
Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.
Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.

Stéphane Charlin (Ginevra): Il Ginevra ha trovato nel suo portiere una delle principali certezze di una settimana da tre vittorie e otto punti, affrontata con un organico condizionato dalle assenze. Charlin ha sostenuto il successo all’overtime di Rapperswil e poi chiuso completamente la porta nel derby di Friborgo, dove le sue 25 parate hanno permesso ai granata di difendere sino in fondo l’unica rete della serata. Sabato alle Vernets ha aggiunto altri 35 interventi contro il Bienne, completando un bilancio da appena tre gol subiti su 85 conclusioni, per un eccellente 96,47% di parate. Una continuità preziosa soprattutto nelle partite più strette, nelle quali il Servette ha potuto costruire il risultato partendo dalla sicurezza del suo estremo difensore. Un deciso cambio di passo dopo le incertezze della settimana precedente.
Anttoni Honka (Ajoie): Il powerplay dei giurassiani ha trovato nel bastone del finlandese un’arma particolarmente efficace, con tre reti nelle tre partite della settimana, tutte ottenute in superiorità numerica. A Kloten la sua doppietta aveva alimentato la rimonta sino al 4-4, prima che gli aviatori riprendessero il controllo del risultato, mentre sabato a Rapperswil è arrivato il gol che ha fatto pendere definitivamente la sfida dalla parte dell’Ajoie. La sua conclusione in doppia superiorità è infatti valsa il 3-2 poi diventato decisivo, premiando una settimana da undici tiri in porta e oltre 23 minuti di TOI medio.
Simon Le Coultre (Ginevra): Ha lasciato il segno in tutte e tre le vittorie settimanali del Servette, unendo contributo offensivo e un lavoro importante a protezione della propria porta. A Rapperswil gli sono bastati sette secondi di overtime per trovare il gol del successo, mentre a Friborgo ha propiziato l’unica rete della partita, firmata da Kneubuehler, prima di aggiungere un altro assist contro il Bienne. Utilizzato per oltre 23 minuti a partita, ha fatto registrare anche dieci tiri bloccati e quasi undici minuti complessivi in inferiorità numerica, prendendosi responsabilità in ogni situazione. Una presenza completa e affidabile, particolarmente preziosa per una retroguardia costretta a fare i conti con le assenze.
Gregory Hofmann (Zugo): Nessuno ha raccolto più punti di lui nell’ultima settimana, chiusa con quattro gol e altrettanti assist nelle tre vittorie dello Zugo. Hofmann ha prodotto con grande regolarità, mettendo assieme tre punti contro il Lugano, due nella sfida più combattuta con il Langnau e altri tre nella goleada di Berna, dove ha firmato una doppietta. A colpire è stata soprattutto la concretezza del suo contributo, con sette punti primari sugli otto complessivi e dodici conclusioni in porta. Una settimana nella quale la sua velocità d’esecuzione e precisione hanno fatto parecchia differenza, premiata anche con la convocazione in Nazionale.
Nathan Schnarr (Ambrì Piotta): Il canadese si è nuovamente fatto trovare pronto in quei momenti in cui le partite chiedevano un leader capace di mostrare la via con personalità. Dopo l’intelligente assist sul pareggio di Järventie contro il Bienne, a Zurigo ha firmato una doppietta e partecipato alla rete del 3-3 di De Luca, risultando il principale protagonista offensivo del punto conquistato alla Swiss Life Arena. Nel derby si è poi preso il momento più importante, trovando in powerplay il gol della vittoria a soli 47 secondi dalla terza sirena. I cinque punti settimanali, tutti primari, e i tredici tiri confermano nuovamente quanto il canadese sia di centrale importanza per questo Ambrì. Ancora più significativo è però il peso delle sue giocate, capaci di dare concretezza alla fiducia con cui la squadra ha affrontato anche i momenti più complicati delle tre sfide.
Jerome Bachofner (Langnau): Ha trovato il gol in tutte e tre le partite della settimana, contribuendo con quattro reti e due assist all’ottimo bottino offensivo dei Tigers. Nel travolgente successo di Losanna ha messo assieme una doppietta e un assist, mentre contro il Friborgo ha servito il passaggio per il decisivo 3-2 di Petersson e poi chiuso i conti a porta vuota. Anche nella sconfitta di Zugo ha mantenuto la propria pericolosità, segnando in powerplay il momentaneo pareggio e impegnando Genoni con cinque conclusioni. Proprio la capacità di restare incisivo nelle diverse situazioni rende particolarmente convincente la sua settimana, chiusa con dieci tiri in porta e un bilancio di +4.

