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Ambrì Piotta

Formenton: “Ambrì è casa mia, ma ora ho bisogno di fermarmi e riflettere sul futuro”

Il canadese è stato protagonista nel playout: “Mi sono sentito bene per tutta la serie, e con Joly e Landry abbiamo sviluppato una chimica eccezionale. Tapola ha portato idee chiare e struttura, ha saputo trovare un lineup efficace”

PORRENTRUY – Se l’Ambrì Piotta è venuto a capo dell’Ajoie in sole quattro partite, parte del merito va attribuito alla crescita mostrata dalla linea di Landry, Joly e Formenton, con quest’ultimo in particolare capace di alzare il proprio livello risultando decisivo per le sorti della serie.

“È stata tirata”, ha commentato a caldo il canadese. “L’Ajoie non ha mai mollato, sono una squadra ostica da affrontare e sono felice che il gruppo sia riuscito a trovare le giuste soluzioni per chiudere così rapidamente la stagione”.

Anche stavolta sei stato tra gli uomini più pericolosi in pista, confermando la tua crescita nel corso di questo finale di stagione…
“Mi sono sentito molto bene per tutta la serie, e con Joly e Landry abbiamo sviluppato una chimica eccezionale che ci ha permesso di esprimerci su buoni livelli. Sono davvero felice di aver contribuito al successo della linea e, più in generale, della nostra squadra”.

Nel corso di questi playout hai alzato il tuo livello. Con Tapola senti di poterti esprimere al meglio?
“Assolutamente sì. Trovo che sia un coach con le idee chiare, che propone un sistema di gioco estremamente strutturato. È in grado di ottenere il massimo da ciascun uomo e questo non è da tutti. Dopo un normale periodo di assestamento, è entrato sempre più nelle dinamiche del nostro gruppo ed è riuscito ad allestire un lineup efficace e bilanciato. Sono felice che ci sia riuscito, e che per farlo si sia affidato anche a noi tre”.

Nel corso della serie avete mostrato grande calma nella gestione dei momenti difficili e di pressione del vostro avversario. Quanto merito ha Tapola in tutto questo?
“Dal suo arrivo ha lavorato moltissimo sul mentale, insistendo in particolare sulla tenacia che avremmo dovuto iniziare a mostrare nei momenti complicati, così da essere squadra vera. Ci ha insegnato a non panicare, a restare concentrati e a ripartire con la testa libera. Penso che i frutti di questi insegnamenti siano emersi soprattutto in questa serie, tant’è vero che non abbiamo mai perso la bussola, nemmeno quando eravamo sotto pressione”.

Giocare per evitare lo spareggio è un contesto particolare e radicalmente diverso rispetto alla regular season: avete gestito bene la pressione come gruppo…
“Percepivamo parecchia pressione attorno a questa serie. L’intenzione era di andare in vacanza al più presto ma di fronte a noi si è presentata una squadra che ci ha dato del filo da torcere fino alla fine. Non è un caso che la rete decisiva di Joly sia arrivata solamente negli ultimi minuti. È stata una serie combattuta ma sono felice di come il gruppo abbia deciso di affrontarla, senza timore e con una certa maturità”.

A livello personale si può dire che tu abbia vissuto due stagioni in una, con una prima parte complicata e una seconda in crescita. Dal tuo punto di vista, invece, che stagione è stata?
“Quando ti approcci ad una nuova stagione lo fai preparandoti al massimo. Vuoi arrivare pronto, ma non sempre le cose vanno come vorresti. Con l’arrivo di Tapola abbiamo assistito ad una sorta di reset. Da lì siamo ripartiti, siamo riusciti ad alzare il nostro livello sulla base delle sue indicazioni e credo che la squadra lo abbia dimostrato in questa serie”.

Puoi dirci qualcosa riguardo il tuo futuro? La tua intenzione è quella di rimanere in Leventina?
“Ambrì è casa mia, non ho dubbi su questo. In questo momento però ho bisogno di tornare a casa, riflettere e capire cosa fare”.

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