
LUGANO – LOSANNA
1-4
(0-2, 0-1, 0-1)

Reti: 14’15 Bougro (Douay) 0-1, 17’26 Kahun 0-2, 31’06 Heldner (Zehnder, Fuchs) 0-3, 53’35 Henry (Carrick, Alatalo) 1-3, 58’10 Rochette 1-4
Note: Cornèr Arena, 5’725 spettatori
Arbitri: Stolc, Ströbel; Cattaneo, Schlegel
Penalità: Lugano 3×2, Losanna 4×2
Assenti: Lorenzo Canonica, Mirco Müller, Einar Emanuelsson (infortunati), Nick Meile, Brendan Perlini (sovrannumero)
LUGANO – Nella peggior serata del Lugano da mesi a questa parte, il Losanna di Geoff Ward è sceso alla Cornèr Arena per far capire cosa aspetta i bianconeri da quando questi si sono “vestiti” di verde nella classifica di National League.
Non che Tomas Mitell o i suoi giocatori siano degli sprovveduti, ci mancherebbe altro, ma la ripresa da questa pausa sembra essere più macchinosa del previsto per i bianconeri, e la vittoria presa venerdì nel Giura è stata subito compensata dalla botta ricevuta da Fuchs e compagni. Nemmeno la passerella d’onore riservata prima della partita al papà del losannese, l’indimenticato Regis, è stata di buon auspicio per i padroni di casa, apparsi sul pezzo solo per i minuti iniziali, poi dal primo gol subito si sono sgretolati.
Certo non è nemmeno facile per lo staff tecnico correggere certe serate in cui nulla funziona quando si è già alle prese con defezioni molto importanti, su tutti quelle di Müller e Canonica, con Emanuelsson uscito acciaccato dalla trasferta a Porrentruy sostituito da un Valk sicuramente volenteroso e dalle buone mani, ma che dovrà imparare in fretta a liberarsi dalle marcature e a leggere il gioco più rapidamente se non vuole essere risucchiato dagli eventi come successo sabato sera.
Eventi avversi che da subito hanno condizionato la sfida dei bianconeri, con praticamente quattro regali su quattro reti ospiti, dal passaggio incomprensibile di Thürkauf verso lo slot causa dello 0-1 – confusione di “colori” con le maglie oggettivamente molto simili? – e il pasticcio tra Zanetti e Carrick sul raddoppio (con Schlegel parte del problema), per non parlare poi della carambola a fianco della porta che ha sancito lo 0-3 di Heldner che ha chiuso la partita in un secondo periodo inguardabile da parte dei padroni di casa.

(Photobrusca & Luckyvideo)
Che il Losanna non fosse giunto in Ticino per una passeggiata scolastica comunque lo si è capito subito dall’intensità dei contrasti e dal forecheck asfissiante portato dai primissimi cambi da parte dei biancorossi, una cosa a cui il Lugano ha subito faticato a far fronte, mostrando anche una condizione fisica non allo stesso livello degli avversari, forse condizionata – scusate il gioco di parole – da un carico di allenamenti molto intensi proposto dallo staff tecnico durante la pausa olimpica e volto a portare le prestazioni più a lungo possibile.
C’è in fondo poco altro da dire da una partita chiusa già nel secondo periodo e che ha visto solo una piccola speranza di essere riaperta nel tardo terzo periodo dopo il gol di Henry (il primo in National League per il giovane numero 27) accordata dopo un coach challenge chiamato dal Losanna e quindi perso a cui ha fatto seguito un power play che sarebbe stato da sfruttare per riaprire sul serio la partita, ma tra pasticci e pastrocchi è risultato evidente che per la squadra di Mitell proprio non era serata.

(Photobrusca & Luckyvideo)
In pochissimi, o forse nessuno, si salvano da questo pentolone di errori e insicurezze, inusuale per una squadra come il Lugano che ci ha abituati a prima di tutto ordine e disciplina, ma anche se a ridosso dei playoff – con comunque settimane di tempo per prepararli con i play in di mezzo – non deve degenerare in tragedia ma come episodio da studiare e correggere da parte dello staff tecnico.
Tomas Mitell e Stefan Hedlund hanno sicuramente in mente quale sarà la squadra da presentare ai cancelletti di partenza, ma è giusto anche utilizzare queste partite per far carburare chi può diventare una risorsa come Kupari – ancora solo a piccole fiammate, prova anonima la sua – e chi un’alternativa come Valk, ma l’accento andrà messo fondamentalmente sul recupero di Müller e Canonica, oltre a Emanuelsson, sperando che per Dahlström non sia nulla di grave.
Il Lugano ha a disposizione ancora tre frecce per difendere il “muretto” del quarto posto, ma con prestazioni come quella di sabato sera non si può sperare di farla franca facilmente, il livello andrà elevato il prima possibile per stare al riparo dagli inseguitori.
IL PROTAGONISTA

Fabian Heldner: Eccellente partita del difensore losannese, caparbio, combattivo e soprattutto efficace in ogni duello individuale contro i bianconeri. Il numero 91 ha fatto tremare le assi ad ogni cambio ed è stato molto pulito nel primo passaggio, trovando pure la gioia del gol che ha chiuso la partita, presenziando sul ghiaccio in occasione di tutte le quattro reti della squadra vodese.
HIGHLIGHTS