Kevin Pasche (Losanna): Il difficile inizio di settimana dei vodesi ha coinvolto anche il loro portiere, che nel tracollo contro il Langnau non è riuscito a dare stabilità a una squadra rapidamente finita fuori partita. Nella serata dei continui avvicendamenti con Huet ha incassato quattro reti su sedici conclusioni, prima di subirne altre quattro nella successiva sconfitta di Lugano. Sabato contro il Davos ha offerto una risposta più convincente, fermando 22 tiri su 24 e contribuendo al successo all’overtime che ha alleggerito il bilancio del Losanna. Un miglioramento necessario, al termine però di una settimana chiusa con dieci gol subiti e l’86,84% di parate, nella quale anche dalle sue prestazioni non è arrivata la solidità necessaria a sostenere una squadra ancora molto irregolare.
Juuso Riikola (Langnau): Nella settimana dei quindici gol segnati dai Tigers, il finlandese è rimasto ai margini della produzione offensiva, chiudendo senza punti e con appena tre conclusioni in porta nonostante oltre venti minuti di TOI medio. A lasciare il segno in negativo è stata soprattutto la sbavatura commessa a Zugo, quando ha perso il controllo del disco davanti a Boltshauser, permettendo a Petrovic di servire Hofmann per il 2-1. Una leggerezza pesante in una partita ancora in equilibrio, che ha aiutato i padroni di casa a prendere in mano la sfida. Anche in superiorità numerica il suo contributo è rimasto evanescente, completando una settimana poco incisiva per uno degli uomini chiamati a guidare la manovra dei Tigers.
Michael Kapla (Friborgo): Dopo una prima stagione da dieci gol e 31 punti in regular season, dall’americano ci si aspettava una presenza più incisiva nella manovra dei dragoni. Il suo bottino rimane invece fermo a cinque assist, senza reti, e anche nell’ultima settimana è mancato quel contributo offensivo che ne aveva caratterizzato l’impatto del passato campioanto. Contro Davos, Langnau e Ginevra ha chiuso senza punti, con appena due conclusioni in porta e un bilancio di -2, pur beneficiando di oltre 21 minuti di impiego medio e di spazio in powerplay. Una presenza troppo discreta con il disco per un difensore straniero chiamato ad alimentare il gioco e ad aggiungere soluzioni dalla linea blu, soprattutto nelle ultime due uscite, nelle quali il Friborgo ha segnato soltanto due reti complessive.
Brendan Lemieux (Davos): Il canadese ha complicato parecchio il lavoro dei compagni contro il Rapperswil, prima rimediando la penalità per comportamento antisportivo che ha offerto a Jensen il powerplay del 3-2, poi facendosi espellere nel finale per la carica da tergo ai danni di Dünner. Un intervento che ha lasciato il Davos in inferiorità proprio mentre cercava il pareggio, trovato comunque da Zadina prima del successo grigionese ai rigori. Le conseguenze si sono protratte (almeno) sino a sabato, quando Lemieux ha dovuto saltare la trasferta di Losanna in seguito a una squalifica preventiva. Ai 27 minuti di penalità – che porta il totale a 66, rendendolo il più penalizzato della lega – si aggiungono due presenze senza punti e appena tre tiri in porta, un contributo insufficiente per un giocatore dal quale il Davos avrebbe avuto bisogno di energia unita a maggiore lucidità.
Toni Rajala (Bienne): Il suo disco regalato a Vesey nel finale di Ginevra è uno degli errori individuali più pesanti della settimana. Dopo aver appena riacciuffato il pareggio con Zwerger, il Bienne sembrava vicino a guadagnarsi almeno la possibilità di giocare l’overtime, ma il passaggio sbagliato del finlandese ha aperto la strada al definitivo 3-2, arrivato a soli 14 secondi dalla sirena. Una leggerezza inusuale per un giocatore della sua esperienza, che ha aggravato un bilancio offensivo già inferiore alle aspettative. Nelle tre partite settimanali Rajala è infatti rimasto senza gol, raccogliendo soltanto l’assist sulla rete di Andersson alle Vernets.
Sonny Milano (Berna): Due esclusioni per scelta tecnica e un rientro poco incisivo riassumono una settimana nella quale l’americano ha faticato a ritagliarsi un ruolo, e che indicano nuovamente come il suo passaggio in Svizzera sinora non sia convincente. Rimasto fuori dal lineup contro gli ZSC Lions e l’Ajoie, si è rivisto sabato nella pesante sconfitta contro lo Zugo, senza riuscire a dare una scossa all’attacco bernese. Il palo colpito da una posizione favorevole è rimasto il suo principale sussult in una prova terminata senza punti né tiri nello specchio e con un bilancio di -2. Anche i soli dieci minuti di ghiaccio indicano come sia finito indietro nelle gerarchie di Aubin.

