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Il giocatore migliore di una squadra e quello più insostituibile non sono necessariamente la stessa persona. Il primo può avere più talento o produrre più punti, mentre il secondo svolge un lavoro per il quale la rosa non possiede una vera alternativa.
Abbiamo quindi osservato le rose dei club di National League e posto la stessa domanda per ognuno: se domani questo giocatore non fosse disponibile, chi potrebbe svolgere le sue mansioni senza provocare un effetto domino? Nel giudizio entrano la qualità, ma anche la specificità del ruolo, la licenza, la profondità della squadra e le conseguenze tattiche dell’assenza.
Quella che segue non è dunque la classifica dei 14 migliori giocatori di ogni squadra, ma indica i giocatori da cui il rispettivo club difficilmente può prescindere.
Ajoie – Anttoni Honka

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)
I suoi 36 punti in 51 partite – nove gol e 27 assist – spiegano soltanto una parte del peso di Anttoni Honka. L’Ajoie si affida a lui per l’uscita di zona, le fasi di transizione, gli ingressi controllati nel terzo avversario e anche per la regia del powerplay. In altre parole, il finlandese non è solo un bravo finalizzatore, ma è spesso anche l’elemento che dà il via alle manovre.
Nättinen, Tanus e Turkulainen si prenderanno a carico una parte importante della produzione offensiva, mentre l’arrivo del fratello Julius Honka aggiunge mobilità e pericolosità dalla linea blu. Nessuna di queste soluzioni, però, sostituisce contemporaneamente il lavoro di Anttoni a tutta pista. In una squadra che nel 2025/26 ha segnato soltanto 105 reti e ne ha incassate 180, rinunciare al suo principale regista significherebbe passare ancora più tempo a difendersi. Senza Anttoni Honka, l’Ajoie non perderebbe soltanto il suo miglior difensore, ma anche il vero punto d’unione tra fase difensiva e offensiva.
Ambrì Piotta – Jesse Virtanen

Il dato più eloquente sono i 24 minuti e 8 secondi di TOI medio dell’ultima regular season, il minutaggio più alto della lega. Jesse Virtanen ha ottenuto 25 punti in 51 presenze, ma il suo vero valore risiede nel prendersi sulle spalle tante responsabilità: uscite dal terzo, costruzione del gioco, presenza costante in powerplay, e confronti contro le linee avversari migliori. L’Ambrì non ha un altro difensore capace di assorbire lo stesso volume di lavoro mantenendo un’alta qualità.
Tim Heed può offrire un pacchetto simile ma negli ultimi anni è stato molto meno affidabile, mentre i difensori svizzeri possono spartirsi i minuti restanti con compiti più modesti. Per arrivare a rimpiazzare Virtanen servirebbe insomma sommare il contributo di più giocatori della rosa. Per questo la tematica del suo recupero dopo l’infortunio degli ultimi playout è di grande importanza per l’avvio di stagione del leventinesi.
Berna – Connor Hughes

È una scelta particolare, perché Connor Hughes non ha ancora disputato una partita con il Berna. Eppure lo scambio con Romain Loeffel e il seguente contratto quinquennale spiegano già il suo peso nel nuovo progetto. Il club gli ha affidato la porta fino al 2031 e, di riflesso, la stabilità di una posizione rimasta troppo a lungo senza una soluzione definitiva. Questa rimane ad oggi una scommessa, nonostante a Losanna abbia chiuso la scorsa regular season con il 91,1% di parate, 2,35 reti incassate di media e due shutout in 27 presenze.
Sandro Zurkirchen offre esperienza e Christof von Burg rappresenta un giovane interessante, ma nessuno dei due – per motivi diversi – rappresenta oggi una valida alternativa a Hughes in caso di assenza prolungata. Con il suo arrivo gli orsi possono inoltre finalmente tornare a schierare sei stranieri di movimento, rendendolo fondamentale anche per la nuova architettura della squadra.
Bienne – Gaetan Haas

