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National League

Il Losanna vuole essere davvero protagonista, l’ambizione non manca ai biancorossi

Protagonisti di sessioni di mercato ad alto effetto, dopo la semifinale dell’anno scorso i vodesi vogliono continuare a scalare le posizioni. Basterà la strategia di Jan Alston a costruire una squadra davvero vincente?

L’inizio della stagione 2019/20 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le 12 squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


LOSANNA

La rosa 2019/20

PORTIERI
Tobias Stephan, Luca Boltshauser

DIFENSORI
Lukas Frick, Joël Genazzi, Robin Grossmann, Fabian Heldner, Jonas Junland (🇸🇪), Petteri Lindbohm (🇫🇮), Matteo Nodari, Victor Oejdemark

ATTACCANTI
Cody Almond, Benjamin Antonietti, Christoph Bertschy, Cory Emmerton (🇨🇦), Etienne Froidevaux, Yannick Herren, Dustin Jeffrey (🇨🇦), Josh Jooris, Ronalds Kenins, Robin Leone, Tyler Moy, Lee Roberts, Tim Traber, Joël Vermin


(PPR/Laurent Gillieron)

Passata qualche rapida stagione di ambientamento dalla sua risalita in National League, il Losanna è attualmente una delle nuove realtà forti del campionato svizzero, sia sul piano sportivo che quello strutturale e finanziario.

Alla vigilia della stagione in cui i biancorossi traslocheranno nella loro nuova casa, la Vaudoise Arena, la società lemanica ribadisce ambizioni molto alte, dopo il raggiungimento delle semifinali qualche mese fa.

Archiviata la “scivolata” della stagione 2017/18, con i playout e il licenziamento di Dan Ratushny, il club vodese si è affidato a un uomo che rispecchia l’ambizione stessa del club, quel Ville Peltonen che ha svolto un proficuo apprendistato sotto l’ala del maestro Kari Jalonen.

Con l’ex bianconero in panchina il Losanna ha raggiunto il terzo posto in regular season, dopo una partenza un po’ a rilento che aveva fatto sorgere pure qualche dubbio sulla conduzione tecnica, ma alla fine la solidità di Jeffrey e compagni ha portato a risultati brillanti ma con ancora grossi margini di miglioramento.

Quinta squadra come attacco e quarta come difesa, ancora quinto il power play, solo settimo il box play, ma solo nona agli ingaggi, e ancora la terza percentuale al tiro. Ottimi numeri, ma ancora decisamente migliorabili e questo sottolinea come il Losanna sia comunque una squadra solida e strutturata.


ARRIVI
Tobias Stephan (G, Zugo)
Fabian Heldner (D, Davos)
Cody Almond (F, Ginevra)
Victor Oejdemark (D, Zugo)
Josh Jooris (F, Toronto Marlies)

PARTENZE
Sandro Zangger (F, Lugano)
Loïc In-Albon (F, Langnau)
Dario Trutmann (D, ZSC Lions)
Matteo Ritz (G, La Chaux-de-Fonds)
Torrey Mitchell (F, ???)
Mika Partanen (F, Jukurit)
Philippe Schelling (D, ???)
Valentin Borlat (D, ???)
Sandro Zurkirchen (G, Lugano)

STRANIERI
Jonas Junland (D, 🇸🇪)
Dustin Jeffrey (F, 🇨🇦)
Cory Emmerton (F, 🇨🇦)
Petteri Lindbohm (D, 🇫🇮)


Per dare ancora più profondità alla rosa il colpo il migliore è rappresentato da Josh Jooris, protagonista suo malgrado di una lunga telenovela di mercato, un attaccante in grado di giostrare – con licenza svizzera – sia al centro che all’ala così di regalare nuove e diverse variabili tattiche a Peltonen.

Non da sottovalutare anche l’ingaggio di Cody Almond, spesso alle prese con problemi di salute, ma quando in forma l’ex ginevrino ha dimostrato di essere uno dei migliori centri di passaporto svizzero del campionato per sostanza e lavoro a tutta pista, e potrà inoltre portare un po’ di successo agli ingaggi, esercizio in cui il Losanna ha faticato parecchio.

Così composta, la spina dorsale dei centri biancorossi sembra tra le più solide del campionato, potendo contare quindi sull’asse JeffreyEmmertonAlmondFroidevaux e con la possibilità di schierare come centro anche il citato Jooris ed in caso di estremo bisogno pure Bertschy.

La qualità rimane alta anche alle ali, con un top six di assoluto livello e un bottom six che garantisce tanto lavoro e punti (il famoso secondary scoring), potendo contare su uno dei migliori forechecker del campionato come Kenins e sul sorprendente Moy, oltre a uomini di esperienza e tutto fare come Herren e Leone.


