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Coppa Spengler

Il KalPa sorpassa anche il Metallurg e vola in semifinale

I finlandesi hanno la meglio sui russi in un match tiratissimo e risolto all’overtime da Jokinen al 63′. Protagonista il biancoblù Manzato, autore di uno shutout

Il KalPa sorpassa anche il Metallurg e vola in semifinale

METALLURG MAGNITOGORSK – KALPA KUOPIO

0-1

(0-0, 0-0, 0-0; 0-1)

Rete: 62’47 Jokinen (Rissanen, Leskinen) 0-1

Note: Vaillant Arena, 5’509 spettatori
Penalità: Metallurg 3×2′, KalPa 3×2′

DAVOS – Va a finire che lo snobbato KalPa Kuopio si prende il ruolo di “underdog” e sorprende tutti. Di certo non sorprende chi lo ha visto giocare contro l’Ocelari Trinec, quando si era già proposto come squadra tecnica, veloce e ordinata, senza picchi enormi di talento ma estremamente compatta.

Con la vittoria di venerdì contro il Metallurg i finlandesi si sono già assicurati la vittoria del gruppo Torriani e quindi si laureano come primi semifinalisti di questa edizione della Coppa Spengler.

Una squadra compatta, sorretta da un ottimo sistema difensivo, alla cui base contro i russi c’era un certo Daniel Manzato. Il portiere biancoblù, ottimamente aiutato dai suoi compagni, si è permesso il lusso di uscire da questa sfida contro un avversario prestigioso con uno shutout pienamente meritato.

Uno shutout non facile da mantenere, non solo per la qualità degli avversari, ma anche perché il gioco si è spesso trasferito sui due fronti a fasi alterne, lasciando i portieri con diversi minuti di inattività.

Sia Metallurg che KalPa hanno lasciato a riposo diversi titolari per la loro seconda partita (i russi anche le loro star Ellison, Kulemin, Rasmussen e Antipin) con i finlandesi a schierare diversi giovani interessanti tra le loro fila.

Di certo il Metallurg ha speculato un po’ troppo e ora si ritrova a dover giocare una partita in più per poter accedere alle semifinali del torneo. Speculativi non solo in termini di formazione gli uomini di Jandac ma anche sul piano del gioco, infatti solo raramente è sembrato che il Magnitka spingesse veramente a fondo sull’acceleratore, e farlo con una formazione così rimaneggiata – senza un primo blocco e mezzo – non è stato evidente.

È stato tutto sommato un match giocato su equilibri piuttosto stabili, piacevole e inizialmente con poche interruzioni, e anche se per 60 e più minuti nessuno è riuscito a infilare un solo disco in fondo al sacco la partita ha generato interesse.

Scontri fisici, velocità e intensità l’hanno fatta da padroni, ma anche le difese hanno spesso avuto la meglio sugli attaccanti, fatti girare al largo dallo slot più basso davanti ai due portieri.

Alla fine una combinazione in velocità nell’overtime ha finalmente sbloccato la sfida, anche meritatamente per Ryan Wilson e compagni per la maggior convinzione messa nel loro incedere. E poi tutti a festeggiare Daniel Manzato.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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