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Lugano

McSorley alla guida e una difesa tutta nuova, il Lugano vuole fare sul serio e lottare per il titolo

Il coach canadese vuole una squadra che lotti con passione e duttile tatticamente, la società vede in lui l’uomo giusto per riportare in alto il Lugano. Con una difesa già al top qualche ritocco in attacco potrebbe rivelarsi decisivo

L’inizio della stagione 2021/22 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


LUGANO

La rosa 2021/22

PORTIERI
Niklas Schlegel, Davide Fadani, Thibault Fatton

DIFENSORI
Santeri Alatalo, Jari Näser, Mirco Müller, Alessandro Chiesa, Samuel Guerra, Bernd Wolf, Elia Riva, Alessandro Villa, Romain Loeffel, Nicolò Ugazzi, Matteo Nodari

ATTACCANTI
Daniel Carr (🇨🇦), Yves Stoffel, Alessio Bertaggia, Timo Haussener, Raphael Herburger, Luca Fazzini, Riccardo Werder, Troy Josephs (🇨🇦), Tim Traber, Giovanni Morini, Mark Arcobello (🇺🇸), Evan Tschumi, Loic Vedova, Mikkel Boedker (🇩🇰), Julian Walker, Calvin Thürkauf


Lugano e Chris McSorley. Fino a mesi fa sembravano due nomi impossibili da leggere nella stessa frase eppure ora sono una coppia. Qualche testata d’oltralpe ha definito il mix come “esplosivo”, per altri è un matrimonio ad alto rischio, qualcun’ altro ancora ha azzardato paragoni con il Lugano di Geo Mantegazza affidato a John Slettvoll.

Ad ogni modo l’ingaggio del tecnico storico del Ginevra del primo ventennio del secolo non si limita ad essere un’operazione marchettara o sensazionalistica, per Hnat Domenichelli è stata la grande occasione di affidare la squadra a una figura carismatica, capace, “scientifica” e programmatrice.

Ed è stata l’occasione per mettere alla guida della squadra bianconera un personaggio oltre che rappresentativo a livello di immaginario collettivo anche su quello di squadra, un comandante di carattere e martellatore, una figura di grande personalità che è mancata tremendamente negli ultimi anni alla Cornèr Arena.

Certo è che, detto già ampiamente delle qualità del coach canadese, anche i rischi non mancano, ma è un fatto che accomuna tutti i cambi di guida di una squadra e anche con McSorley come con chiunque altro non si debba credere che sia la mossa da bacchetta magica.

Il 59enne va considerato un gran fantino, ma è passato dal dover abbandonare il cavallo che ha cresciuto e allenato personalmente per tanti anni e salta al salto con un concorrente sempre pieno di potenziale ma a cui non è facile stare in sella senza scossoni.

La scelta di affidarsi al canadese ha comunque delle radici ben precise nelle idee di Hnat Domenichelli e della società, ossia quelle di (ri)dare alla squadra aggressività, passione e fame agonistica, qualità che anche il presidente Vicky Mantegazza ha ammesso fossero una grave mancanza dello staff precedente nell’appendice dei quarti di finale.

Per McSorley l’occasione è grande, una società che gli permette “solo” di allenare ma di avere comunque un occhio e un dialogo verso quella che è la gestione sportiva di prima squadra e settore giovanile, sfruttando le sue capacità di coach e programmatore a tutto tondo.


ARRIVI
Santeri Alatalo (D, Zugo)
Samuel Guerra (D, Davos)
Calvin Thürkauf (F, Columbus Blue Jackets)
Evan Tschumi (F, Colgate University)
Yves Stoffel (F, Zugo)
Mirco Müller (D, Leksands IF)
Daniel Carr (F, Washington Capitals)
Troy Josephs (F, Visp)

