
AMBRÌ – Marco Maurer è scuro in volto. Il derby ad Ambrì, perso sul filo di lana, fa male al rinforzo bianconero.
“Abbiamo sfruttato le nostre chance da rete, ma nel finale l’Ambrì ha avuto i rimbalzi dalla sua parte”, ha commentato il difensore. “Penso ad esempio alla terza rete, una deviazione di pattino, ma pure alla quarta, anche lì è stata un’azione confusa, con un pattino, un palo e così via. I leventinesi sono stati bravi a guadagnarsi questa fortuna e a portare il momentum dalla loro parte. È davvero un peccato essere usciti a mani vuote”.
Qual è il bilancio delle tue due partite in bianconero?
“La sconfitta nel derby ovviamente mitiga la soddisfazione, si vuole sempre vincere. Ho fatto come sempre il mio gioco, ho avuto un buon feeling, mi sono sentito bene e mi ha fatto piacere essere a Lugano”.
È stato difficile, oltretutto alla tua età, riabituarsi al ritmo della National League?
“Ho giocato in totale più di 1’000 partite tra National e Swiss League. Onestamente credo di conoscere la massima lega ancora meglio rispetto a quella inferiore. Per me a livello mentale è più semplice giocare in National League rispetto alla Swiss League. Chiaramente il livello è un altro, e alla Gottardo Arena avevamo di fronte un top team, la seconda forza del campionato. Alla fine l’hockey rimane l’hockey, se tu fai semplicemente il tuo gioco diventa tutto più semplice”.
Certo che la vita è strana, sino a pochi giorni fa non ti saresti mai immaginato di ritrovarti dopo tanti anni a disputare un derby ticinese. Una bella emozione, di cui ti ricorderai nonostante l’amaro epilogo…
“Il prossimo compleanno sarà il 39esimo (Maurer ride, ndr), è sempre bello poter vivere qualcosa del genere alla mia età, ti dà tanta gioia. Questo fatto mi dimostra che, fisicamente, posso ancora giocare in questa categoria, so tenere il passo”.
C’è una possibilità di allungare questa avventura a Lugano, oppure è escluso?
“Non ho veramente nessuna idea, dipende tutto dai due direttori sportivi. Mi sono integrato in fretta all’interno della squadra, sono felice, conosco bene l’ambiente. Ora c’è la pausa dedicata alla Nazionale, si discuterà e vedremo se ci sarà la possibilità di rimanere oppure no”.
Ultima domanda, quando è arrivata la notizia del tuo ritorno a Lugano, la memoria è andata subito…
“Ti interrompo, non voglio dire nulla in merito, non ho niente da aggiungere su questa faccenda, è out of space“.
Marco Maurer ha evidentemente capito subito dove volevamo arrivare, il riferimento era alla storia legata all’incidente di sua moglie, quando perse un occhio, colpita da un disco durante una partita casalinga nell’aprile del 2014. Una vicenda drammatica che finì persino in sede penale, con una causa nei confronti di Vicky Mantegazza e dell’HC Lugano. Volevamo chiedergli come mai avesse deciso di tornare a vestire il bianconero malgrado il passato e l’accaduto. Una domanda che perlomeno in questa sede resterà senza risposta.