Gaetan Haas ha chiuso l’annata 2025/26 con 32 punti in 51 incontri e un +11, ma la sua importanza non si misura soltanto sul tabellino. Il capitano dei seeläander prende ingaggi importanti, fa un grande lavoro in penalty killing, affronta i centri migliori avversari e permette al Bienne di avere qualità nelle prime linee senza utilizzare una licenza straniera nella posizione più difficile da coprire.
Toni Rajala possiede più talento puramente offensivo, Lias Andersson porta tanta personalità e il nuovo difensore Victor Söderström promette di cambiare il livello della difesa. Sono alternative validissime come giocatori di maggior valore assoluto, ma un’assenza di Haas costringerebbe ad esempio Andersson a prendersi a carico più minuti importanti, un altro giocatore andrebbe spostato al centro e almeno due linee cambierebbero volto. Il Bienne perderebbe contemporaneamente il proprio riferimento tecnico, il capitano e il giocatore più importante in assoluto per la struttura e solidità del lineup.
Davos – Enzo Corvi

(JustPictures)
In una squadra profonda come il Davos nessuna assenza è davvero impossibile da assorbire, ma quella di Enzo Corvi produrrebbe le conseguenze più estese sul lineup. Nell’ultima regular season il centro ha firmato dieci gol e 34 punti in appena 37 partite, con un bilancio di +23. Il dato più importante, però, è la possibilità di affidare la regia offensiva a un giocatore svizzero, mantenendo maggiore libertà nell’impiego degli stranieri. Dopo la partenza di Stransky, il suo peso è inoltre destinato ad aumentare anche in termini di leadership e responsabilità.
L’ingaggio di Ken Jäger permetterà al club un passaggio di testimone importante nel corso dei prossimi anni, ma ad oggi non rappresenta ancora un suo diretto sostituto in caso di assenza.
Brendan Lemieux è per certi versi pure lui “insostituibile” grazie a un gioco fisico e “da spina nel fianco” che è unico, ma senza di lui la squadra perde “unicamente” una certa dimensione nello slot, mentre privandosi di Corvi lo staff si troverebbe costretto a riorganizzare maggiormente il lineup.
Friborgo – Christoph Bertschy

Il talento più puro dell’attacco burgundo resta Marcus Sörensen, ma l’insostituibile del Friborgo è Christoph Bertschy. Nell’ultima stagione ha disputato tutte le 52 partite di regular season, firmando 14 gol e 36 punti, mentre nei playoff ha aggiunto sei reti e dieci punti in 19 incontri. Terzo del Gotteron per punti in entrambe le fasi della stagione, era inoltre tra i candidati al premio di MVP dei playoff.
Bertschy può giocare al centro oppure all’ala, porta velocità nel forecheck, attacca la porta, lavora a tutta pista ed è tra i migliori giocatori svizzeri a svolgere questi compiti. L’alternativa al titolo di “insostituibile” poteva essere Sörensen, che sa creare un’occasione dal nulla e possiede un potenziale offensivo superiore, ma il Friborgo ha già dimostrato di poterne assorbire l’assenza. Dopo il ritiro di Sprunger crescerà inoltre la sua importanza a livello di leadership e presenza in spogliatoio, rendendolo un giocatore centrale in termini di identità.
Ginevra – Markus Granlund

Con 54 punti in 49 partite, Markus Granlund è stato il top scorer dell’ultima regular season. Il dato in questo caso coincide anche con un profilo praticamente insostituibile, visto che il finlandese è il centro di gravità dell’attacco del Ginevra. Il suo è un gioco completo, sia in termini di playmaking che di finalizzazione, ed è in grado di far girare una linea praticamente con qualsiasi compagno gli si affianchi.
Sakari Manninen può assorbire una parte della regia e Jesse Puljujärvi ha forza e talento per creare occasioni autonomamente, ma un’assenza di Granlund obbligherebbe una riorganizzazione importante del lineup, e significherebbe perdere il vero motore che trasforma il gioco in occasioni concrete.
Kloten – Reto Berra

