
AMBRÌ – L’Ambrì ha potuto festeggiare con merito il primo fine settimana da sei punti. Dopo la netta vittoria di Kloten, i biancoblù sono riusciti a sfatare anche la “maledizione” della Gottardo Arena sconfiggendo una squadra in piena forma come il Servette. Decisive le due reti di Joly e Järventie, cadute nella terza frazione a distanza di pochi secondi.
“Siamo molto contenti di come sia andata”, ha commentato il finlandese. “Ci sono stati dei momenti in cui li abbiamo sofferti, altri in cui siamo stati superiori. È stata una battaglia alla quale siamo sopravvissuti molto bene, con intelligenza, e che ci permette di portare a casa altri tre punti pesanti per la nostra classifica”.
Nel corso della partita ci hai provato tanto ma in alcuni frangenti hai finito per “litigare” con il disco, merito anche del buon forecheck del Servette che ti ha impedito di esprimerti con maggiore libertà. Nonostante questo, ancora una volta, sei stato decisivo e hai trovato probabilmente la rete più importante della serata…
“Credo che quando le cose non funzionano come vuoi, devi pazientare ed essere bravo a rimanere lucido. Prima o poi le cose cambiano, si apre qualche spazio e di conseguenza si presentano le occasioni giuste. Io sono stato paziente perché sapevo che prima o poi si sarebbe aperto uno spiraglio, e così è stato”.
Fai sembrare tutto molto naturale, ma ci sono serate in cui è più difficile trovare spazio e incidere sulla partita. Da cosa pensi dipenda maggiormente: dalla capacità degli avversari di limitarti o dalla tua difficoltà nel trovare le soluzioni giuste?
“Credo anzitutto che la National League sia una lega estremamente competitiva e di altissimo livello e, di conseguenza, è complicato riuscire ad imporsi con regolarità. Penso che le serate nelle quali non riesco ad esprimere al 100% il mio gioco siano legate alle chiusure degli spazi delle altre squadre. Dipende molto dal tipo di gioco che mettono in pista, e da quale livello di forecheck decidono di attuare. Ci sono squadre che riescono ad arginare molto bene i miei tentativi, altre che per tipologia di gioco mi concedono maggiore libertà. Insomma, dipende moltissimo dall’avversario che mi ritrovo davanti e trovo che il Ginevra abbia fatto un ottimo lavoro in tal senso”.
Era anche importante tornare a vincere tra le mura amiche, alla Gottardo Arena…
“È un altro aspetto positivo del nostro percorso. Sin qui avevamo disputato eccellenti partite in trasferta, mentre in casa alcune buone prove si erano alternate con alcune meno brillanti. Siamo riusciti a vincere davanti al nostro pubblico, mettendo in pista una buona prestazione. Ci voleva”.
Da subito ti sei imposto come un giocatore estremamente dominante e sei diventato rapidamente il faro di questa squadra. Sei dove ti aspettavi di essere, a questo punto della stagione?
“Penso di sì. Ho sempre saputo che, quando sono in salute, posso avere un impatto importante in fase realizzativa. Sono semplicemente grato di essere in forma e di poter fare quello che amo: giocare a hockey”.


