
LUGANO – Arrivato in Ticino da pochi giorni, Olle Lycksell ha iniziato a prendere contatto con la sua nuova realtà. L’attaccante svedese, reduce da diverse stagioni vissute tra NHL e AHL, ha scelto il Lugano per trovare una nuova sfida, stabilità e soprattutto l’opportunità di essere parte di una squadra con ambizioni importanti.
Il 26enne porta con sé un bagaglio costruito tra Nordamerica e Svezia, dove è cresciuto prima di inseguire il sogno NHL. Ora per lui si apre un nuovo capitolo in bianconero, con la volontà di assumere un ruolo importante e contribuire sul piano offensivo.
“Sono arrivato due giorni fa, e sinora è andato tutto bene, sono stato accolto in maniera calorosa dal club”, ha debuttato Lycksell. “Dopo aver giocato in Nord America negli scorsi anni è stato bello arrivare in un posto come Lugano, sono entusiasta all’idea di giocare qui per le prossime stagioni”.
Cosa ti ha convinto ad accettare la proposta del Lugano?
“Era da un po’ che seguivo i bianconeri, ho visto che si sono qualificati per i playoff, anche se poi sono arrivate delle partite difficili. Ho però capito che si trattava di una buona squadra, ed è per quello che ho deciso di trasferirmi qui, ovvero per essere parte di un gruppo che ha l’ambizione di andare lontano nei playoff. Questa è anche una delle mie grandi ambizioni personali, visto che oltre oceano da questo punto di vista le cose non sono andate molto bene, le mie stagioni sono sempre finite troppo presto. Sarebbe davvero bello essere parte di una squadra vincente, e qui c’è la grande opportunità di farlo”.
Nel corso della tua carriera tra NHL e AHL hai ricoperto ruoli diversi. Che tipo di giocatore sei e cosa pensi di poter portare al Lugano?
“È vero, in questi anni ho dovuto ricoprire ruoli diversi, ma ho sempre cercato di mantenere il mio gioco offensivo come comune denominatore in ogni contesto. Sono un attaccante che ha una mente rivolta all’attacco, e cerco di mettere la firma sul maggior numero di punti possibili. Negli ultimi anni ho giocato principalmente all’ala, ma vedremo cosa mi verrà chiesto nella mia nuova squadra. Posso giocare anche al centro, ed inoltre ho delle buone abilità da playmaker che oltre a segnare mi permettono di trovare delle giocate in favore dei miei compagni. Non mi considero solo un tiratore”.
In Svizzera gli stranieri sono chiamati ad avere un impatto importante. Come vivi questa pressione?
“So che qui c’è una certa pressione sui giocatori stranieri, ma mi piace molto avere davanti a me una sfida impegnativa, soprattutto dopo aver fatto la spola tra NHL e AHL negli ultimi anni. Non mi spaventa avere tanti occhi addosso, è ciò che cercavo e voglio far parte di tutto questo. Mi sento pronto”.
Nel giorno del tuo Draft non avevi molta fiducia in una chiamata, tanto che non lo hai seguito e ti sei accorto solo alla sera di essere stato selezionato al sesto turno. Nonostante le poche partite, aver giocato in NHL deve comunque aver rappresentato per te una grande soddisfazione…
“Esattamente. In quella situazione devi forse lavorare un po’ di più rispetto ai ragazzi che vengono scelti nei primi turni, e arrivare a giocare delle partite NHL non è automatico. In quegli anni mi sono impegnato molto per riuscire ad avere la mia chance, ed è stato esaltante poter giocare nel miglior campionato al mondo. Forse è banale, ma l’aspetto centrale è stato il duro lavoro per arrivare sin lì”.
Dopo anni vissuti tra NHL e AHL, ha pesato nella tua scelta anche la possibilità di trovare maggiore stabilità?
“Sì, indubbiamente la possibilità di trovare un po’ di stabilità nella mia vita ha giocato una parte nella decisione di trasferirmi qui. Per diversi anni sono stato “sballottato” qua e là, e non è sempre il massimo dal punto di vista dello stile di vita”.
Arrivi dal Nordamerica, questo ti richiederà una fase di adattamento oppure visto il passato in Svezia pensi non ci saranno difficoltà?
“È vero, sono stato in Nordamerica per alcuni anni, però ho giocato anche varie stagioni SHL e sono cresciuto nelle piste grandi svedesi. Non penso mi ci vorrà chissà che adattamento, anche se ovviamente trasferirsi in Svizzera rappresenterà un cambiamento da assorbire. Qui lo stile di gioco è un po’ diverso, soprattutto in termini di possesso, ma vedremo di lavorare bene su queste cose durante il preseason”.