In una squadra che nell’ultima regular season ha segnato soltanto 117 reti, la capacità del portiere di proteggere vantaggi spesso minimi assume un’importanza decisiva. Il Kloten ha scelto Reto Berra per affidare la propria porta a una certezza, con il 39enne che arriva dal titolo conquistato con il Friborgo, dopo avere chiuso la regular season con il 92,1% di parate e i playoff con il 92,4%. Numeri che confermano come sappia ancora offrire continuità e alzare il proprio livello nelle partite più importanti.
Davide Fadani rappresenta un’alternativa e il suo 91,7% in 25 presenze non può essere ignorato. Sinora, però, ha lavorato all’interno di una rotazione, senza dover sostenere per un’intera stagione il peso del ruolo di numero uno. L’arrivo di Berra permette al 25enne di continuare a crescere senza essere troppo esposto, mentre in caso di assenza del veterano Fadani ha la capacità di sostenere la squadra come già fatto nel passato campionato.
In avanti Dario Meyer rimane fondamentale per una squadra con poca produzione svizzera, mentre Ruotsalainen, Gignac, Aberg e Puhakka dovranno dividersi buona parte delle responsabilità offensive. In quei ruoli il contributo può però essere redistribuito. In porta, invece, soltanto Berra ha l’esperienza e solidità per reggere la pressione di una lunga stagione in cui la squadra dovrà lottare ogni sera per ottenere dei punti.
Langnau – Hannes Björninen

Il Langnau ha riunito Emil Pettersson e Jonathan Dahlén per aumentare il proprio potenziale offensivo, ma il giocatore più difficile da sostituire resta Hannes Björninen. Nella sua prima regular season nell’Emmental il finlandese ha ottenuto dieci gol e 23 punti in 40 partite. Ha inoltre giocato quasi 19 minuti a sera e vinto il 60,6% degli 805 ingaggi disputati, numeri che ne raccontano l’importanza ben oltre la produzione.
Björninen è il centro al quale affidare le situazioni più delicate: ingaggi in zona difensiva, penalty killing, confronti contro le linee migliori e minuti nei quali occorre proteggere un vantaggio. Quando nella passata stagione si è infortunato al ginocchio, i Tigers hanno cercato immediatamente sul mercato un giocatore dello stesso profilo, riportando nell’Emmental Sean Malone.
Emil Pettersson rimane l’altra candidatura forte a “insostituibile” grazie ai 46 punti ottenuti in SHL e all’intesa con Dahlén, ma la creatività può essere almeno parzialmente distribuita anche tra André Petersson e gli altri stranieri. Björninen svolge invece il lavoro che permette a tutti loro di essere utilizzati nelle condizioni migliori.
Losanna – Erik Brännström

Il Losanna vanta una delle difese più profonde della lega, ma nessuno dei suoi interpreti trascina il gioco quanto Erik Brännström. Lo svedese ha chiuso la scorsa regular season con 19 gol e 43 punti in 51 partite e un bilancio di +20, risultando il difensore più produttivo della National League e uno dei dieci migliori scorer in assoluto. Nei playoff ha poi aggiunto cinque punti in sette incontri. La sua produzione è inoltre avvenuta in gran parte a parità numerica, visto che solamente quattro gol (e 13 punti) sono stati ottenuti in powerplay.
Brännström apre il gioco come pochi altri difensori della lega grazie alla capacità di battere il forecheck avversario, rendendolo molto efficace in fase di transizione ed una costante minaccia in zona offensiva grazie al suo tiro.
Tra le alternative in squadra, Niku può prendere in mano la regia del powerplay, Loeffel garantire pericolosità dalla linea blu, mentre Miller e Fora possono assorbire minuti e marcature importanti degli avversari più forti. Nessuno però presenta un pacchetto completo come quello di Brännström, un vero motore a tutta pista ed il giocatore che in tutta la lega trasforma più rapidamente la difesa in attacco.
Lugano – Calvin Thürkauf

