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Ambrì Piotta

Surclassato dal Davos, questo Ambrì Piotta ora è nei guai

I leventinesi non si danno alcuna chance, e ora devono recuperare cinque punti in quattro partite sul Kloten. Tapola esclude DiDomenico dal secondo tempo

Surclassato dal Davos, questo Ambrì Piotta ora è nei guai

AMBRÌ – DAVOS

2-5

(1-1, 0-2, 1-2)

Reti: 06’31 Kessler (Zadina, Frick) 0-1, 11’08 De Luca (Joly) 1-1, 30’39 Ryfors (Egli, Frehner) 1-2, 35’43 Kessler (Asplund) 1-3, 41’00 Kessler (Zadina, Fora) 1-4, 48’18 Stransky (Fora) 1-5, 49’15 Joly 2-5

Note: Gottardo Arena, 6’765 spettatori
Arbitri: Piechaczek, Hungerbühler; Schlegel, Bachelut
Penalità: Ambrì Piotta 1×2, Davos 1×2

Assenti: Rocco PezzulloDiego Kostner (infortunati), Inti PestoniSimone Terraneo (sovrannumero)

AMBRÌ – Che il divario attuale tra Davos e Ambrì Piotta fosse un abisso lo si sapeva anche prima della partita di venerdì – i grigionesi non a caso hanno esattamente il doppio dei punti rispetto ai biancoblù – ma non per questo la secca sconfitta rimediata dalla squadra di Tapola non deve preoccupare. Anzi, la maniera in cui i leventinesi sono stati surclassati deve far suonare un campanello d’allarme, soprattutto perché gli ospiti non sono sembrati sforzarsi più di quel tanto per avere la meglio.

Questa volta l’atteggiamento messo in pista dell’Ambrì è infatti stato totalmente sbagliato, e questo ha praticamente annullato sin dall’inizio ogni possibilità di impensierire la capolista, superiore in maniera netta in ogni reparto. E quest’ultima sfida ha portato con sé anche una situazione spinosa, con coach Tapola che da metà secondo tempo ha completamente rinunciato a Chris DiDomenico, punendolo per la sua indisciplina tattica e i suoi consueti cambi troppo prolungati.

L’evolversi di questa situazione sarà indubbiamente centrale nell’economia del finale di stagione. Se da un lato Tapola è noto per essere un coach che predilige il bastone alla carota – e con questa decisione stabilisce un tono ben preciso, mostrando che nessuno è superiore alle direttive di squadra – dall’altro si è visto negli ultimi mesi che l’Ambrì non può prescindere da DiDomenico, questo perché il canadese è di fatto l’unico capace di portare carattere ed esuberanza sul ghiaccio.

D’altronde lo si è visto anche in questa occasione. L’Ambrì è una squadra che troppo facilmente si spegne, può azzeccare qualche buona giocata – entrambi i gol sono stati di pregevole fattura – e vivere delle fasi con un certo ritmo, ma la mancanza di personalità e anche fisicità è stata evidente per tutta la stagione.

Alcune reti concesse al Davos ben rispecchiano un gruppo che non sembra avere gli strumenti per dare battaglia per davvero, con i vari Zadina e Stransky che in più di un’occasione hanno ridicolizzato i leventinesi, tanto da trovare alcune reti davvero “troppo pulite” per essere ottenute contro una squadra che dovrebbe lottare per evitare i playout.

Non si fraintenda, nessuno pretendeva a priori che l’Ambrì riuscisse a battere un Davos che ha ribadito di avere una solidità – fisica, ma anche di organizzazione di squadra – fuori dal comune, ma la prestazione messa in pista dai biancoblù è stata inadeguata per sperare in un risultato diverso. Lo si era detto più volte negli scorsi mesi, per molteplici motivi i leventinesi sono apparsi a lungo come la candidata più logica al penultimo posto, e a quattro partite dal termine non si hanno ragioni per vedere le cose diversamente.

In una serata in cui sono stati pochi gli elementi capaci di emergere – Joly e De Luca – e parecchi altri invece quelli autori di una prova opaca, pure Gilles Senn è finito nella colonnina degli insufficienti, con quel pesantissimo 1-3 regalato e una generale insicurezza che lo conferma in gerarchia alle spalle di Philip Wüthrich.

Con la contemporanea vittoria del Kloten, la realtà oggi dice che l’Ambrì è seriamente nei guai. I quattro punti di ritardo sugli aviatori sono di fatto cinque – arrivare a pari merito non basterebbe – e con pochi match ancora a disposizione il margine di errore ora si è fatto piccolissimo.

Per trarsi d’impaccio da una situazione del genere serviranno volontà e carattere. Ingredienti rari in Leventina, che per essere portati al tavolo richiederanno a Tapola e DiDomenico di essere sulla stessa pagina. Se così non sarà, è meglio che l’Ambrì si prepari ad una Pasqua sul ghiaccio.


IL PROTAGONISTA

Tino Kessler: Giocare al fianco di Zadina e Asplund sicuramente aiuta, ma Kessler è stato anche bravo a sfruttare le varie occasioni che gli sono capitate, ed ha messo la firma su un brillante hat trick caratterizzato anche dal gol decisivo. Con questa prestazione è salito a quota ben 15 gol in campionato, per lui un record personale e un numero che tra gli svizzeri è superato solo da Rochette e Fazzini.


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