
CANADA – SVIZZERA
5-1
(2-1, 1-0, 2-0)

Reti: 5’45 McDavid (MacKinnon) 1-0, 10’54 Harley (McDavid) 2-0, 12’42 Suter (Andrighetto, Kukan) 2-1, 24’14 Celebrini (MacKinnon) 3-1, 47’28 Crosby (Marner, Makar) 4-1, 53’03 MacKinnon (McDavid, Celebrini) 5-1
Note: Milano Santagiulia, 11’510 spettatori
Penalità: Canada 3×2, Svizzera 3×2
Assenti: Reto Berra, Tim Berni, Simon Knak (sovrannumero)
MILANO – Le prime preoccupazioni appena suonata la terza sirena vanno ovviamente a Kevin Fiala. L’intervento scomposto di Wilson, con il risultato già sul 5-1 a una manciata di minuti dal termine ha posto fine alla partita del numero 21 rossocrociato, e le immagini che tutti abbiamo visto sia dal vivo che in tv non promettono assolutamente nulla di buono. Un grande in bocca al lupo quindi a Fiala, il quale si è aggiunto a Malgin e Glauser, usciti già in corso partita.
Una Svizzera anche sfortunata, nel suo complesso però molto coraggiosa e determinata, ma che non è riuscita per vari motivi a proporre quella partita perfetta che sarebbe stata l’unica via per cercare di portare via punti pesanti alla selezione dalla foglia d’acero.

(Andrea Branca | HSHS)
Il 5-1 finale è comunque troppo severo come punteggio totale per una Svizzera di alto livello, coraggiosa e determinata, ma nel contempo mostra dove gli elvetici debbano ancora migliorare e crescere per combattere veramente con chi sta su un altro pianeta. Ad ogni modo la mole di occasioni vere avute è superiore in proporzione alla differenza reti, e anche in powerplay Josi e compagni le loro giocate le hanno piazzate, trovando infatti il gol di serata con Suter.
Purtroppo però troppi giocatori non hanno proposto le loro migliori performance nella partita che le avrebbe richieste, dallo stesso Fiala a un Josi meno dominante di quanto siamo abituati a vederlo, passando per un Kukan addirittura disastroso in alcuni frangenti e sul 5-1 finale.
Anche Akira Schmid non è partito benissimo, con l’1-0 di McDavid sul suo palo, ma poi il portiere dei Golden Knights si è riscattato con un intervento eccezionale su Crosby e alcune altre parate sicure, ma non è sembrato in grado di reggere l’urto per tenere in piedi la baracca anche quando i suoi compagni erano in grande difficoltà.

(Andrea Branca | HSHS)
La differenza insomma si è giocata tra due squadre che non partono alla pari per effettivi e qualità totale, aumentata poi da errori in fase di esecuzione della Svizzera – troppi i dischi persi sulla blu offensiva – e di deconcentrazione sul primo passaggio dalla difesa, con il forecheck canadese sempre presente.
Il Canada comunque la sua partita ha dovuto farla, il ritmo è stato tenuto alto e nel secondo tempo in particolare le prime due linee nordamericane hanno spinto parecchio, prova che comunque i rossocrociati oggi vengono presi sul serio da tutti.
In attesa di conoscere le condizioni degli infortunati, in particolare quelle di Kevin Fiala, la Svizzera dovrà subito dimenticare questa sconfitta per affrontare al meglio il prossimo impegno con la Cechia, avversario alla portata degli elvetici ma solo se affrontato con la giusta determinazione e con la concentrazione di nuovo ai massimi livelli.
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