
KLOTEN – Philip Wüthrich è decisamente uno che preferisce i fatti alle parole, e nemmeno quando il suo Ambrì vince alla grande si lascia andare ai festeggiamenti. La soddisfazione però nelle sue parole c’è: “Tutti hanno sfoderato un’ottima prova dalla A alla Z, abbiamo affrontato e disputato la partita proprio come ci eravamo prefissati”.
È stato difficile per te rimanere concentrato malgrado il comodo vantaggio e il dominio dei tuoi compagni?
“Fa parte del lavoro. Ogni portiere conosce questa sensazione, è semplicemente una questione di testa, l’aspetto mentale è importante in questi casi”.
Con il passare dei minuti si pensa allo shutout in queste circostanze? Ti saresti arrabbiato se avessi subito una rete negli ultimi minuti?
“Dipende dal tipo di gol che subisci. Se per esempio è frutto di una ripartenza avversaria e ti ritrovi con tre avversari liberi davanti a te, allora sì, ma alla fine è importante vincere, poco importa se si incassano delle reti. In fin dei conti quando subisci un gol non è sempre tutto nelle tue mani e in quelle dei tuoi compagni. A volte conta anche la fortuna, come in occasione della nostra prima segnatura. Lo shutout è, diciamo, la ciliegina sulla torta”.
Si ha un po’ di compassione nei confronti di un collega, come Berra in questa occasione, sostituito sul 4-0 dopo appena 25 minuti?
“Conosco Reto, non si augura a nessuno una cosa del genere, ma capita a qualsiasi portiere. Sono sicuro che dimenticherà in fretta l’accaduto e si riprenderà”.
Il tuo contratto è in scadenza e si parla tanto di te. Il fatto di non avere ancora sicurezza in merito al futuro non ti distrae? Ti sei dato una scadenza?
“Il mio lavoro è chiaro, fermare i dischi e aiutare la squadra a vincere. Non fa nessuna differenza non avere ancora certezze, non mi sono dato un termine”.


