
AMBRÌ – Determinante a Zurigo grazie ad una prova maiuscola, decisivo qualche ora dopo grazie al game winning goal contro il Lugano. Nate Schnarr continua a trascinare il suo Ambrì, uscito meritatamente vittorioso dal secondo derby stagionale della Gottardo Arena.
“Non c’è niente di meglio che vincere un derby”, ha esordito il canadese. “So quanto è importante per tutto l’ambiente questo genere di partite, me ne sono reso conto venerdì sera di rientro da Zurigo quando ad attenderci vicino al bus c’era un mucchio di tifosi che ci hanno chiesto di vincere il derby… Direi che li abbiamo accontentati”.
Un derby che avete vinto con pieno merito. È stata l’ennesima vittoria di carattere…
“Se guardiamo i sessanta minuti anche loro si sono creati delle buone occasioni e in alcuni frangenti ci hanno messo in difficoltà. Siamo stati bravi a vincerla, certo, ma non abbiamo fatto tutto come avremmo dovuto. Il powerplay è stato lacunoso, ad esempio, e abbiamo peccato di scarsa efficienza sotto porta. Ma abbiamo fatto anche tante cose bene. Il boxplay ha lavorato alla grande, al punto da mettere Kodytek nella posizione di segnare quel 2-2 importantissimo. Insomma, nonostante le difficoltà abbiamo trovato ancora una volta il modo di vincere ed è questo che conta più di tutto”.
Avete trascorso la partita ad inseguire, prima sotto 0-2 e poi 2-3, ma non vi siete mai scoraggiati. Nemmeno quando i tentativi andavano a vuoto. È un Ambrì che, incredibilmente, riesce sempre a trovare il modo di sfangarla… Come ci riuscite?
“Sta tutto nella cultura dello spogliatoio, quella che ci ha inculcato il nostro staff tecnico dall’estate. C’è grande fiducia nei nostri mezzi, confidiamo nelle nostre potenzialità e abbiamo la consapevolezza di potercela fare sempre, anche in quei momenti in cui le partite possono sembrare perse. Siamo un gran bel gruppo, molto coeso, e ad emergere non sono mai le individualità ma la forza del collettivo. Ognuno gioca per la squadra e non per sé stesso, e questo nei momenti difficili fa la differenza”.
Cos’hai pensato quando hai infilato quella rete a 47 secondi dalla fine?
“Ho avuto una sorta di blackout. Sono esploso, mi è uscita tutta l’energia che avevo in corpo ed è stato bellissimo. Come ho detto, sapevo perfettamente quanto fosse importante questa partita per i nostri tifosi e ci tenevo a vincerla. Mancavano però ancora 47 secondi, quindi era fondamentale rimanere lucidi fino alla fine. È stata una serata dalle grandi emozioni”.
Il calo nel terzo periodo è riconducibile agli sforzi profusi la sera precedente nell’eccellente prova di Zurigo?
“A volte non è semplice giocare questi back-to-back, ma questo è il calendario. A Zurigo abbiamo indubbiamente speso moltissime energie contro una squadra di straordinaria qualità. Sono veloci, tecnici e hanno delle individualità sopraffine. Abbiamo giocato un grande match, abbiamo imparato tanto e siamo riusciti a portare tante buone cose nel derby di sabato”.
Per te è stato un weekend straordinario, con tre punti a Zurigo e il gol decisivo nel derby. Porti in pista un’energia contagiosa e sembri davvero un punto di riferimento per i tuoi compagni. Quanto è importante per te trasmettere questa energia al gruppo? E quanto conta anche fuori dal ghiaccio, con momenti di leggerezza come lo scherzo di Halloween, contribuire a creare un buon ambiente nello spogliatoio?
“L’hockey, il tipo di gioco che alleni ed il gameplan sono importanti. Ma senza una buona chimica ed un buon ambiente in spogliatoio, rischi di finire con un pugno di mosche. È importante costruire qualcosa di positivo anche fuori dal ghiaccio. Scherzi, battute e risate devono essere parte integrante della routine di un gruppo: questo non significa lavorare con leggerezza sul ghiaccio. In pista è una cosa, fuori dal ghiaccio un’altra. Trovare un buon equilibrio tra serietà nel lavoro e leggerezza è, dal mio punto di vista, determinante per il successo di una squadra. Ecco, lo scherzo di Halloween è un piccolo esempio dell’ottimo clima che si respira in squadra”.
Arriva ora la pausa che vi permetterà di recuperare un po’ di energie fisiche e mentali. Credi che arrivi al momento giusto?
“Abbiamo giocato 18 ottime partite e credo sia arrivato il momento di fermarci un attimo, voltarci indietro e guardare bene il nostro percorso. Vogliamo recuperare un po’ di forze e di lucidità mentale perché abbiamo speso tanto. Dobbiamo renderci anche conto, però, che non è stato fatto ancora nulla. Il campionato è lunghissimo, non siamo nemmeno a metà e sarebbe pericoloso iniziare a pavoneggiarci allo specchio credendo di aver fatto un buon lavoro. Certo, lo abbiamo fatto, ma si tratta di continuare a pigiare sull’acceleratore se vogliamo sperare di continuare ad avere successo”.


