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Mondiale 2024

La Svizzera gioca col fuoco ma si prende tre punti contro l’Austria

Sotto per 3-1, Josi e compagni ribaltano tutto in pochi istanti prima di farsi riprendere ancora e vincerla nel finale. Tripletta e gol decisivo per Hischier

La Svizzera gioca col fuoco ma si prende tre punti contro l’Austria

AUSTRIA – SVIZZERA

5-6

(2-1, 2-3, 1-2)

Reti: 4’15 Unterweger (Rossi) 1-0, 14’33 Huber (Rohrer) 2-0, 15’48 Josi (Loeffel, Ambühl) 2-1, 21’48 Haudum (Zwerger, Unterweger) 3-1, 22’26 Hischier (Josi, Loeffel) 3-2, 29’30 Josi (Ambühl, Hischier) 3-3, 29’43 Jäger (Andrighetto, Kukan) 3-4, 34’45 Haudum (Unterweger, Huber) 4-4, 40’43 Hischier (Kurashev, Niederreiter) 4-5, 51’17 Baumgartner (Maier, Strong) 5-5, 59’09 Hischier (Josi, Ambühl) 5-6

Note: Prague Arena, 13’512 spettatori
Penalità: Austria 6×2, Svizzera 3×2

Assenti: Leonardo GenoniGaetan Haas (sovrannumero), Thierry Bader (non iscritti)

PRAGA – Sono tre punti, e questo conta più di ogni altra cosa, essendo la sostanza. Ma un’occhiatina – eufemismo – alla forma sarebbe consigliato darla. La Svizzera da queste montagne russe condivise con l’Austria non ne esce molto rassicurata sul piano difensivo e del boxplay, così come pure un paio di dubbi li hanno fatti venire i due portieri schierati, Reto Berra e Akira Schmid.

Partendo dalle cose positive è indubbio che la selezione di Patrick Fischer abbia ancora mostrato di avere un potenziale offensivo veramente notevole, sia per il talento in rosa che per le capacità di gioco corale nel terzo offensivo, messe ancora più in evidenza dall’innesto di Roman Josi.

È anche vero che quando la Svizzera ha accelerato maggiormente lo ha fatto in superiorità numerica, esercizio nel quale raramente si vedono tiri al volo dagli angoli bassi, ma spesso si vuole andare praticamente con il disco “in porta”, e a volte questa convinzione ha complicato un po’ le cose. Inoltre nel terzo periodo la selezione elvetica ha accelerato le operazioni dapprima lasciando in panca Jung e Fora (apparsi comunque come gli anelli deboli dell’apparato difensivo, soprattutto in un primo tempo difficilissimo) e poi ha fatto saltare qualche cambio a tutto il quarto blocco.

Ripartendo dall’inizio non ci si può non soffermare sul bruttissimo primo periodo giocato dai rossocrociati, scesi in pista con un’attitudine supponente e molle dal punto di vista della determinazione, lasciando che l’Austria si imponesse con un gioco fatto di forecheck e veloci ripartenze, con inoltre un powerplay letale che ha colpito due volte nella stessa maniera, non senza colpe sia dell’intero box che di Berra, il quale dopo la sostituzione della seconda pausa non si è più visto nemmeno in panchina. Per lui dei dolori alla cervicale, che non sembrano però troppo gravi stando a coach Patrick Fischer.

Il gioco che vuole proporre la Svizzera è ambizioso, spettacolare e può produrre una quantità di occasioni da rete notevole, ma tutto questo non può prescindere da una fase difensiva rigida che coinvolge tutto il blocco e da una convinzione che deve essere tutta un’altra rispetto a quella vista contro l’Austria.

Fischer può comunque consolarsi non solo con i tre punti – e un Fiala in arrivo – ma anche con il fatto che diversi dei leader della NHL si sono ancora rivelati come i trascinatori, da Hischier a Josi e Niederreiter, soprattutto questi tre hanno disputato una partita di quantità e non si sono mai tirati indietro.
La speranza è che abbiano dato l’esempio per tutti in vista dei prossimi impegni.


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