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Lugano

La Resega torna a festeggiare, il Lugano travolge il Friborgo

I bianconeri, subito avanti 2-0, subiscono il ritorno del Friborgo, ma poi lo annientano nel suo miglior momento. Altra doppietta per Hofmann, che sale a 18 reti

La Resega torna a festeggiare, il Lugano travolge il Friborgo

LUGANO – FRIBORGO

8-2

(2-2, 4-0, 2-0)

Reti: 2’57 Walker (Reuille) 1-0, 3’28 Lapierre (Vauclair, Bertaggia) 2-0, 7’44 Slater (Rathgeb, Stalder) 2-1, 12’50 Bykov (Rossi, Rathgeb) 2-2, 24’20 Hofmann (Bürgler, Ronchetti) 3-2, 24’41 Bertaggia (Lapierre, Chiesa) 4-2, 26’11 Brunner (Fazzini, Hofmann) 5-2, 36’29 Bürgler (Hofmann, Cunti) 6-2, 50’41 Hofmann (Sartori, Chiesa) 7-2, 56’36 Vauclair (Bertaggia, Romanenghi) 8-2

Note: Resega, 5’636 spettatori. Arbitri Urban, Wiegand; Bürgi, Stuber
Penalità: Lugano 4×2′, Friborgo 8×2′

LUGANO – Se di questa partita venissero mostrati solo alcuni spezzoni, in particolare quelli tra il 10′ del primo tempo e la pausa e un altro dal 20′ fino al gol del 3-2 di Hofmann, ben difficilmente si potrebbe credere che il Lugano abbia potuto vincere con un sonoro 8-2 sul Friborgo.

In fondo quelli sono stati gli unici, ma prolungati, momenti di sbandamento della retroguardia di casa, andata letteralmente in bambola su alcuni cambi incredibilmente forsennati, anche se spesso confusi da parte degli uomini di French.

E dire che il coach canadese ha dovuto sprecare il suo time out già dopo 3’28, ossia il tempo che ai bianconeri si è reso necessario per piazzare un uno-due con Walker (non una bella figura di Waeber su un ingaggio vinto furbescamente da Reuille) e Lapierre, abile a piazzare una bella deviazione a mezz’aria su un appoggio di Vauclair.

Il coach degli ospiti ha fatto scendere dal pullman i suoi giocatori che, piano piano, hanno ripreso spazio sul ghiaccio, sfruttando anche un sistema di uscita dalla zona difensiva del Lugano a tratti da brividi. Si è chiuso così il primo tempo sul 2-2, con il Friborgo decisamente rinvigorito, e così si è ricominciato.

Due cambi interi passati nel proprio terzo a rincorrere il disco, in questa maniera il Lugano si è ripresentato sul ghiaccio, colpevolmente sorpreso da Bykov e compagni, lettera mente impazziti tanto che sembrava ne andasse della loro vita.

Paradossalmente ad uscirne meglio da quei momenti concitati sono stati proprio i bianconeri, bravi a resistere loro malgrado, ancor di più a trasformare quella sofferenza in energia mentale per piazzare degli affondi dal peso micidiale sul morale dei Dragoni.

Alla seconda proiezione offensiva del periodo centrale, con una splendida triangolazione nel terzo a sfruttare un turn overHofmann ha spaccato la partita, cambiandola definitivamente con il 3-2 e game winning gol di serata.

Addirittura a Bertaggia sono bastati 21 secondi per allungare sul 4-2, trovando pure un gol che mancava da ben 26 partite. Quelle due reti hanno definitivamente sbriciolato ogni idea degli ospiti, i quali hanno iniziato a ballare su ogni azione bianconera, andando sotto fino al 6-2 per le reti di Brunner (che nel finale riceverà una brutta bastonata alla mano non sanzionata) e di Bürgler.

A questo punto la partita era pienamente giocata, poco da dire o discutere su un terzo tempo accademico, nel quale ancora lo scatenato Hofmann e Vauclair hanno trovato il modo di abbellire il risultato con altre 2 reti.

È stata una partita strana, si diceva, con il Lugano che ha sofferto pene dell’inferno su alcuni lunghi cambi del Friborgo, giocati con un’aggressività pazzesca e contenuti con leggerezza da Chiesa e compagni, con un po’ troppi errori di fretta nel liberare il terzo.

È evidente, lo ripetiamo a costo di prenderci dei ridondanti, ma questa difesa non può fare a meno dei suoi “costruttori” migliori in uscita dal terzo, vale a dire Furrer, Ulmer e pure il giovane Riva, praticamente uno per linea, e qui si vedono le difficoltà nel creare uscite fluide e veloci.

Manca anche il peso di Lajunen nei due slot, mettiamoci pure il momento di abulicità di Klasen, ed ecco che per fortuna Ireland si trova nel mazzo dei jolly incredibili come Hofmann, Bürgler, Cunti e, si spera da oggi, anche di Bertaggia, oltre che di un encomiabile Vauclair e un Lapierre incostante ma in ripresa.

Una vittoria fondamentale, per far di nuovo della Resega il proprio territorio, e per rinfrancare la seconda posizione, quello che ormai deve rimanere l’obiettivo dei bianconeri. Il ritmo è serrato in questo mese di dicembre, tornare a incamerare punti con regolarità prima dell’arrivo di Babbo Natale sarebbe un gran bel regalo per tutti, tifosi compresi.


IL PROTAGONISTA

Gregory HofmannSta diventando quasi normale, scrivere delle sue imprese. Anche sabato sera ha fatto sfracelli con 2 gol splendidi e 2 assist, tra cui la rete decisiva che ha fatto da spartiacque del match. Con qualche leader sottotono, Ireland può sempre contare sulla sua dirompenza e la voglia di spaccare le montagne che, unite a una classe non indifferente, ne fanno ormai un’arma letale che può colpire in ogni momento.


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HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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