Social Media HSHS

Ambrì Piotta

Senza personalità, l’Ambrì deve accettare la condanna ai playout

I biancoblù non sfruttano le chance nella prima metà, e senza DiDomenico manca la vera anima della squadra. Bravo Wüthrich, ma non basta

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

Senza personalità, l’Ambrì deve accettare la condanna ai playout

ZUGO – AMBRÌ

4-1

(0-0, 2-1, 2-0)

Reti: 27’56 Kubalik (Hofmann, Tatar) 1-0, 34’15 Formenton 1-1, 38’46 Künzle (Senteler) 2-1, 55’36 Vozenilek (Künzle, Diaz) 3-1, 57’56 Hofmann (Kubalik) 4-1

Note: OYM Hall, 7’450 spettatori
Arbitri: Borga, Lemelin; Bürgy, Meusy
Penalità: Zugo 0x2, Ambrì 0×2

Assenti: Rocco PezzulloDiego Kostner (infortunati), Chris DiDomenicoSimone Terraneo (sovrannumero)

ZUGO – La matematica dice che l’Ambrì Piotta dovrà ancora lasciare per strada un punto per avere la certezza di dover disputare il playout contro l’Ajoie, ma la logica – già da diverso tempo – non lascia spazio a chissà quale fantasia di rimonta. Battuti a Zugo al termine di una partita onesta ma che ha nuovamente evidenziato i limiti di questa squadra, i biancoblù si dovranno preparare all’unico esito possibile di una stagione disgraziata, e che è ancora ben lontana dal potersi concludere.

D’altronde in queste due partite dopo la pausa il linguaggio del corpo dei biancoblù non ha lasciato trasparire chissà che convinzione o disperazione, e al netto di una mano di Tapola che si è vista soprattutto in alcune decisioni – nel weekend con una certa struttura difensiva, e specialmente con l’esclusione di DiDomenico – le prestazioni rimangono quelle di una squadra che in sei mesi di campionato non ha mai trovato compattezza e continuità.

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

Sul ghiaccio di Zugo si sono viste alcune fasi – soprattutto nella prima metà – in cui l’Ambrì ha saputo rendersi pericoloso con delle chiare occasioni da gol, fallendole però per mancanza di precisione o determinazione. Questa non è una novità, e lascia dei rammarichi visto che il livello della sfida era tutt’altro che inaccessibile, con uno Zugo deludente ed una miriade di errori che hanno caratterizzato il gioco su ambo i fronti.

I padroni di casa hanno accennato una crescita nel periodo centrale, trovando in varie occasioni l’opposizione di un bravo Philip Wüthrich, con il portiere leventinese che ha messo diverse pezze sugli errori dei compagni. A sbloccare la situazione ci ha pensato Kubalik, mentre l’Ambrì ha risposto con un gol da opportunista di Formenton su un’azione confusa.

Ai leventinesi ha però fatto male incassare il nuovo vantaggio locale a poco dalla sirena, ed infatti nella terza frazione non si è mai avuta l’impressione che l’Ambrì avesse il carattere per ribaltare la sfida. La squadra di Tapola ha ancora avuto alcuni episodi a suo favore, come degli interventi importanti di Wüthrich ed un 2-contro-0 vanificato in maniera goffa da Tatar, ma nessuno tra i leventinesi ha saputo ergersi a trascinatore.

La transizione imbastita da Diaz e conclusa da Vozenilek ha definitivamente archiviato la serata, lasciando ora l’Ambrì con ancora tre partite da disputare per cercare di arrivare su delle note positive alla serie con l’Ajoie, che sarà tra l’altro il prossimo avversario in una partita che dunque acquisirà un certo significato.

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

Gara 1 alla Gottardo Arena sarà solamente tra tre settimane, e in questo lasso di tempo Tapola dovrà capire come presentare in pista la miglior squadra possibile, e soprattutto come gestire la situazione da lui stesso creata con DiDomenico. Che il canadese sia un elemento anarchico non lo scopriamo certo ora, così come non sorprende vedere il coach finlandese prendere delle decisioni per ribadire la sua filosofia di disciplina e mentalità “team first”.

Senza DiDomenico i biancoblù rinunciano però alla loro vera anima, e praticamente all’unico elemento con quella carica e cattiveria agonistica che può fare da traino al resto della squadra. D’altronde contro lo Zugo le mancanze viste non sono state strettamente da ricollegare all’aver concesso uno straniero agli avversari, ma piuttosto il risultato di un gruppo in cui si vede un gioco standardizzato senza acuti di personalità.


IL PROTAGONISTA

Philip Wüthrich: In una partita di livello complessivamente modesto, in cui pochissime individualità hanno saputo dimostrarsi brillanti, il portiere leventinese è riuscito a trovare alcune parate che hanno dato una chance all’Ambrì di ottenere un risultato positivo. I suoi compagni non hanno sfruttato l’occasione, ma Wüthrich ha compiuto più di un intervento complicato.


HIGHLIGHTS

Disponibile a breve

Click to comment

Altri articoli in Ambrì Piotta