PARTENZE
Thomas Wellinger (D, Davos)
Reto Suri (F, Zugo)
Lucas Matewa (D, La Chaux-de-Fonds)
Dario Bürgler (F, Ambrì Piotta)
Sandro Zangger (F, Rapperswil)
Dominic Lammer (F, Rapperswil)
Sandro Zurkirchen (G, Kloten)
Eliot Antonietti (D, Olten)
Jani Lajunen (F, Örebro BK)
Matteo Romanenghi (F, Ajoie)
Tim Heed (D, Spartak Mosca)
Raffaele Sannitz (F, ritiro)
Stefan Müller (G, Ambrì Piotta)

STRANIERI
Mark Arcobello (F, 🇺🇸)
Mikkel Boedker (F, 🇩🇰)
Daniel Carr (F, 🇨🇦)
Troy Josephs (F, 🇨🇦)


Per dare al nuovo coach una squadra su cui costruire gli obiettivi futuri, e finalmente non sono stati nascosti, Domenichelli ha speso subito e in maniera intelligente gli sforzi sul reparto difensivo, orfano di Thomas Wellinger, Eliot Antonietti e Tim Heed.

Pesante la partenza del primo, compensata dal percorso inverso da Davos di Samuel Guerra, mentre se l’ex Ginevra vedrà coperto il suo spazio dai giovani, lo svedese lascia in pratica il suo posto di guida a Santeri Alatalo, con il colpaccio di Mirco Müller come ciliegina sulla torta di un reparto che può permettersi di giocare senza stranieri proprio grazie agli innesti dell’ex Zugo e del 26enne che ha terminato la scorsa stagione al Leksand.

Coperta difensiva lunga e di qualità, con gli scalpitanti Villa, Näser e Ugazzi pronti a giocarsi le proprie possibilità in una delle retroguardie più attrezzate della National League.
Difesa senza elementi d’importazione che riflette quindi la possibilità di allungare l’attacco con uno straniero in più, che di fatto rappresenterebbe lo schieramento ideale per il futuro.

A Boedker (chiamato a un salto di qualità rispetto alla scorsa stagione, perlopiù di continuità), Arcobello e al figliol prodigo Carr, per ora si è aggiunto l’altro cavallo di ritorno Troy Josephs, che aveva terminato la stagione a Lugano in provenienza dal Visp. Se su Carr – che rappresenta il prototipo dell’attaccante aggressivo, intelligente e mai domo – di dubbi ce ne sono pochi, su Josephs sia McSorley che Domenichelli sono sicuri che farà vedere le sue qualità, ma dalle apparizioni del preseason non sembra ancora appieno calato nei ritmi e nella sostanza che chiede il suo coach.

Sul fronte rossocrociato i cambiamenti invece sono stati parecchi. Non rinnovati (o lasciati partire) anche a giusta ragione di una diversa programmazione i vari Lammer, Zangger e Romanenghi, è stato forse più difficile separarsi da Bürgler e Sannitz, anche se in questi casi la decisione del direttore sportivo è stata coerente con la sua visione futura della squadra e anche per ragioni finanziarie di contratti ormai non più consoni alle prestazioni.

Anche su Suri il discorso può valere o meno, ma la decisione di partire è stata tutta dell’attaccante e a fronte di due stagioni deludenti in riva al Ceresio Domenichelli non si è sforzato per cercare di trattenere un giocatore che aveva già preso la sua decisione.


Sul fronte degli arrivi quella dell’ingaggio di Calvin Thürkauf è una mossa che sta venendo un po’ sottovalutata, ma dopo aver smaltito l’infortunio della scorsa stagione, l’ex Columbus Blue Jackets potrebbe rivelarsi una pedina di sorprendente importanza per duttilità e intelligenza di gioco.

Molto interesse sta suscitando anche il preseason di Yves Stoffel, giocatore ancora un po’ leggero ma che ha in tasca grande tecnica e visione di gioco, ad oggi ben più di un semplice giovane da tenere d’occhio, ma lanciatissimo per una maglia da titolare con anche Evan Tschumi in grado di giocarsi le sue carte.

A guidare l’attacco svizzero sarà un Fazzini fresco di rinnovo a lungo termine che sta facendo faville in CHL, mentre ci si aspetta più regolarità da parte di Herburger, con Bertaggia e soprattutto Morini finalmente pronti a prendere in mano la squadra come dei leader naturali.

