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Il Lugano se la gioca ma la sconfitta di Zugo sa di beffa

I bianconeri mostrano altri argomenti rispetto alle ultime trasferte, ma pagano caro la loro imprecisione. Decisiva anche una penalità severissima di 5′ fischiata a Riva

Il Lugano se la gioca ma la sconfitta di Zugo sa di beffa

ZUGO – LUGANO

4-0

(0-0, 2-0, 2-0)

Reti: 35’37 Senteler (Everberg, Martschini) 1-0, 36’43 Alatalo (McIntyre, Everberg) 2-0, 52’59 Suri (Martschini, Diaz) 3-0, 55’30 Senteler (Alatalo, Zehnder) 4-0

Note: Bossard Arena, 6’651 spettatori. Arbitri Dipietro, Salonen; Fuchs, Gnemmi
Penalità: Zugo 1×2′, Lugano 2×2′ + 1×5′ + 1×20′ (Riva)

ZUGO – Certo che farà discutere per un bel po’ e brucerà anche, perché alla fine si è rivelata decisiva. Si parla della penalità di partita comminata a Elia Riva ovviamente, fischiata al 33’41 della partita disputata alla Bossard Arena tra tori e bianconeri.

Un match fino a lì equilibrato, con momenti che cambiavano di sponda a intervalli regolari, una bella partita anche se priva ancora di segnature. Poi la chiamata sul giovane difensore ticinese per un colpo di bastone nelle parti basse di un attaccante di casa.

Un intervento che sembrava tutto fuorché una bastonata, se non un tentativo di alzare il bastone avversario, ma l’arbitro Salonen decide per un’assurda penalità di partita associata a 5 minuti di superiorità locale. Nemmeno a dirlo, il micidiale power play dello Zugo ne ha subito approfittato, portando il risultato sul 2-0 appena prima della seconda pausa.

Tanta rabbia nei bianconeri, messa in pista per cercare di recuperare, ma che alla fine si è tramutata in anche in mancanza logica di lucidità costata il match.

Occorre però andare con ordine, a partire dalla formazione messa in pista da Greg Ireland che ha proposto alcune novità, su tutte quella forzata di Stefan Müller, schierato in porta al posto dell’acciaccato Merzlikins. Lasciato fuori Klasen per Haapala, il coach canadese è tornato a mettere sul ghiaccio quello che ormai sembra il suo lineup “tipo”, per una ripresa del campionato dura con due trasferte che valevano quale banco di prova.

Se dal lato del risultato numerico la storia è ancora la stessa per i bianconeri, i quali continuano a soffrire di un forte mal di trasferta, ci sono state diverse rassicurazioni sul lato del gioco e della determinazione messi in pista.

È chiaro che a questo punto della stagione parlare solo di “rassicurazioni” pare piuttosto rischioso e alquanto generoso nei confronti di una squadra come quella luganese, ma mai in trasferta Chiesa e compagni avevano mostrato questa sicurezza e determinazione.

Ad essere mancati stavolta sono stati in toto i gol e, vista la mole di lavoro offensivo e le grandi occasioni create, non segnare almeno un paio di reti in certi momenti può significare veramente di farsi del male.

I primi cambi del primo tempo, i minuti precedenti alla famosa penalità di Riva, nonché il primo quarto d’ora del terzo periodo, hanno visto il Lugano a tratti anche superiore allo Zugo nel crearsi spazi davanti al portiere avversario – basti dare un’occhiata allo “shot tracker” per rendersi conto dei pericoli portati nello slot basso dal Lugano – pagando però l’imprecisione sotto porta.

Sfortuna? Mancanza di fiducia? Soprattutto la seconda vien da dire e in questo momento pochissimi attaccanti bianconeri (forse addirittura nessuno) ha un minimo della capacità che i vari Hofmann, Fazzini e Bürgler avevano un anno fa.

Pagato quindi a caro prezzo un proprio punto debole, i bianconeri ci hanno visto aggiungere la penalità chiamata a Riva e un paio di errori nel finale, quando Hofmann e banda erano ormai obbligati ad aprirsi, facendo pagare al pur ottimo Müller il prezzo più alto.

Un risultato troppo severo ad ogni modo per il Lugano, che avrebbe sicuramente meritato di giocarsela ad armi pari fino in fondo con lo Zugo e di dover pagare solo i propri errori, per non perdere di vista ciò su cui i bianconeri devono continuare a lavorare.

Perché alla fine, se contano i numeri tondi tondi, quello di Zugo è ancora uno zero in casella, anche se stavolta pare che i sottocenerini abbiano acceso i fari verso lo svincolo giusto. Da Langnau dovrà arrivare una vera risposta, e soprattutto veri punti, quelli pesanti.


IL PROTAGONISTA

Tobias StephanQuando il Lugano si è ripreso dallo choc della penalità che gli è costata le due reti iniziali, il lavoro per il portiere dello Zugo è aumentato non di poco.

Lui però si è fatto trovare sempre pronto, intrattabile e imbattibile, con alcuni interventi ravvicinati di altissimo coefficiente di difficoltà. Già decisivo nei momenti iniziali del match, il suo shutout non ha praticamente avuto la minima sbavatura, impressionando per la facilità e la sicurezza negli interventi.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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