LOSANNA - Il quarto tentativo finalmente è quello buono, il terzo in quelle trasferte in cui il Lugano si era trovato in vantaggio all’alba del terzo periodo per poi farsi rimontare. La squadra di Mitell ha portato un bel segnale sul ghiaccio vodese, ribadendo che il sistema di gioco è comunque funzionante e la squadra ha sempre avuto fiducia in questo.
Ed in effetti la partita giocata dai bianconeri come sistema e interpretazione non si è discostata molto da quelle viste per i primi due tempi tra Langnau e Porrentruy, la differenza stavolta è stata la gestione del terzo periodo e l’attenzione ai momenti decisivi, prestando grande concentrazione anche sulla disciplina. Ma non solo, in una formazione rimaneggiata dallo staff tecnico, con la tribuna stavolta toccata a Lycksell e priva dell’infortunato Canonica, il livello lo ha alzato anche Niklas Schlegel, protagonista di una prestazione finalmente di buon livello di continuità e capace di parate importanti nei momenti giusti.
È stato bravo il Lugano a non snaturarsi, se tutti erano convinti che prima o poi il risultato sarebbe arrivato è giusto che i bianconeri abbiano fatto la classica partita da trasferta, prudente, fisica al punto giusto e senza voler strafare in ogni maniera, con ogni linea decisiva ai fini del risultato.
In fondo questo conferma come nelle due trasferte precedenti sul piano dell’interpretazione la squadra non avesse fatto male - ovvio, a contare è il risultato, conseguenza del lavoro di continuità - tanto che sommando i primi due periodi delle trasferte di Langnau, Porrentruy e Losanna, il Lugano ha una differenza reti di +5 (complessivo 7-2), restava quindi da sistemare quei blackout che ne avevano compromesso ogni possibilità di vittoria con una differenza di 1-7 tra Emmental e Ajoie.

Certo, va detto anche che il Losanna non attraversa un buon periodo ed è pure alle prese con infortuni vari, ma la squadra di Geoff Ward ha comunque le individualità in grado di fare la differenza (dall’incredibile rimonta sul Ginevra ai primi punti strappati ai Lions in stagione) quindi ad essere comunque importante è la prestazione del Lugano, che non è stata stellare ma solida e compatta, segno di una squadra che non ha vacillato davanti alle difficoltà e che è andata avanti per la strada tracciata dal suo coach.
In questo continua la crescita di alcuni elementi tanto attesi, da un Innala di nuovo in gol e autore della solita prestazione a tutto ghiaccio - e da venerdì indosserà la tenuta da Top Scorer - Thomson in crescita di costanza e Shore importantissimo agli ingaggi, nonché un Olsson ancora propositivo e instancabile così come tutto il quarto blocco.
Il Lugano non era una squadra sfiduciata, frustrata forse sì, a giusta ragione, ma la bella risposta di mercoledì sera può contribuire a rasserenare un ambiente che stava già facendo partire la miccia, confermando che Thurkauf e compagni non hanno dubbi su quello che stanno facendo e mettendo sul ghiaccio. La squadra deve ancora crescere sotto molti aspetti, il powerplay come movimenti è decisamente migliorato, ma ancora una volta è arrivata la prova che scalfire le sicurezze di Tomas Mitell è impresa quasi impossibile, e aldilà di mugugni e dubbi, oggi ad aver ragione è ancora lui.
IL PROTAGONISTA
Niklas Schlegel: Non è stato forse il piu decisivo o il migliore in assoluto, ma dal numero 34 ci si attendeva una risposta. Il portiere bianconero ha portato in pista una prestazione finalmente all’altezza e anche la difesa davanti a lui ne ha giovato, sperando che la vittoria di Losanna sia una nuova partenza anche per lui.
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