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Coppa Spengler

La Coppa Spengler è ancora canadese, Svizzera sconfitta 3-0

Lapierre e compagni non hanno lasciato scampo a una Nazionale discontinua e poco convinta. Per il Canada è la quarta affermazione nelle ultime 6 edizioni.

La Coppa Spengler è ancora canadese, Svizzera sconfitta 3-0

CANADA – SVIZZERA

3-0

(0-0, 2-0, 1-0)

Reti: 27’34 Boychuk (Noreau, Ebbett) 1-0, 31’31 Noreau (Bartley, McClement) 2-0, 52’19 McIntyre (Parenteau) 3-0

Note: Vaillant Arena, 6’300 spettatori (tutto esaurito)
Penalità: Canada 2×2′, Svizzera 2×2′

DAVOS – Scena consueta ormai, alla terza sirena della finale di Coppa Spengler, con i rappresentanti della foglia d’acero a esultare per la vittoria nel torneo grigionese, la terza di fila.

La Nazionale svizzera di Patrick Fischer non ha saputo mettere sotto i canadesi come fatto nel girone di qualifica contro squadre logicamente più abbordabili o nel terzo tempo della semifinale contro il Davos, scontrandosi contro la difesa ordinata di Noreau e compagni, contro un Poulin stratosferico e pure contro una cronica incapacità di segnare reti determinanti quando il momento lo richiede.

Dopo un primo tempo chiuso sullo 0-0, non senza fatica da parte dei rossocrociati in alcuni frangenti, il miglior momento per la Svizzera è arrivato in entrata di secondo periodo, con diversi cambi ad alta velocità, con un ottimo possesso del disco e un forechek molto profondo sul Team Canada.

Diverse belle occasioni da rete, ma nessun disco dietro le spalle di Poulin, e il sentore della “beffa” è cominciato a salire piuttosto prepotentemente.

Niente di più calcolato per il vantaggio canadese, proprio sul finire del miglior momento elvetico, grazie alla rete fortuita di Boychuk che ha rispedito gli svizzeri nella timidezza di un gioco da “vorrei ma non posso”.

Poca cattiveria, timing delle conclusioni tardivo, troppi pensieri prima di giocare il disco giusto, così Diaz e compagni sono tornati a giocare una partita fredda e con pochi spunti, fino almeno ai minuti finali. Minuti finali in cui la Svizzera ci è arrivata dopo aver subito ancora le reti di Noreau (bel tiro con Genoni coperto) al 32′ e con McIntiyre al 53′ per chiudere le danze, con il portiere del Berna stavolta non proprio irresistibile.

Solo nei minuti vicino alla terza sirena si è rivista una Svizzera convinta e più cattiva, su cui Poulin ha dovuto compiere qualche autentico miracolo (chiedere a Brunner) ma tutto sommato il Canada ha saputo reggere il secondo momento difficile della partita, stavolta però con il risultato più al sicuro.

È stata una Svizzera solo a tratti (non molti per la verità) convincente, soprattutto per i fraseggi in attacco, al quale stavolta è mancata la freddezza, ma è dalla difesa che sono giunti alcuni sospetti scricchiolii.

Nel reparto arretrato sembra mancare quella coppia di stabilità e contenimento puri, con molti uomini invece dallo sbilanciamento facile e naturale.

È vero che “l’offerta” per Patrick Fischer è quella che è ma, con una sola partita rimanente prima di partire per la Corea del Sud, sarà bene sfuttare al meglio le settimane che restano prima di ciò che conterà veramente, in un torneo in cui i rossocrociati avrebbero la ghiotta occasione di poter dire la loro anche per grosse mancanze altrui.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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