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Ambrì Piotta

Cereda: “Questo Ambrì è una scommessa, ma tutti vogliamo dimostrare di poterla vincere”

Primo allenamento sul ghiaccio per il nuovo coach: “Avevo una grande voglia di iniziare, la squadra sta rispondendo bene ai nuovi stimoli”

BIASCA – Dopo oltre due mesi passati a sudare all’aperto e in palestra, l’Ambrì Piotta da lunedì pomeriggio è finalmente ritornato sul ghiaccio in quello che è stato il primo allenamento di coach Luca Cereda alla guida di una squadra di NLA.

“Sono soddisfatto. Considerando che era la nostra prima uscita sul ghiaccio la squadra ha lavorato con un buon ritmo, c’era una certa intensità e si tratta sicuramente di un buon inizio”, ha commentato Cereda. “Tornare in pista non è mai facile per i giocatori, perché dopo tanto lavoro off-ice quando si rimettono i pattini non ci si sente in modo naturale”.

Luca Cereda, come valuti il lavoro svolto nella prima fase di preparazione?
“Per noi si trattava di un periodo importante, sia per conoscerci meglio come persone, sia per introdurre alcuni principi base di lavoro che riteniamo fondamentali. Il risultato di tutto questo lo si è già visto sul ghiaccio, con i giocatori che ben sapevano di cosa stessi parlando quando facevo riferimento ad alcuni aspetti. La nostra è una realtà che ci richiede di crescere giorno dopo giorno, ed il fatto di aver cominciato a lavorare tutti assieme a metà maggio è stato un vantaggio”.

Ora c’è un sistema di gioco da costruire, quali sono i primi messaggi?
“Per ora stiamo affrontando il discorso della zona offensiva e del forecheck, ma senza entrare troppo nei dettagli… Voglio iniziare dai principi di base, e man mano che il lavoro andrà avanti lavoreremo anche con i video, così da entrare sempre più nello specifico”.

All’appello mancavano Monnet e Ngoy, mentre Guggisberg si sta già allenando… Quali sono le loro condizioni?
“Monnet lavorerà con un programma individuale – anche sul ghiaccio – sicuramente sino a dopo le amichevoli di Berlino, poi da lì se tutto andrà bene proveremo ad integrarlo nel gruppo. Ngoy dovrà invece seguire un programma individuale solamente per questa settimana… Sta seguendo il protocollo di rientro dopo una commozione cerebrale e se tutto andrà bene presto potrà lavorare al 100%. Guggisberg invece può svolgere grossomodo tutti gli esercizi, ma per le prime tre settimane scenderà sul ghiaccio solamente una volta al giorno. Il recupero è a buon punto e speriamo di averlo pronto per l’inizio del campionato… Per quanto riguarda le amichevoli credo sarà difficile vederlo in pista nelle prime, anche per una questione di fiducia personale”.

C’è qualche novità invece per quanto riguarda la nomina del capitano?
“Abbiamo deciso di aspettare l’arrivo dei due stranieri che ancora mancano all’appello, poi faremo tutte le valutazioni del caso. Aspettare qualche settimana in più cambia poco, sceglieremo il giocatore giusto una volta completato il roster”.

Quello di quest’anno sarà l’Ambrì delle scommesse. Conz dovrà dimostrare di poter giocare su buoni livelli, Monnet e Guggisberg di tornare con successo dagli infortuni, Plastino di poter fare bene in NLA, Lhotak vorrà reagire dopo un anno difficile…
“Sicuramente, gli esempi sono molti. Questa caratteristica è però nel DNA dell’Ambrì Piotta e, visto che si è stati costretti a ridurre il budget di un milione, quest’anno a maggior ragione era necessario fare delle scommesse. Tutti i giocatori hanno però una grandissima voglia di dimostrare di poter essere delle scommesse vinte”.

Tra le scommesse c’è anche Luca Cereda…
“Per ora non sento alcuna pressione, ma quando inizieranno le prime partite sicuramente crescerà anche l’interesse di tifosi e media, e a quel punto mi ritroverò in situazioni diverse rispetto al passato. Sino ad oggi ho svolto lo stesso lavoro quotidiano di sempre, ma anch’io ero impaziente di iniziare per vedere come la squadra avrebbe risposto ad alcuni stimoli”.

Quanto ha realmente scombussolato i vostri piani il rientro di Descloux a Ginevra? Vedete in Conz un portiere su cui fare completo affidamento, oppure sareste più a vostro agio avendo due elementi da far ruotare?
“L’idea iniziale era quella di avere due portieri che partissero alla pari in gerarchia durante il training camp. Avremmo impiegato i due portieri in un’amichevole ciascuno all’inizio, per poi vedere se dopo alcune partite uno dei due si fosse dimostrato un po’ più avanti rispetto al compagno. Ora dovremo verosimilmente rivalutare la cosa, ma potremo farlo solamente quando avremo delle informazioni precise sulla durata dell’assenza di Descloux. Se arriverà qualcuno bisognerà capire se sarà al suo stesso livello, oppure se ci orienteremo su una “semplice” riserva. Per ora restiamo in stand-by”.

Se tra i pali potrebbe esserci meno concorrenza del previsto, questo non si può dire per il resto della squadra…
“Abbiamo una rosa numerosa e la competizione interna è un elemento sempre positivo. Mi piace poter svolgere gli allenamenti a cinque linee e vorrei continuare a farlo anche per il corso di questa stagione. Per l’Ambrì credo questa sia un’opportunità per creare un ambiente in cui tutti possono motivarsi l’un l’altro, permettendo ai giovani di crescere”.

Che approccio adotterai durante le amichevoli? Hai una linea che intendi seguire, oppure ti vedremo fare tanti esperimenti?
“A livello di principi tattici abbiamo delle idee piuttosto chiare, mentre per quanto concerne la composizione dei blocchi c’è una prima bozza e le partite di preparazione ci diranno se può funzionare o meno. Indubbiamente qualche cambiamento verrà fatto di amichevole in amichevole, visto che il preseason è anche un banco di prova in caso di necessità durante il campionato… Dobbiamo avere pronto un Piano B e forse anche uno C e D. D’altro canto è chiaro che le amichevoli servono per arrivare pronti alla prima partita, dunque le sfrutteremo per lavorare su principi tattici e special teams”.

Tra i punti di domanda nel lineup c’è quello dei centri. Sarà Müller ad aggiungersi a Emmerton, Chiriaev e un altro straniero?
“Sì, Müller sicuramente verrà usato al centro. Lui ha giocato gli ultimi due campionati come ala, ma durante il suo percorso giovanile è cresciuto come centro e con noi inizierà il campionato in quella posizione. Sicuramente un altro centro sarà straniero, mentre per il resto valuteremo durante il training camp come gestire le soluzioni alternative… Ad esempio lunedì abbiamo provato Kostner, che anche lui nelle giovanili era un centro”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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