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La compattezza del Lugano vince anche in casa dello Zugo

Sorretti da Zurkirchen i bianconeri non escono dai loro schemi tattici vincendo ancora per 2-1. Tornano al gol Lajunen e Sannitz

La compattezza del Lugano vince anche in casa dello Zugo

ZUGO – LUGANO

1-2

(0-1, 0-1, 1-0)

Reti: 16’34 Lajunen (Bertaggia, Klasen) 0-1, 22’07 Sannitz (Lammer, Loeffel) 0-2, 40’27 Morant (Thorell, Lindberg) 1-2

Note: Bossard Arena, 6’650 spettatori. Arbitri Hebeisen, Urban; Progin, Gnemmi
Penalità: Zugo 2×2′, Lugano 1×2′

ZUGO – Due colpi di cannone e poi avanti a proteggersi dalle mitragliate. Il Lugano in versione carro armato continua la sua avanzata passando sopra a Hofmann e banda sulla loro pista, badando al sodo ma in qualche maniera superando qualsiasi ostacolo.

E chissà che con questa vittoria e quella di Zurigo, ossia contro le due capoliste a turno del campionato di National League, il blindato bianconero non abbia recuperato quel bonus perso contro il Langnau. È vero, non bisognerebbe più parlarne di quel passo falso, e sarebbe meglio imitare la squadra di Serge Pelletier, che di guardarsi indietro non ha certo intenzione pensando solamente e a ragione solo a quello che gli riserva la giornata.

Quello che il venerdì ha riservato ai bianconeri è stata una nuova vittoria esterna e di nuovo sulla pista di chi occupa la prima posizione in classificaChiesa e compagni si scusano se è poco – con quel 2-1 che sta diventando il marchio di fabbrica in questo 2020 del Lugano.

Un marchio che è significativo non solo per le poche reti che i sottocenerini riescono a bucare, ma soprattutto della solidità difensiva che lo staff tecnico è riuscito a ridare a questa squadra. Con una media di 1,77 reti subite nelle ultime dieci partite il Lugano ha difatti di gran lunga la miglior difesa del nuovo anno, nonché la quarta in assoluto della National League con 2,66 gol incassati a partita sull’arco dei 41 incontri.

Anche nella sfida della Bossard Arena i bianconeri hanno mostrato questa solidità, limitando a soli 27 i tiri in porta dello Zugo, bloccandone ben 17 di cui 15 già all’entrata del terzo, per dire quali difficoltà anche i tori abbiano incontrato per scardinare lo slot dei ticinesi.

Ma il Lugano non si è limitato a guardare, soprattutto nella prima metà di partita, cercando di rispondere colpo su colpo ai padroni di casa e riuscendo anche a metterli in seria difficoltà per vari cambi trascinati da un brillante Klasen, tanto che il clamoroso palo di Lammer nel primo tempo è stato solo il preludio al gol di Lajunen e al raddoppio di Sannitz (su gran lavoro preparatorio proprio dello stesso Lammer).

Il Lugano nello slot è invece riuscito a penetrare con più facilità, grazie al gran lavoro fisico di Walker, Lajunen e McIntyre, con i difensori dello Zugo spesso colti in errore nelle uscite a causa del forecheck.

Poi una volta trovato il doppio vantaggio il Lugano ha ristabilito il suo sistema di combattimento a testuggine, difendendo ogni centimetro con grinta e sacrificio, sorretto da un San(dro) Zurkirchen straordinario.

Se il portiere bianconero non è stato perfetto sul gol di Morant – bravo però il gruppo ad impedire il rientro dello Zugo in quel frangente – si è poi riscattato alla grande con alcuni incredibili interventi, dopo un primo nel periodo iniziale su Zehnder.

Prima Kovar e poi Simion a pochissimo dalla terza sirena sono rimasti di pietra su due interventi fondamentali del 29enne che hanno salvato il risultato e frustrato i migliori tentativi dei padroni di casa.

Portiere, difesa e gran lavoro di sacrificio, la ricetta di Serge Pelletier continua a funzionare e a sfornare punti, tanto da incamerarne 21 su 30 nell’ultimo periodo. E anche se le reti sono sempre poche (non che a Zugo si possa pensare di andare a divertirsi…) il buon auspicio è che a risolvere le ultime due partite sono stati anche scorer “perduti”, come Suri, Lajunen e Sannitz.

Nel frattempo anche qualche risultato esterno sta dando una mano ai bianconeri che, come si sa, non sono gli unici padroni del loro destino. Tutto ciò che i ragazzi di Pelletier possono fare è continuare a lavorare come stanno facendo ora, perché solo tra un mese e poco più sapranno se sarà stato sufficiente per essere promossi.


IL PROTAGONISTA

Sandro Zurkirchen: Zehnder, Kovar e Simion prima di andare a dormire venerdì sera probabilmente ripenseranno a quegli interventi del portiere bianconero che li ha lasciati di sasso.

Gli ultimi due in particolare hanno permesso al Lugano di assicurarsi la posta piena, ma sono stati “solo” la punta dell’iceberg di una partita solida e di grande personalità del numero 39. Una bella soddisfazione di fronte al suo vecchio, vecchio pubblico


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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