
AMBRÌ – Il secondo derby stagionale si è chiuso con un’altra festa biancoblù alla Gottardo Arena. Il 4-3 sul Lugano, deciso da Nate Schnarr nel finale, ha regalato all’Ambrì Piotta il successo nella sfida cantonale di sabato sera.
“Abbiamo avuto una bella reazione”, ci ha raccontato l’attaccante Inti Pestoni. “Nel terzo tempo abbiamo giocato il nostro periodo peggiore e forse a un certo punto è subentrata anche un po’ di paura di perdere la partita. Siamo però stati bravi a rimanere in corsa, a trovare i momenti giusti per segnare e a vincere nel finale”.
Rispetto alla passata stagione, una partita come questa sembra rappresentare un altro passo verso una maggiore maturità…
“Sì, penso che dall’inizio del campionato stiamo giocando ogni partita fino alla fine. Restiamo sempre vicini agli avversari nel punteggio e questo ci permette di cambiare velocemente una sfida, perché una buona giocata può girare tutto. È questo l’aspetto positivo, giochiamo sempre a testa alta, sappiamo cosa dobbiamo fare e rimaniamo in partita. Sabato abbiamo dato una prova di forza. Dopo la partita della sera prima non era semplice arrivare qui ed essere carichi, ma il derby ti dà delle energie particolari. Per questo non parlerei di stanchezza nel terzo tempo. Non saprei nemmeno spiegare bene cosa sia successo, ma anche loro hanno preso un po’ il gioco in mano”.
Quanto si sta facendo sentire il lavoro di Tapola e del suo staff, anche attraverso l’approccio del bastone e della carota?
“Assolutamente. Sin dal loro arrivo hanno dettato la linea che volevano seguire, dicendoci che era quella la strada per vincere. Quando giochi e vedi che i risultati arrivano, evidentemente tutti iniziano a crederci. Penso che questa sia una delle difficoltà per un allenatore, arrivare con le proprie idee, trasmetterle e poi dimostrare che funzionano. Se non succede, diventa difficile. Loro sono stati bravissimi a metterci in testa queste cose e noi le stiamo facendo. Nessuno si aspettava di vedere l’Ambrì in questa posizione, ma sono riusciti a farci fare quel cambiamento mentale. Adesso penso che meritiamo di essere dove siamo”.
Vi lasciate alle spalle circa un terzo di campionato e ora avete una decina di giorni per ricaricare le batterie. Su cosa lavorerete per presentarvi pronti alla ripresa?
“Penso che continueremo a lavorare su tutti gli aspetti affrontati finora. Sappiamo che durante una partita ci sono momenti in cui due o tre decisioni sbagliate ci costano dieci minuti, o quasi un intero periodo, in cui subiamo il gioco. Sono questi i piccoli dettagli che dobbiamo migliorare, dai cambi al momento giusto al mettere il disco nel posto giusto. Sono tutte cose che l’allenatore ci farà vedere”.
Ti avevo già chiesto della classifica, che quasi ti faceva un po’ paura guardare. Dopo qualche partita in più, che effetto fa vederne una così bella all’inizio di novembre?
“Di sicuro è bello. Si dice sempre che non guardiamo la classifica, però in questi momenti un’occhiatina ogni tanto ce la possiamo anche concedere. Se guardiamo alle nostre spalle, però, basta perdere due partite di fila per tornare nelle posizioni in cui siamo abituati a stare. Dobbiamo essere bravi a non perdere la concentrazione, a continuare a lavorare e a giocare ogni partita in questo modo. Bisogna fare il più possibile subito, senza aspettare che arrivi il momento negativo, come è successo negli anni passati. Dobbiamo continuare a lavorare con la consapevolezza di poter fare bene”.