Altro punto forte del Losanna è rappresentato dalla capacità offensiva della difesa (scusate il gioco di parole) avendo in Jonas Junland e Joel Genazzi due tra i più produttivi difensori del campionato.

Dietro di loro uomini più da sostanza e muscoli come il nuovo arrivato Heldner e Grossmann, con Lindbohm, il duttile Frick e Nodari dietro a riempire gli ultimi posti assieme al giovane Oejdemark.

L’impressione sulla difesa del Losanna però è che manchino un paio di giocatori equilibrati e di prima fascia che si inseriscano tra i più offensivi e i gregari, tenendo conto che Heldner viene da una stagione disastrosa anche sul piano personale in quel di Davos e Grossmann non ha mai dato garanzie di completa solidità e continuità.

Fatte queste considerazioni vien da dire che la retroguardia di Peltonen risulta piuttosto sbilanciata, come dimostrato anche dal fatto che il Losanna la scorsa stagione è stata la terza squadra ad aver subito più tiri del campionato, meno solamente di Davos e Rapperswil.

Nonostante la buona stagione disputata, Sandro Zurkirchen è potuto partire per Lugano, ma l’ingaggio di Tobias Stephan in arrivo dallo Zugo rappresenta sicuramente un ottimo colpo, con un portiere tra i più regolari nel rendimento e praticamente sempre risparmiato anche dal minimo problema di salute.

Luca Boltshauser farà da back-up e il 26enne ha dimostrato di aver raggiunto un’ottima maturità, tanto da far dormire sonni tranquillissimi al coach in caso di bisogno.

In definitiva, il Losanna sulla carta ha apportato qualità e profondità soprattutto al reparto offensivo, già ben strutturato ma ora tra i più completi del campionato. L’attacco di Peltonen garantisce reti e tanto lavoro su tutte le linee, i centri sono tra i meglio dotati della lega e la duttilità di molti suoi interpreti non fa che portare più soluzioni tattiche allo staff tecnico.

© CHL | Victoria Martynovich

La difesa, per contro molto produttiva, risulta piuttosto sbilanciata, con pochi uomini “tattici” e all-rounder, ma è un reparto diviso tra giocatori estremamente votati all’attacco e altri dediti al lavoro sporco, in mezzo manca equilibrio.

Se vorrà alzare le sue possibilità di successo, il Losanna dovrà partire dalla difesa, per poi puntellare e migliorare tutti quei dettagli che nei playoff fanno la differenza, dagli ingaggi alle situazioni speciali. I margini di miglioramento ci sono, la sfida per Ville Peltonen è tramutarli in risultati sul ghiaccio.


MIGLIOR INNESTO

Josh Jooris:  A lungo conteso da altre squadre svizzere, l’attaccante dal doppio passaporto è un giocatore estremamente versatile, in grado di garantire lo stesso rendimento sia all’ala che al centro.

Grande lavoratore, non ha picchi di classe particolari, ma è uno di quei giocatori che fa bene ogni cosa in qualunque contesto, in uno scacchiere come quello di Ville Peltonen può rivelarsi una delle pedine più preziose grazie alle sue capacità a tutta pista.

ADDIO DOLOROSO

Dario Trutmann: Le partenze da Losanna sono state ottimamente compensate dal mercato messo in atto da Jan Alston, con poche pedine in uscita.

Da questo punto di vista la perdita peggiore potrebbe essere rappresentata da un difensore come Trutmann, non un top player ma uno di quei giocatori che stanno “lì in mezzo” a dare equilibrio, quello che sembra mancare alla difesa del Losanna. Non è una perdita da mettersi le mani nei capelli, ma averlo ancora in rosa avrebbe potuto fare comodo.

FATTORE X

La ricerca del successo: La società biancorossa nelle ultime stagioni ha tirato fuori l’artiglieria pesante per fare la voce grossa sul mercato e ora giustamente pretende risultati.

In Svizzera è sempre più difficile arrivare ai vertici, con le “solite” tre-quattro sorelle che si contendono il trono e anche per il Losanna scalzare qualcuna di queste potrebbe essere impresa molto difficile. Peltonen però ora ha a disposizione una Supercar, e dovrà gestire la pressione del doverla guidare nelle primissime posizioni e magari arrivare anche a qualche successo in tempi relativamente brevi. Tante ambizioni, tanta pressione.


La classifica di HSHS

1. ZUGO
2. BERNA
3. LOSANNA
4. ZSC LIONS
5. _________
6. _________
7. FRIBORGO
8. _________
9. __________
10. _________
11. DAVOS
12. RAPPERSWIL

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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