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Meier: “In NHL gli svizzeri erano considerati troppo molli, ma abbiamo cambiato le cose”

L’attaccante ha vissuto una stagione eccezionale: “È andata bene, ma mancare i playoff è stato deludente. Voglio che il mio gioco renda migliore la squadra, l’obiettivo non sono i numeri personali ma la Stanley Cup”

HELSINKI – Siamo a diverse migliaia di chilometri dalla California, ma l’hashtag #TimoTime non ci ha messo molto a diventare d’attualità anche al Mondiale finlandese, dove Timo Meier è determinato ad essere uno dei trascinatori della Svizzera.

La Nazionale di Patrick Fischer ha alternato sinora ottimi momenti ad altri meno brillanti che ha rischiato di pagare caro, ma dopo quattro partite la Svizzera è ancora a punteggio pieno e può guardare con ambizione allo scontro più impegnativo del girone, quello contro il Canada di sabato pomeriggio.

“Quella è sempre una partita che spicca quando guardi il calendario, perché sappiamo che sono una buona squadra e tra i favoriti in questo Mondiale”, ci ha spiegato l’attaccante dei San Jose Sharks. “Si sono presentati nuovamente con un gruppo in grado di andare fino in fondo dopo aver vinto l’oro a Riga, e da parte nostra è un avversario con cui vogliamo sicuramente confrontarci. Quella partita ci permetterà di capire a che punto siamo, e dovremo portare in pista il meglio per batterli”.

Molti occhi sono puntati su di te in questo Mondiale, pensi che anche da oltre oceano ti osserveranno con interesse?
“Se devo essere sincero, non particolarmente. In Svizzera il Mondiale ha un significato molto diverso rispetto al Nordamerica, dove sono ancora in corso i playoff. Diciamo che si viene valutati molto di più in rapporto a quanto si riesce a fare in NHL piuttosto che in un torneo come questo, anche se ragazzi come me ed Hischier vogliono sempre riuscire a fare la differenza. Nessun in questo gruppo va però in pista con l’intento di essere l’eroe di serata, cerchiamo il successo di squadra e la nostra mentalità è in quella direzione”.

Terminata la stagione NHL hai subito dovuto concentrarti sul Mondiale, è difficile adattarsi velocemente a realtà diverse?
“Personalmente è sempre piuttosto facile, perché quando termina la stagione guardo sempre alla mia prossima sfida, e solamente quando i Mondiali saranno terminati mi prenderò un attimo per riflettere su quanto fatto negli scorsi mesi. Una volta arrivato a Helsinki, vedendo allenatori e compagni, sono entrato immediatamente in sintonia con il nuovo contesto e con gli obiettivi che vogliamo raggiungere come nazionale”.

In NHL hai vissuto una stagione eccezionale, segnata da 35 gol e la partecipazione all’All Star Game…
“È stata sicuramente una buona stagione per me, ma come squadra è stato deludente non raggiungere i playoff, e questo anche come singolo significa che devi fare di più. Il mio obiettivo è quello di essere un giocatore che permette alla propria squadra di migliorare ed avere successo… Indubbiamente ci sono alcune cose positive che posso prendere dal passato campionato a livello personale, ma ci sono altre da migliorare per fare il prossimo step”.

Per te è comunque stato importante reagire in maniera così decisa alla stagione precedente, che era stata più complicata…
“Non ero decisamente contento dell’annata 2020/21. Non sono una persona che dubita di sé stessa, ma in quella stagione le cose non sembravano mai andare per il verso giusto, nonostante complessivamente non giocassi male… Spesso mancava quel rimbalzo favorevole che fa la differenza. Tutto è però un processo, devi continuare sulla tua strada imparando ciò che puoi, e se le cose non vanno per il meglio è importante prendere questa rabbia per lavorare duramente e dimostrare a tutti di cosa sei capace. La mia mentalità non cambia nemmeno ora, dopo la stagione che ho avuto… Ogni volta che mi alleno lo faccio per migliorarmi”.

Tra tutte è spiccata quella serata in cui hai segnato cinque gol, diventato addirittura un record di franchigia…
“È stata una serata pazzesca. È difficile descrivere una partita del genere, in cui sembra che tu possa tirare da qualsiasi posizione ed il disco finisce sempre in porta. Sarebbe bello se ci fossero più partite del genere, ma ce ne sono state anche altre in cui segnare sembrava impossibile nonostante gli sforzi. Una cosa è però certa, quella resterà una partita che non dimenticherò facilmente”.

L’hashtag #TimoTime è diventato sempre più popolare grazie alle tue prestazioni, ti capita mai di curiosare cosa viene scritto su di te?
“Non utilizzo molto Twitter, ma è una cosa simpatica nata con i tifosi e sui social media ha un certo successo. A volte anche i compagni mi chiamano così, e visto che mi piacere molto segnare se c’è anche un hashtag dedicato, meglio ancora!”.