Luca Fazzini porta gol, Niklas Schlegel è il chiaro riferimento in porta e gli stranieri garantiscono numerose soluzioni offensive. Nessuno, però, replica il pacchetto di Calvin Thürkauf. Il capitano ha chiuso la regular season con 15 gol e 34 punti in 49 incontri, unendo produzione offensiva, presenza nello slot, forecheck, ingaggi e capacità di essere utilizzato contro le linee migliori.
Zach Sanford è l’altro centro capace di avere un impatto analogo, ma la leadership assicurata da Thürkauf non può essere sostituita, anche e soprattutto come punto di riferimento nelle partite più difficili. È uno di quei pochi casi in cui valore tecnico, posizione chiave nel lineup e identità della squadra coincidono nello stesso uomo. Altri bianconeri possono produrre più punti, ma nessuno lascerebbe un vuoto tanto incolmabile come quello di Thürkauf in caso di assenza.
Rapperswil – Jacob Larsson

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Il dubbio principale è quello con Tyler Moy, ma il giocatore che regge la struttura dei Lakers è Jacob Larsson. Nell’ultimo campionato lo svedese ha chiuso con 12 gol, 34 punti e un +14 in 50 partite, ovvero una produzione offensiva tra le migliori della lega aggiunta al lavoro di un difensore utilizzato in ogni situazione. È in grado di essere un riferimento in ogni fase di gioco, ha un tiro pericoloso che sfrutta con frequenza e il Rappi gli ha affidato oltre 22 minuti a partita sempre giocati ad alti livelli. Quando Nico Dünner si è infortunato, gli è stata inoltre affidata la “C”.
Moy rimane l’alternativa più seria: ha guidato la squadra con 36 punti, può giocare al centro in caso di necessità e non intacca il contingente straniero. Larsson occupa invece una licenza, ma senza lo svedese il Rapperswil perderebbe un uomo chiave ed il suo difensore più produttivo. Sul fronte offensivo invece i Lakers hanno comunque diverse opzioni per cercare di sopperire un’eventuale assenza di Moy.
ZSC Lions – Denis Malgin

Scegliere un insostituibile nello ZSC sembra quasi un controsenso. Sven Andrighetto ha chiuso a 41 punti come Malgin, Simon Hrubec è stato il miglior portiere della regular season e la rosa è ulteriormente cresciuta con Tim Berni, Simon Knak e Malte Strömwall. Eppure Denis Malgin, autore di 14 gol e 27 assist in 41 incontri, resta anche per una rosa attrezzatissima come quella dei Lions un giocatore unico.
Malgin è uno dei migliori giocatori della lega per possesso del disco ed entrate di zona, attira la pressione, trova il compagno libero e può giocare sia al centro sia all’ala. Andrighetto può decidere più partite con una conclusione, ma la qualità sulle ali è più facile da ridistribuire della creatività centrale di un attaccante svizzero. Anche senza Malgin lo ZSC resterebbe probabilmente la rosa più profonda della lega, diventerebbe però più lineare, con meno ingressi puliti e una maggiore dipendenza dal recupero del disco per generare attacco.
Zugo – Leonardo Genoni

La scelta non è di quelle romantiche. Leonardo Genoni, che al via della stagione avrà 39 anni, ha chiuso l’ultima regular season con il 91,8% di parate, 2,33 reti incassate di media e quattro shutout in 38 presenze. I playoff sono stati più difficili ma poi è arrivato il “solito” Mondiale ad alto livello, tanto che alla OYM Hall dovrebbe presto arrivare un suo nuovo prolungamento contrattuale.
Davanti, pur con le stagioni non eccezionali di Kubalik, Tatar e Kovar, lo Zugo dispone di più elementi per reagire ad eventuali assenze, mentre in difesa l’ultimo arrivo di Moverare mette al riparo il reparto da emergenze infortuni. In porta la distanza è invece più netta. Tim Wolf è partito e Mathieu Croce arriva dalla Swiss League senza alcuna esperienza nella massima lega. Il giovane avrà un ruolo perché le forze di Genoni andranno gestite, ma sua assenza prolungata cambierebbe immediatamente le prospettive dello Zugo.

