RAPPERSWIL - Sale a due il conteggio delle partite mancate dall’Ambrì Piotta in questa stagione - l’altra era stata la sfida casalinga contro il Langnau - con i leventinesi che in casa del Rapperswil non hanno mai saputo convincere davvero, evidenziando una generale imprecisione tecnica e poca lucidità anche nei movimenti. La sconfitta rimediata contro i Lakers è così apparsa meritata, pur considerando la prestazione modesta degli avversari.
Nulla di grave, ovviamente. È impensabile che la squadra di Tapola possa essere al massimo delle sue potenzialità in ogni circostanza, anche se rimane comunque il rammarico per una partita in cui sarebbe bastato qualcosina in più per riuscire a portare a casa il risultato.
Di buono c’è stata sicuramente la tenacia mostrata dall’Ambrì, che ha saputo rimontare tre volte, ma è anche vero che poi non si è mai avuta la sensazione che Järventie e compagni potessero davvero prendere in mano la situazione. Sin dall’inizio, infatti, la scarsa velocità di pattinaggio, unita a tanta imprecisione in esecuzione, ha reso spesso le azioni troppo macchinose e di semplice lettura per gli avversari.
In generale il livello del match è stato piuttosto scarso, questo sin da un primo tempo “pasticciato” da parte delle due squadre, in cui l’Ambrì ha avuto il principale merito di mantenere il contatto con i Lakers, soprattutto ottenendo un 2-2 molto importante su una penalità di cinque minuti rimediata da Marlon Graf.
Ad essere un problema sono poi stati sempre di più gli special teams, con dei biancoblù poco brillanti in superiorità numerica - anzi, sono pure arrivate due grandi chance in shorthand per il Rappi - mentre i padroni di casa hanno colpito con Tyler Moy, per poi ripetersi nella terza frazione con Rask - rete questa che ha spaccato l’incontro - e Wetter.

Nel mezzo l’Ambrì aveva trovato il nuovo pareggio con una bella azione personale di Järventie - che si è così fatto perdonare l'errore che aveva favorito il secondo gol locale, issandosi anche a top scorer di lega con 20 punti in 14 match - ma poi il match si è fatto ancora più confuso, anche a causa di alcune compensazioni arbitrali che non ne hanno favorito il normale svolgimento.
A conti fatti, però, i Lakers hanno trovato gli spunti decisivi per imporsi, mentre per il gruppo di Tapola le cose non hanno mai fatto “click”, nemmeno per una prima linea che ha provato a costruire molto ma in maniera anche qui imprecisa, come testimoniano i ben 19 tiri (13 di Järventie!) del primo blocco e l’unica rete ottenuta.
Ha trasmesso poca sicurezza anche Gilles Senn, che al netto di una parata strepitosa nel finale è apparso un po’ goffo in varie circostanze, in particolare sulla rete di Rask che ha deciso l’incontro. Le responsabilità per la sconfitta non sono ovviamente sue - è stata una serata meno convincente proprio a livello collettivo - ma ad oggi la differenza rispetto a quando tra i pali c’è Philip Wüthrich è evidente.
L’insidiosa trasferta contro il fanalino di coda del campionato ha così portato a una serata stentata, ma il fatto - come si diceva in apertura - che questa sensazione sia stata vissuta appena per la seconda volta dice molto del percorso compiuto sin qui dall’Ambrì Piotta. Ora si tratterà però di rientrare subito nel giusto ritmo, alzare l’intensità e farsi trovare pronti per l’Ajoie, in una sfida tra le due vere sorprese positive di questa prima parte di stagione.
IL PROTAGONISTA
Victor Rask: Autore del gol decisivo a cui ha aggiunto due assist, l’attaccante svedese è stato il giocatore maggiormente presente e costante nel corso del match, con un contributo a tutta pista. Il ritorno alla rete potrebbe inoltre essere importante per lui, che come altri compagni stava faticando parecchio nel corso di un ultimo mese offensivamente poco brillante.
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