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Dominic Moore e una rete che vale molto più della finale

NEW YORK – I New York Rangers si sono qualificati qualche giorno or sono per la finalissima della Stanley Cup per la prima volta dopo 20 anni di attesa, e lo hanno fatto grazie ad una rete di Dominic Moore. Una rete, la sua, decisamente diversa da tutte le altre.

Il gol decisivo messo a segno dall’attaccante di Toronto è carico di significati. Moore è infatti tornato a giocare a New York – squadra che lo aveva draftato nel 2000 – dopo non essere sceso sul ghiaccio la passata stagione. Durante i playoff del 2012, infatti, il giocatore ha lasciato ogni suo impegno con i San Jose Sharks per assistere la moglie Katie, diagnosticata con una rara forma di cancro.

Dopo nove mesi di battaglie, Katie Moore è purtroppo deceduta. Dominic ha così deciso di prendersi una pausa dall’hockey, questo nonostante diverse squadre fossero interessate ad ingaggiarlo durante il preseason ed il lockout. Il giocatore si è però preso il tempo per scendere a patti con la tragedia con cui era stato confrontato, tornando ad allenarsi solamente la passata estate e fondando nel frattempo una fondazione, che potete trovare all’indirizzo katiemoore.org

Ha poi deciso di tornare a giocare a hockey proprio là dove tutto era iniziato, a New York. Autore di 18 punti in regular season, Dominic Moore è stato tra gli assoluti protagonisti della cavalcata dei Rangers nei playoff, ottenendo la rete decisiva che ha regalato la finalissima alla sua squadra.

L’interessante storia di Dominic Moore è ben riassunta nel breve documentario che vi lasciamo di seguito, che riesce davvero a far comprendere quanto la rete ottenuta qualche giorno or sono dal giocatore vada ben oltre il suo valore sportivo.

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