Da bambino sognavi la NHL guardando in TV i grandi campioni, mentre ora i giovani guardano a te come esempio…
“Sicuramente è qualcosa di speciale. Nello sport le cose vanno velocemente, oggi stai guardando un giocatore in televisione e un attimo dopo ti ritrovi sul ghiaccio contro di lui. È un onore poter essere un modello per i bambini che mi osservano, questo comporta una certa responsabilità e da parte mia cerco di restituire il più possibile quando torno a casa durante l’estate con il mio camp. Vedere che i giovani vogliono seguire le mie gesta mi dà molta energia, perché così posso fare la differenza e dare loro una mano”.

Sei un leader anche per questa Nazionale, che conta molto su di te…
“Sì, o perlomeno ci provo. Cerco di essere me stesso, sia come giocatore che come persona, ed essere un leader per il gruppo. In questo senso non ci sono però solamente i giocatori NHL, perché ci sono tanti altri ragazzi che hanno preso strade diverse ed hanno avuto altrettanto successo… Prendiamo ad esempio Ambühl, che ha giocato tantissimi Mondiali ed è uno dei giocatori che da bambino già vedevo in pista a livello internazionale oppure alla Coppa Spengler. Insomma, tra le stelle non ci sono solo Crosby e Ovechkin, ma anche persone come lui che per l’hockey svizzero hanno fatto tantissimo ed è stato bello essere parte del momento in cui ha pareggiato il record di match giocati ai Mondiali”.

Parlando di leadership inoltre hai avuto dei “maestri” importanti, al tuo arrivo agli Sharks hai condiviso lo spogliatoio con Thornton e Marleau…
“La loro presenza è stata molto importante per l’inizio della mia carriera. Quando sei giovane ti apre davvero gli occhi vedere leggende di quella caratura ogni giorno, lavorano duramente e sono estremamente professionali. Condividere lo spogliatoio con loro è stato arricchente, mi hanno dato parecchi consigli e quando questi arrivano da stelle come Thornton o Marleau, tendi ad aprire le orecchie un po’ di più”.

Un po’ ad immagine del tuo percorso, la Svizzera ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni ed ora sono diversi i giocatori di alto livello in NHL…
“Esatto, e quando giochiamo oltre oceano sicuramente vogliamo rappresentare al meglio la nostra nazione. Nel corso degli anni i giocatori svizzeri avevano l’etichetta di essere troppo molli per la NHL, ma ora le cose sono cambiate e ci sono tanti ragazzi che si stanno imponendo in Nordamerica ed alcuni rivestono anche il ruolo di capitano. Per l’hockey svizzero questo è stato uno step importante, e chiunque si ritrova a giocare all’estero vuole sempre tenere alta la bandiera e lanciare il giusto messaggio”.

Tornando al Mondiale, sinora sei stato schierato in linea con Hischier. Come valuti il vostro inizio di torneo?
“Personalmente non sono mai soddisfatto, e sia io che Nico sappiamo che possiamo fare meglio, soprattutto a cinque contro cinque. Cercheremo di segnare qualche gol in più, ma sinora abbiamo sempre vinto e quella è l’unica cosa che conta. Come coppia stiamo ancora sviluppando la giusta intesa, e la nostra linea è stata completata prima da Bertschy e poi Kurashev… Sinora ci siamo divertiti, ma possiamo raggiungere un livello superiore”.

Tra chi si è distinto nelle prime partite c’è stato anche Malgin, come valuti le sue possibilità di tornare nel prossimo futuro in NHL?
“Sinora ha giocato davvero bene, anche se le partite al Mondiale sono molto diverse dalla NHL. È un giocatore di grande talento e spero riceva un’altra possibilità, ha vissuto un’ottima stagione ed ha giocato alla grande nei playoff e questo dice tanto delle sue intenzioni. Sta facendo un passo avanti e dall’ultima volta che l’ho visto è maturato molto, diventando anche più forte e veloce. Se continuerà così, qualcuno sicuramente si farà sentire”.

Pensando al tuo futuro, l’imminente estate sarà di quelle importanti. Da metà luglio puoi iniziare a discutere del tuo rinnovo…
“Si parla sempre di numeri e contratti, ma non sono argomenti a cui vuoi pensare troppo. Chiaramente sono aspetti di cui bisogna discutere, e nel corso degli anni penso di essere maturato abbastanza per gestire anche questi momenti, anche se come giocatore il focus rimane sul raggiungere i propri obiettivi sportivi. Durante l’estate sentiremo tanti numeri, ma il mio compito principale è quello di lavorare per migliorare ancora di più. L’obiettivo è quello di tornare nei playoff e poi vincere la Stanley Cup”.

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