Ci sarà più spazio presumibilmente anche per Traber, che sarà chiamato al suo ruolo consono di checker e disturbatore (piuttosto che inventarselo ala offensiva), mentre se Loic Vedova si sta giocando bene le sue carte come jolly, anche il giovane Riccardo Werder potrebbe ritagliarsi un po’ di spazio in una checker line in caso di bisogno.

Ultimi ma non ultimi i portieri, con uno trio giovane guidato da Niklas Schlegel e alle spalle due promesse del futuro come Thibault Fatton e Davide Fadani. Schlegel ha già dimostrato la scorsa stagione di essere il portiere del futuro, seppure il partente Zurkirchen abbia dovuto fare i conti con il lungo infortunio, mentre i due giovani hanno messo in pista tutte le loro qualità in contesti anche diversi.

Fatton ha disputato un buon Mondiale U20 con la Nazionale svizzera mentre Fadani ha disputato il Mondiale maggiore con l’Italia attirando applausi con un paio di interventi spettacolari, ma a entrambi servirà una regolarità perlomeno con i Ticino Rockets, in modo da non finire come il portiere italiano lo scorso inverno, inutilizzato a Lugano e logicamente fuori contesto al suo primo utilizzo forzato.

Il Lugano non si è quindi nascosto, l’obiettivo è il titolo. Forse non arriverà questa stagione, ci sono squadre più attrezzate sulla carta soprattutto in attacco, ma con Chris McSorley e Hnat Domenichelli al comando la capacità di programmazione può fare un salto di qualità enorme.

La squadra bianconera ora deve acquisire la sua identità, la sua impronta e stabilizzarsi ai vertici come gruppo sempre in grado di lottare con chiunque anche nei playoff e con qualche aggiustatina il traguardo del titolo svizzero può tornare alla portata. A Lugano si è imparato sulla propria pelle che certi obiettivi non si possono raggiungere se non c’è qualità nel lavoro ad ogni livello, e se già in questa stagione le premesse possono essere ottime per recitare un ruolo da protagonista, a seguire le indicazioni giuste nel prossimo futuro ci potrebbe essere il tempo di gioire.


MIGLIOR INNESTO

Mirco Müller:
I bianconeri hanno aggiunto al proprio roster diverse pedine di qualità, ma quella rappresentata dal difensore zurighese ha permesso a tutto il puzzle di cambiare forma e di poter schierare una difesa priva di stranieri per rinforzare l’attacco. Il 26enne può davvero diventare il leader totale della difesa luganese, quel totem che manca dai tempi del miglior Philippe Furrer.

ADDIO DOLOROSO

Raffaele Sannitz:
Tutte le storie prima o poi hanno la loro fine. Con l’attaccante ticinese se ne va una gran fetta del Lugano degli anni 2000, un giocatore dall’enorme esperienza anche a livello internazionale e punto di riferimento dello spogliatoio. Mancherà la sua capacità di adattamento e anche il gioco al servizio totale dei compagni, ma probabilmente il buon Raffa ha preso la decisione giusta dopo una carriera di comunque grandi soddisfazioni.

FATTORE X

Nella testa di McSorley:
Con il nuovo coach non basta scendere sul ghiaccio e seguire gli schemi, occorre un radicale cambio di mentalità rispetto al passato recente e l’adattamento a uno stile di aggressività, passione e predisposizione alla fatica più intensa. Se i giocatori sapranno fare questo sforzo allora il Lugano prenderà una forma precisa e potrà costruire qualcosa di veramente importante e duraturo.


La classifica di HSHS

1. ZUGO
2. ZSC LIONS
3. LOSANNA
4. LUGANO
5. DAVOS
6. GINEVRA
7. FRIBORGO
8. BERNA
9. BIENNE
10. AMBRÌ PIOTTA
11. RAPPERSWIL
12. LANGNAU
13. AJOIE

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