invece avrebbe dovuto rappresentare una chiave di volta del match in favore dei leventinesi. Con la giusta convinzione, rabbia e volontà di far andare le gambe, questo Berna avrebbe commesso diversi errori in fase di transizione, ed il match avrebbe anche potuto prendere un’altra piega.

Questa squadra si trova però probabilmente in una fase di “decompressione”, dopo un ultimo weekend che ha reso chiaro l’addio al treno per i playoff e che richiede ora un importante lavoro a livello mentale e motivazionale da parte di un coach che oramai pare avere ben poco mordente sui suoi giocatori.

Se però serviva una doccia fredda, tanto valeva subirla subito e subirla a Berna, contro un avversario che sta giocando sostanzialmente un altro campionato e lontano dal proprio pubblico. L’Ambrì Piotta però ora è ultimo, ha una partita in più rispetto al Friborgo e sabato sera dovrà ospitare gli ZSC Lions… L’allarme è già suonato, ed è lì a ricordare che se non ci sarà una reazione c’è un altro treno da perdere, quello per il decimo posto.

fattore2IL CROLLO DI CHI NON CI CREDE: Se non si crede nei propri mezzi e se non si va in pista per dare tutto, non si può che finire sbranati nella tana degli orsi.

Questo è esattamente quello che è successo venerdì sera, quando l’Ambrì Piotta aveva l’opportunità di provare realmente ad ottenere un risultato diverso al cospetto di un Berna sì fortissimo, ma anche in una serata in cui è sceso in pista un po’ con la testa tra le nuvole.

La personalità ed il carattere di questa squadra sembrano però avere bisogno di essere ricomposti dopo lo scorso brutto weekend, e farlo potrebbe essere tutt’altro che semplice.

highlights

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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