
AMBRÌ – La vittoria di Friborgo ha rimesso in moto l’Ambrì Piotta dopo le sconfitte contro Davos e Langnau, portando il bottino a 14 punti in nove partite. I cinque successi sin qui ottenuti, quattro dei quali nei tempi regolamentari, sono un risultato che lancia l’inizio di stagione, anche se il saldo di 25 reti segnate e 30 incassate suggerisce che l’avvio dei biancoblù meriti una lettura più approfondita della sola classifica.
Le statistiche avanzate mostrano infatti una squadra che sa creare occasioni, ha trovato protagonisti capaci di decidere le partite e ha saputo sfruttare alcuni vantaggi. Indicano però anche quanto abbiano pesato la concretezza e le prestazioni del portiere, e dove serve crescere per rendere questi risultati sostenibili sull’arco della stagione.
Il primo confronto interessante è tra i punti ottenuti e quelli suggeriti dalle occasioni create. Agli attuali 14 punti corrispondono 11,02 xPTS, circa tre in meno. Gli xPTS rileggono i tiri delle partite già disputate e stimano i possibili esiti nei 60 minuti, attribuendo un valore alle prestazioni. Lo scarto indica che l’Ambrì ha raccolto più di quanto suggeriscano i numeri, anche se per per capire come bisogna entrare nelle singole vittorie.
Una base offensiva è ben presente. A parità numerica i biancoblù producono 2,08 expected goals per partita, il quarto valore della lega. Il problema è che ne concedono 2,35, il secondo valore più alto. L’Ambrì tiene dunque il confronto sul volume di produzione, ma il bilancio tra attacco e difesa è ad oggi sfavorevole.
Il punteggio cambia però la lettura. Nei tratti di partita in cui il risultato è in equilibrio, sempre a parità numerica, la quota degli xG sale al 51,3%, mentre quando i biancoblù conducono scende al 44,2%. Questo è compatibile con una squadra che, una volta avanti, lascia più iniziativa all’avversario.
Anche la divisione tra casa e trasferta è significativa. L’Ambrì ha ottenuto 11 dei suoi 14 punti fuori casa, dove la quota degli xG a parità numerica si ferma al 42,2%. Alla Gottardo Arena ha invece raccolto soltanto tre punti in quattro partite, pur con un bilancio delle occasioni favorevole al 52,9%. Le trasferte hanno insomma premiato l’efficacia dei biancoblù, mentre il gioco espresso in casa suggerisce un rendimento che potrebbe tradursi in più punti. Lo 0-3 contro il Davos, con ben 4,05 xG creati, ricorda quanto possano divergere occasioni e risultato.
In alcune vittorie il contributo di Philip Wüthrich è inoltre stato molto concreto. A Friborgo ha parato 29 dei 30 tiri affrontati e chiuso con +2,15 GSAx, cioè poco più di due gol evitati rispetto al valore delle occasioni subite. Nel derby il suo bilancio è invece stato di +1,27.
Sono prestazioni che aiutano a spiegare come l’Ambrì abbia conquistato tre punti anche in serate dal saldo complessivo degli xG negativo. Il 91,4% di parate nelle sette presenze dà solidità al suo avvio, ma chiedergli spesso di compensare il divario di occasioni renderebbe troppo fragile il rendimento della squadra.
Un altro elemento favorevole è la capacità di portare a casa i vantaggi costruiti. Segnando per primi i biancoblù hanno vinto quattro partite su cinque, contro una su quattro quando hanno subito la prima rete. Hanno inoltre trasformato in tre successi tutte le tre partite in cui erano avanti dopo 40 minuti. È un campione piccolo, ma descrive bene una delle strade seguite per ottenere punti. Quando è stato necessario inseguire nell’ultimo tempo, invece, è arrivata una sola vittoria in cinque tentativi
Il powerplay ha dato una spinta importante. Con sei reti in 24 opportunità l’efficacia è del 25%, un dato superiore alla produzione dei 4,34 xG teorici. Quattro di quei sei gol sono arrivati nelle vittorie contro Rapperswil e Lugano. La squadra ha dunque saputo trasformare alcune occasioni in reti preziose, con Michael Joly autore di metà dei gol in superiorità. I numeri sono positivi, ma andranno confermati su un campione più ampio.
L’altra metà degli special teams è invece la lacuna più evidente. Il penalty killing è al 68,75%, con dieci gol incassati in 32 inferiorità, un terzo delle reti subite dalla squadra. Quattro sono arrivati nella sola sconfitta contro gli ZSC Lions, ma il saldo rimane rilevante, visto che si parla di sei reti segnate in powerplay contro dieci subite in inferiorità. L’Ambrì ha inoltre affrontato otto opportunità avversarie più di quelle avute a disposizione, giocando complessivamente 11 minuti e 15 secondi in più in penalty killing che in powerplay. Aumentare la disciplina e giocare un boxplay più solido aiuterebbe ad alleggerire il lavoro dei portieri.
La produzione individuale offre infine ragioni per essere fiduciosi, insieme a qualche interrogativo. Roby Järventie e Michael Joly hanno segnato cinque reti ciascuno, dieci delle 24 realizzate in totale. Il finlandese ha trasformato in gol più di quanto suggeriscano i suoi 2,92 xG, mentre Tommaso De Luca ha segnato una sola volta a fronte di 29 tiri in porta e 2,16 xG. Per il futuro sarà prezioso allargare il numero dei giocatori capaci di concretizzare, così da assorbire eventuali fasi meno prolifiche dei due principali marcatori.
Le basi per continuare a raccogliere punti ci sono, soprattutto nella capacità di creare occasioni e nel rendimento di Wüthrich. Il passo successivo sarà però rendere più equilibrato il confronto con gli avversari, concedere meno in inferiorità e trasformare in punti anche le buone occasioni prodotte in casa. Dopo nove partite le tendenze restano da confermare, ma la direzione è chiara: l’Ambrì ha già mostrato di poter vincere trascinato dai propri leader, ora deve aumentare le serate in cui il risultato è sostenuto da un bilancio del gioco favorevole.

