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Ambrì Piotta

Tapola: “I playout sono una lezione, i giocatori lavoreranno per non ritrovarsi lì tra un anno”

Il coach ha le idee chiare: “La classifica dopo una stagione intera è sempre onesta, non ci si può lamentare. Con l’Ajoie avremo bisogno di molta fiducia e forza mentale, e questo renderà più forte il nostro gruppo”

AMBRÌ – Sta iniziando a mostrare dei chiari progressi l’Ambrì Piotta guidato da Jussi Tapola. Certo, il coach finlandese è al lavoro da poche settimane e non è riuscito ad evitare che la squadra finisse al penultimo posto, ma la sua mano anche in ottica futura è di quelle che promette di distinguersi.

“Abbiamo giocato per vincere, ma per me era anche importante vedere come ci saremmo comportati come squadra, e in questa occasione siamo stati contenti sia per il risultato che per lo spirito che abbiamo visto in pista”, ha commentato Tapola al termine del match con il Berna.

“L’aspetto principale è osservare quanto la squadra è unita, come combattono assieme sul ghiaccio, e si è visto che l’atteggiamento era sempre positivo, anche quando il Berna ha pareggiato praticamente nell’unica occasione del secondo tempo. Abbiamo fatto un bel passo avanti, ora sappiamo che dovremo continuare con i playout e in quel contesto ci sarà bisogno di molta fiducia e forza mentale. Le esperienze che stiamo vivendo ci aiuteranno”.

Durante la partita avete seguito anche il risultato del Lugano, oppure eravate solo concentrati sul vostro match?
“Avevamo un occhio anche su quanto succedeva a Kloten, non potevamo fare altrimenti perché nel caso in cui il nostro risultato fosse stato più tirato avremmo dovuto ad esempio togliere il portiere per cercare di vincere nei tempi regolamentari. Quando però ci siamo ritrovati in boxplay per cinque minuti la nostra attenzione è tornata completamente qui. Ho sentito dei due gol annullati al Lugano, ma non li ho ancora visti e ho solo saputo quali sono state le decisioni degli arbitri. Ma questa era la partita numero 51, la prossima sarà la 52… A questo punto non ci si può lamentare di dove ci si trova in classifica, è il risultato di un’intera stagione. La classifica è sempre onesta”.

Che approccio avrete ora per la partita di lunedì, e poi per la pausa a disposizione prima dell’inizio dei playout?
“Nell’ultima partita di regular season non vogliamo vedere cali, dobbiamo mantenere il nostro standard. Nel nostro processo questo sarà fondamentale. In tutte le partite, anche se fossero amichevoli, vogliamo vedere la squadra dare tutto e mettere emozioni nel gioco. Poi arriverà una serie simile a una di playoff, ma quando si gioca per evitare lo spareggio solitamente bisogna essere ancora più forti, ed è un insegnamento per il futuro. I giocatori si renderanno conto di non volersi più ritrovare lì tra un anno. Per farlo dovranno lavorare duro durante l’estate e in stagione, dunque vedo il playout come un’esperienza positiva”.

Da quando sei arrivato, e specialmente nelle ultime partite, stiamo vedendo vari giocatori alzare il loro livello dopo una stagione deludente. Hai la stessa impressione?
“È difficile per me dirlo, non ho seguito molto la squadra prima di fare ritorno in Svizzera. Da quando siamo arrivati stiamo cercando di aiutare i giocatori a raggiungere il loro potenziale, e in questo senso non vediamo limiti, non si sa dove un giocatore può arrivare quando si trova in una squadra ben unita, gioca con le giuste emozioni e comprende un po’ meglio il sistema. Stiamo lavorando in questo senso”.

Stai dando molto ghiaccio al giovane Borradori. Cosa ti piace del suo gioco?
“Sicuramente le emozioni che porta in pista. Quando sono arrivato sono andato a vedere una partita del Bellinzona contro il Visp, ed ho subito notato la passione che aveva sul ghiaccio ed anche il suo pattinaggio e visione di gioco. Mi è subito sembrato il tipo di giocatore ideale per l’Ambrì, uno di quelli che vogliamo avere nella nostra squadra. Gioca con il cuore, pronto a dare battaglia in ogni cambio mettendoci il fisico. E ovviamente può solo migliorare”.

Pestoni lo hai invece lasciato spesso in sovrannumero. Cosa deve fare per guadagnarsi un posto nel tuo lineup?
“Nel suo caso parliamo di intensità, questo è l’aspetto principale. So che per lui questa non è stata una stagione facile. Spesso quando sei un giocatore d’esperienza e la stagione include tanti alti e bassi, non è semplice riprendersi dai momenti di difficoltà. Per i giovani è più semplice, non pensi troppo, ma per i veterani i campionati complicati possono essere una sfida maggiore da affrontare. Spero possa liberare la sua mente, lavorare in allenamento mostrando intensità per tornare a giocare per noi”.

Nei tuoi piani per la prossima stagione vedi per lui un ruolo?
“Pensando al futuro posso dire che ogni giocatore avrà un’onesta chance di dimostrare il proprio valore, specialmente nel caso di elementi come Pestoni che hanno ancora un contratto valido. Come staff non avremo alcun pregiudizio. Lo stiamo già dimostrando, a noi non importa se sei uno straniero, se sei giovane e più in là con gli anni, oppure se sei un ragazzo locale. Ora stiamo giocando con un import in meno, non ci interessa. Ogni giocatore è sullo stesso livello. Altrimenti dovrei essere onesto e dire che un determinato giocatore riceve un certo ruolo solo perché è uno straniero, oppure perché è ticinese, o magari perché è giovane o d’esperienza. Trattiamo tutti alla stessa maniera, e nei confronti di tutti l’impegno che pretendiamo è il medesimo”.

In tutto questo sembra che tu abbia trovato il tuo portiere per la serie di playout. Wüthrich continua a giocare delle ottime partite…
“È bello vedere che riesce a distinguersi, ma sappiamo di poter contare su due buoni portieri, e questo è importante perché non si sa mai cosa può succedere. Dobbiamo tenere tutti pronti, e ci fidiamo sia di Wüthrich che di Senn. Poi è chiaro, c’è fiducia nei confronti di entrambi ma possiamo mandarne in porta solo uno. Oramai ci sono delle regole, ma se riuscite a cambiarle fatemelo sapere e li metteremo in pista entrambi (ride ndr)”.

Sarà difficile motivare la squadra per la partita di lunedì a Rapperswil?
“Questa è una bella domanda, e ora non ho una risposta. Penso però che la motivazione debba arrivare dall’interno della squadra e dai giocatori. Come allenatore puoi cercare di dire le cose giuste e aiutarli, ma è il gruppo che prende la decisione di mettere tutto sul ghiaccio oppure no. Penso che nel nostro processo è chiaro che quando indossiamo la maglia dell’Ambrì, pretendiamo che tutti diano il massimo. Bisogna essere fieri di far parte di questo club”.

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